Il caro carburanti resta di estrema attualità per gli automobilisti e le imprese italiane. Dopo un inizio d'anno turbolento, il costo dei carburanti 2026 continua a subire oscillazioni repentine, influenzato da una scacchiera geopolitica instabile e da nuove dinamiche fiscali. L'ultima notizia è però in controtendenza: il Consiglio dei Ministri ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio dal 7 al 24 agosto 2026, uno sconto complessivo di 17 centesimi al litro tra riduzione dell'accisa e dell'IVA.
- Proroga del taglio delle accise per il gasolio
- Caro carburanti: quanto sono aumentati i prezzi
- Perché aumentano benzina e diesel
- Il peso delle accise sul prezzo dei carburanti
- Il ruolo del petrolio e delle tensioni internazionali
- Differenze di prezzo tra Italia ed Europa
- Cosa può fare il governo contro il caro benzina
- Come risparmiare sul carburante
Proroga del taglio delle accise per il gasolio
Con l'arrivo di agosto il governo ha deciso di intervenire nuovamente sui prezzi del gasolio, prorogando lo sconto sulle accise già in vigore. Secondo quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio dei Ministri, "in considerazione del perdurare dell'incremento dei prezzi dei prodotti energetici, il provvedimento proroga, dal 7 al 24 agosto 2026, la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio usato come carburante, tramite una riduzione dell'aliquota di accisa di 14 centesimi e dell'IVA di ulteriori 3 centesimi, senza nuovi o maggiori tributi".
La misura si applica anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti, per lo stesso periodo. È inoltre stato prorogato al mese di agosto 2026 il credito d'imposta riconosciuto in favore dell'autotrasporto, a ulteriore sostegno di un settore particolarmente esposto all'oscillazione dei prezzi del diesel.
Caro carburanti: quanto sono aumentati i prezzi
Il 2026 si sta rivelando un anno complesso per chi viaggia. L'aumento del prezzo benzina e l'aumento del prezzo diesel hanno portato i listini alla pompa a livelli preoccupanti. Al 5 agosto 2026, il prezzo della benzina si attesta su una media nazionale di circa 1,935 €/l in modalità self-service, mentre il prezzo del diesel — nonostante lo sconto accise vigente — supera la soglia di 2,091 €/l.
In autostrada i prezzi salgono ulteriormente: benzina a 2,025 €/l e diesel a 2,164 €/l. Rispetto a inizio luglio, il rincaro è stato immediato e sensibile: la fine dello sconto sulle accise avvenuta il 3 luglio aveva aggiunto circa 6,1 centesimi al litro (IVA inclusa), traducendosi in circa 3 euro in più per ogni pieno.
La nuova proroga di agosto riassorbirà in parte il rincaro per chi utilizza gasolio. Questo sorpasso del gasolio sulla verde è uno dei tratti distintivi del caro carburanti di quest'anno, con picchi sulla rete autostradale che rendono i rifornimenti una voce di spesa sempre più onerosa.
Perché aumentano benzina e diesel
Molti consumatori si chiedono perché aumenta la benzina in modo così repentino. Le cause dei rincari dei carburanti sono da ricercare in un mix di fattori:
- Fine temporanea dello sconto accise: Il taglio delle accise era scaduto il 3 luglio 2026, con un impatto diretto e immediato sui prezzi alla pompa. Il governo è poi intervenuto nuovamente con la proroga di agosto per il solo gasolio.
- Domanda globale: Una ripresa industriale più forte del previsto ha messo pressione sulle scorte.
- Politiche di raffinazione: La capacità di trasformazione del greggio in Europa ha subito rallentamenti tecnici, riducendo l'offerta di prodotto finito.
- Speculazione finanziaria: I mercati dei future anticipano spesso le crisi, spingendo i prezzi al rialzo prima ancora che si verifichi una reale carenza.
Il peso delle accise sul prezzo dei carburanti
Un capitolo fondamentale riguarda le accise su carburanti in Italia. La componente fiscale rimane la voce più pesante del costo finale. Nel 2026, il governo aveva introdotto un taglio temporaneo delle accise — scaduto il 3 luglio — e ora lo ha reintrodotto per il gasolio fino al 24 agosto, con uno sconto di 14 centesimi sull'accisa più 3 centesimi sull'IVA.
Nello specifico, la struttura del prezzo del diesel comprende: costo industriale del prodotto raffinato, accisa (la principale leva fiscale, su cui agisce lo sconto governativo), IVA al 22% calcolata sull'imponibile comprensivo di accisa, e il margine del distributore. Sul fronte strutturale, il nuovo schema di "riallineamento" delle accise tra benzina e gasolio — introdotto nell'ottica della transizione ecologica — continua a erodere lo storico vantaggio del diesel, spiegando gran parte dell'incremento percepito dagli autotrasportatori e dai pendolari.
Il ruolo del petrolio e delle tensioni internazionali
L'andamento prezzo petrolio è il termometro principale della crisi. Il Brent si attesta attualmente intorno agli 88-89 dollari al barile, dopo aver toccato 87 dollari a metà luglio con un rialzo del +3,2% in una sola sessione. I prezzi sono stati sostenuti dall'escalation delle tensioni tra Iran e Stati Uniti: il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz è fortemente ridotto a causa degli attacchi alle navi, e il temporaneo accordo di pace USA-Iran si è dissolto, con Washington che ha ripreso il blocco dei porti iraniani e Teheran che ha intensificato le azioni nell'area.
Va detto che la situazione è più volatile rispetto a inizio anno: l'OPEC+ (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman) ha deciso a inizio luglio di alzare nuovamente l'offerta di greggio, esercitando una pressione al ribasso che ha parzialmente compensato le tensioni geopolitiche. La World Bank stima un prezzo medio del Brent intorno agli 86 dollari al barile per l'intero 2026.
Differenze di prezzo tra Italia ed Europa
L'Italia si conferma tra i paesi con i carburanti più cari in Europa. Sebbene il costo industriale (il prezzo del carburante senza tasse) sia in linea con la media UE, la pressione fiscale italiana ci colloca sul podio dei paesi più costosi, insieme a Danimarca e Paesi Bassi. In nazioni confinanti come la Slovenia o l'Austria, il risparmio può arrivare anche a 15-20 centesimi al litro, alimentando il fenomeno del "turismo del pieno" nelle zone di frontiera. La proroga del taglio accise di agosto riduce parzialmente il divario, ma solo per il gasolio e solo fino al 24 del mese.
Cosa può fare il governo contro il caro benzina
Il tema del caro benzina è al centro del dibattito politico da mesi. Ecco lo stato attuale degli interventi.
Proroga taglio accise gasolio (7-24 agosto 2026): La misura più recente, approvata dal Consiglio dei Ministri, riduce il prezzo del diesel di 17 centesimi al litro (14 di accisa + 3 di IVA). Il provvedimento si applica anche a gasolio paraffinico e biodiesel. Non riguarda la benzina.
Credito d'imposta per l'autotrasporto (agosto 2026): Prorogato per l'intero mese, a sostegno delle imprese di trasporto merci, più esposte all'oscillazione del costo del diesel.
Bonus benzina 2026: Permette alle aziende di erogare ai dipendenti buoni carburante esentasse fino a 200 euro (integrati nei fringe benefit). Strumento strutturale, non legato all'emergenza prezzi.
App comparazione prezzi Mimit: Il Ministero ha lanciato uno strumento per confrontare i prezzi alla pompa, che ha però ricevuto critiche dal Codacons per la completezza e l'aggiornamento dei dati.
Il meccanismo dell'accisa mobile rimane lo strumento principale a disposizione dell'esecutivo: quando il gettito IVA aumenta per via dei prezzi alti, il governo può usare l'extra-gettito per tagliare le accise. La proroga di agosto va esattamente in questa direzione.
Come risparmiare sul carburante
Nonostante il contesto difficile, esistono strategie per limitare i danni.
Scegliere le "Pompe Bianche": I distributori indipendenti (no-logo) offrono spesso prezzi più bassi di 5-10 centesimi.
Utilizzare app di comparazione: Consultare i prezzi in tempo reale tramite app dedicate per trovare il distributore più economico nelle vicinanze (nonostante i limiti dell'app governativa, esistono alternative private più aggiornate).
Prediligere il self-service: Il divario tra "fai da te" e "servito" può superare i 20 centesimi al litro.
Guida efficiente: Mantenere una velocità costante e controllare la pressione degli pneumatici può ridurre i consumi fino al 10%.
Valutare il GPL o il metano: Il GPL si attesta oggi tra 0,759 e 0,769 €/l servito, mentre il metano è a 1,557 €/kg, rendendo queste alternative ancora convenienti per chi percorre molti chilometri.
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