L’identikit del consulente immobiliare del futuro (e le 4 leve per evolvere come professionisti del real estate)

agente immobiliare
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Il mercato immobiliare sta cambiando rapidamente, ma le figure professionali del real estate riescono davvero a stare al passo? È un tema che ha indagato la ricerca sviluppata da Bigda per CENTURY21 Italia, con l’obiettivo di arrivare all’identikit del nuovo consulente immobiliare, capace di abitare il presente e scolpire il futuro del mercato immobiliare. Mentre il semplice intermediario si avvia verso l’estinzione, emerge la figura del consulente strategico, una figura poliedrica, consulenziale, attenta, competente, forte di quattro leve principali: digitalizzazione, personal branding, formazione e logica di rete.

Anticipare il passo per guardare avanti (e non restare indietro)

Oggi non basta più “restare al passo” con il mercato, perché il mercato cambia più velocemente dei modelli tradizionali. Accompagnare questa evoluzione significa costruire percorsi che non siano solo formativi, ma realmente agevolanti, capaci di integrare tecnologia, comunicazione e cultura imprenditoriale senza perdere il valore della relazione umana. È qui che si gioca la differenza tra adattarsi al cambiamento e guidarlo. In Italia si contano oltre 49mila agenti abilitati, una densità competitiva di fronte alla quale restare al passo non è più sufficiente. 

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La sfida per chi opera nel real estate è da sempre quella di anticipare i tempi, ma oggi più che mai è indispensabile farlo in modo organizzato e strutturale: non si tratta di fiutare l’aria o sperimentare sul campo sensibilità maturate con l’esperienza, ma di mettere a sistema leve strategiche per restare competitivi come professionisti. I dati emersi dall'analisi evidenziano con chiarezza questa metamorfosi necessaria, quanto complessa. 

La digitalizzazione a supporto della relazione umana è il new normal

Se da un lato il timore dei  di essere rimpiazzati dalle “macchine”, dall’altra i dati ci parlano di una necessità storica: l’integrazione tra tecnologia e competenze relazionali. L’automazione e i sistemi di intelligenza artificiale sono strumenti che rafforzano l'affidabilità del servizio, senza compromettere la cura della relazione. Il digitale è la leva competitiva principale della rivoluzione che stiamo vivendo, capace di scardinare efficacemente prassi obsolete e time consuming, come  ritardi legati a documentazioni incomplete o incoerenti. 

I contenuti immersivi e i virtual tour sono potenti strumenti di di pre-qualifica, perché permettono al cliente di comprendere a fondo l'immobile ancor prima della visita fisica, riducono i sopralluoghi inefficaci e consentono al professionista di condurre la trattativa su un terreno informato. L’AI si inserisce in questo scenario come un'infrastruttura operativa, al pari di altri asset tecnologici che negli ultimi 3 decenni si sono progressivamente imposti come il nuovo standard.

La grande differenza è la repentinità con cui l’AI è entrata nei flussi operativi nell’ultimo paio d’anni a livello generale: la rapidità di acquisizione di questa competenza, saperla usare con criterio e abilità, a oggi, è un enorme vantaggio competitivo per i professionisti che per primi hanno avuto l’intuizione di sperimentarla e l’abilità di trasformarla in un “ferro del mestiere”, mentre l’intero settore iniziava a costruire delle best practice attorno a questo nuovo strumento.

I social media come opportunità di personal branding

La comunicazione online è ormai da parecchi anni un elemento strutturale dell'identità professionale, in qualsiasi settore. Nel real estate è fondamentale oggi più che mai presidiare i canali digitali, per garantire una continuità informativa, coerente e riconoscibile nel tempo. In questo modo la tecnologia diventa un canale attivo di acquisizione e mantenimento delle relazioni. E la reputazione di un professionista si trasforma in una variabile misurabile delle performance. Il vero salto di qualità per il professionista del real estate che ambisce non solo a evolvere, ma ad emergere nello scenario attuale e prosperare nel futuro prossimo, si realizza con la riconoscibilità algoritmica e la rilevanza della propria presenza digitale, attraverso la cura del proprio personal brand. 

Non più “esserci per esserci”, ma abitare gli spazi digitali con competenza, trasmettendo la propria autorevolezza con contenuti di valore, utilizzando strumenti di contatto one-to-one con i propri clienti acquisiti e one-to-many potenziali, sfruttando le possibilità offerte da un ecosistema digitale che oggi è alla portata di tutti. Ma quali spazi abitare per emergere? Oltre a LinkedIn dove consolidare la propria immagine professionale, forum e blog sono strategici per gli agenti pionieri dei linguaggi digitali e luoghi dove costruire un dialogo autentico con i potenziali clienti. Per intercettare il pubblico potenziale web e social media sono spazi fondamentali da presidiare. Una frontiera importante per la reputazione sono gli strumenti di recensione, in particolare quelli più accessibili al grande pubblico offerti da Meta e Google. 

La formazione continua e i nuovi modelli collaborativi 

L'aggiornamento continuo non è un optional. È un pilastro per la crescita del professionista. Il cliente che si rivolge al consulente immobiliare cerca un interlocutore capace di gestire la complessità, conoscere le dinamiche del real estate e al contempo governare decisioni economiche rilevanti, gestire complessità burocratiche e regolatori, prevenire errori e minimizzare i rischi. Sono aspettative ambiziose, che richiedono una competenza estesa da parte del professionista che deve essere nutrita con una formazione costante

 Allo stesso tempo, però, l’agente immobiliare di domani è colui che sa costruire una rete di competenze attorno al cliente, diventando il punto di riferimento della compravendita, mantenendo però la capacità di saper coinvolgere il professionista giusto al momento giusto. Architetti, geometri, tecnici, notai, avvocati, consulenti fiscali e finanziari non rappresentano figure alternative all'agente immobiliare, ma partner strategici con cui condividere competenze e responsabilità, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli professionali perché il mercato immobiliare è diventato sempre più complesso e richiede competenze specialistiche che spaziano dagli aspetti urbanistici e catastali a quelli fiscali, legali, progettuali e finanziari. 

La figura dell'agenzia immobiliare indipendente è stata superata da una logica di networking, dove l’attitudine cooperativa permette di farsi vicendevolmente forza contro gli urti di un mercato complesso. Piattaforme MLS e software CRM condivisi costituiscono un fattore di competitività strutturale. Condividere contatti e portafogli immobiliari aumenta le probabilità di incontro tra domanda e offerta, riducendo i tempi medi di vendita e incrementando la fiducia complessiva nel modello professionale.

Marco Tilesi, imprenditore, investitore e mediatore nel settore immobiliare. Ha collaborato negli anni passati con Sotheby's Realty e RE/MAX. È attualmente CEO e co-fondatore di CENTURY 21 Italia oltre che attivo investitore in aziende tech come Wikicasa e Rent2Cash.

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