Dove si buttano i bollini della frutta per fare bene la differenziata

Perché i bollini della frutta non vanno gettati nell'umido, dove conferirli e come comportarsi se si dimentica di staccarli.
Frutta con bollini esposta in un supermercato
Magnific
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Ogni volta che si sbuccia un'arancia o si addenta una mela, la buccia finisce quasi automaticamente nell'organico, ma c'è un piccolo elemento che troppo spesso viene ignorato: il bollino adesivo incollato sul frutto. Quando si parla di raccolta differenziata e bollini della frutta, molte persone sono tentate di gettare queste etichette nell'umido insieme agli scarti alimentari: si tratta di un gesto apparentemente innocuo, ma che ha delle conseguenze sulla qualità della raccolta. La questione riguarda non solo dove conferire i bollini, ma anche cosa fare quando sono ancora attaccati alla buccia, e se ci sia qualche rischio nell'ingerirli accidentalmente.

Cosa sono i bollini della frutta e di che materiale sono fatti

I bollini applicati su arance, banane, mele, kiwi, e moltissimi altri frutti e ortaggi sono piccoli adesivi che riportano il codice PLU (che sta per Price Look-Up ossia "codice di consultazione prezzo"): un codice numerico che identifica la varietà del prodotto, la sua provenienza e il tipo di coltivazione, biologico (numero a 5 cifre che comincia con 9) o convenzionale (numero a 4 cifre). 

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Nonostante le dimensioni ridotte, non sono materiali neutri dal punto di vista ambientale: nella gran parte dei casi i bollini della frutta sono prodotti in plastica o vinile, con colle sintetiche che assicurano la presa sulla superficie del frutto. Questo li rende non biodegradabili poiché, a differenza della buccia, non si decompongono nei processi di compostaggio industriale; alcuni presentano anche un rivestimento plastificato aggiuntivo, che ne complica ulteriormente il corretto smaltimento.

Bollini adesivi sulle banane di una bancarella
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Dove si buttano i bollini della frutta per la raccolta differenziata

Il modo corretto per conferire i bollini adesivi presenti sulla frutta è quello di gettarli nel contenitore del secco residuo, cioè nel bidone dell'indifferenziato: né l'organico né la raccolta della plastica sono infatti delle destinazioni appropriate, per ragioni legate al funzionamento concreto dei relativi impianti di trattamento.

  • Umido/organico: non essendo biodegradabili, i bollini compromettono la qualità del compost prodotto negli impianti di trattamento, introducendo impurità che complicano l'intero processo.
  • Plastica: le dimensioni troppo ridotte non consentono ai macchinari di selezione di intercettarli, e la tipologia di plastica di cui sono composti non è sempre compatibile con il riciclo meccanico.

Le regole per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti domestici possono variare da comune a comune: per fare la raccolta differenziata correttamente è dunque consigliabile verificare sempre le indicazioni del proprio gestore locale.

Etichette compostabili e biodegradabili: cosa dice la normativa

La normativa attuale non obbliga le aziende a produrre bollini compostabili: i requisiti di legge si limitano a garantire che le etichette siano sicure per il contatto con gli alimenti, senza alterarne le caratteristiche; la scelta di soluzioni più sostenibili resta, nella grande maggioranza dei casi, una decisione volontaria.

Alcune realtà produttive, in particolare nel settore biologico, si stanno orientando verso bollini con certificazione OKcompost INDUSTRIAL, che ne consente il conferimento nell'organico. Un'altra strada percorsa da alcune aziende è il Natural Branding, una tecnica di etichettatura laser che elimina del tutto la necessità di applicare un adesivo.

Se un bollino riporta esplicitamente la dicitura "compostabile" o la certificazione EN 13432, può andare nell'umido; negli altri casi, vale la regola del secco residuo.

bollini frutta differenziata
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Perché rimuovere i bollini dalla frutta prima di buttare l'umido

La presenza di bollini nella frazione organica crea un problema notevole negli impianti di compostaggio: devono essere rimossi durante il trattamento, con un aggravio di costi e una riduzione della qualità del compost finale. Più alta è la concentrazione di materiali non compostabili nell'umido, più il processo diventa inefficiente.

Staccare il bollino dal frutto prima di conferire la buccia richiede solo qualche secondo, ma ha un impatto reale sull'intera filiera del riciclo: incide direttamente sull'efficienza degli impianti e sulla qualità del compost prodotto.

Dove buttare la buccia della frutta se il bollino è ancora attaccato

Se il bollino è ancora incollato sulla buccia al momento del conferimento, la soluzione corretta è staccarlo e gettarlo nel secco residuo, mentre la buccia va nell'organico come di consueto; l'operazione richiede pochi istanti e preserva la qualità della raccolta dell'umido.

Se il bollino risulta difficile da rimuovere senza rovinare la buccia, oppure ci si accorge del problema dopo il conferimento, la scelta più coerente è destinare l'intera buccia all'indifferenziato: non è la soluzione ottimale per la resa della raccolta organica, ma è quella che evita di introdurre materiali non biodegradabili nel flusso sbagliato.

Mela parzialmente sbucciata
Unsplash

I bollini sulla frutta sono commestibili?

La normativa prevede che le etichette adesive siano sicure per il contatto con gli alimenti, ma questo non equivale a dire che siano commestibili: sono infatti prodotte con materiali che, pur non classificati come tossici, non sono destinati al consumo alimentare.

Secondo la classificazione della FDA (Food and Drug Administration) statunitense, i bollini della frutta rientrano nella categoria degli "additivi alimentari indiretti": i materiali sono approvati per il contatto con il cibo, e la loro ingestione accidentale - magari mangiando la frutta senza sbucciarla - non comporta rischi gravi nella stragrande maggioranza dei casi.

Trattandosi comunque di materiali che l'organismo non è in grado di digerire, è sempre preferibile rimuovere il bollino prima di lavare e consumare la frutta, specialmente se si intende mangiarla con la buccia.

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