Nel 2025 il 46% degli Attestati di Prestazione Energetica (Ape) richiesti per edifici residenziali appartiene alle classi energetiche F e G, in aumento di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Solo l’11% degli immobili certificati rientra nelle classi A1-A4, in calo rispetto al 14% del 2024. A dirlo è l’elaborazione di Saie – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti sui dati Siape, che confermano le difficoltà del patrimonio edilizio italiano e riportano al centro il tema della riqualificazione energetica, protagonista della sessantesima edizione dell’evento in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.
Ape 2025, quasi la metà degli edifici nelle classi energetiche peggiori
Il patrimonio immobiliare italiano continua a mostrare un elevato fabbisogno di interventi di efficientamento energetico. A fotografare la situazione sono i dati del Siape, il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica sviluppato da Enea, elaborati da Saie – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti.
Dal 2019 a oggi sono quasi 7 milioni gli Attestati di Prestazione Energetica registrati in Italia. Nel solo 2025 sono stati richiesti circa 1,3 milioni di Ape, con un incremento del 6,4% rispetto al 2024.
Ma il dato più significativo riguarda la distribuzione degli immobili nelle diverse classi energetiche. Nel 2025, infatti, il 46% degli Ape si concentra nelle classi F e G, le due fasce caratterizzate dalle peggiori prestazioni energetiche. Nel dettaglio, il 22% degli edifici certificati appartiene alla classe F e il 24% alla classe G. Complessivamente, la quota è cresciuta di 2 punti percentuali rispetto al 2024.
All’estremo opposto, gli edifici appartenenti alle classi energetiche più efficienti, dalla A1 alla A4, rappresentano complessivamente soltanto l’11% degli Ape richiesti nel 2025. Il dato risulta inoltre in diminuzione rispetto al 14% registrato nel 2024. La classe A4, da sola, rappresenta il 4,4% delle certificazioni.
Il quadro che emerge è quindi quello di un patrimonio residenziale ancora fortemente caratterizzato da edifici energivori, nonostante negli ultimi anni gli interventi di riqualificazione abbiano ricevuto un forte impulso attraverso gli incentivi fiscali.
Efficienza energetica, le differenze tra le regioni italiane
La situazione non è uniforme sul territorio nazionale. Secondo i dati Siape relativi al 2025, ci sono infatti significative differenze tra le regioni per quanto riguarda la presenza di edifici nelle classi energetiche più performanti.
Considerando complessivamente le classi A1, A2, A3 e A4, le percentuali più elevate si registrano in:
- Valle d’Aosta: 20%;
- Provincia autonoma di Bolzano: 18,7%;
- Lombardia: 18%;
- Provincia autonoma di Trento: 18%;
- Veneto: 16%;
- Sardegna: 14%.
Sul fronte opposto, le percentuali più alte di edifici certificati nelle classi F e G si registrano in:
- Campania, con il 61%,
- Lazio e Toscana, entrambe al 59%;
- Basilicata (57%);
- Molise (56%);
- Puglia (55%);
- Umbria (54%).
Le differenze territoriali risultano ancora più evidenti al livello provinciale. In particolare, tra le province con la maggiore presenza di Ape nelle classi energetiche A figurano:
- Sondrio (30%);
- Brescia (25%);
- Bergamo (20,2%);
- Ascoli Piceno (20%),
- Monza e Brianza (18%).
Per quanto riguarda invece le classi F e G, le quote più elevate si registrano a:
- Isernia, Rieti ed Enna, tutte al 70%;
- Massa-Carrara (66%);
- Viterbo (65%);
- Frosinone (65%);
- Napoli (65%).
Riqualificazione energetica, il ruolo degli incentivi e della direttiva case green
Negli ultimi anni a incidere sul processo di rinnovamento del patrimonio edilizio italiano è stata soprattutto la stagione dei bonus edilizi. Secondo recenti stime di Nomisma citate da Saie, gli interventi realizzati grazie agli incentivi avrebbero consentito all’Italia di raggiungere il 56% degli obiettivi fissati per il 2030 dalla direttiva case green.
Il risultato rappresenta un passo significativo, ma lascia ancora aperta una parte consistente del percorso. Per accelerare la riqualificazione del patrimonio immobiliare, il tema centrale diventa quindi la continuità degli investimenti e la definizione di un quadro di attuazione stabile.
La questione diventa particolarmente rilevante in un contesto caratterizzato dalla volatilità dei prezzi dell’energia e dalle difficoltà legate all’approvvigionamento. Per famiglie e proprietari, migliorare le prestazioni energetiche degli edifici significa infatti intervenire direttamente su una delle principali voci che incidono sui consumi e sui costi di gestione degli immobili.
La riqualificazione energetica non riguarda però soltanto la riduzione delle bollette. Interventi su involucro edilizio, serramenti, impianti e sistemi tecnologici possono contribuire anche a migliorare il comfort abitativo, ridurre i consumi e accrescere il valore degli immobili.
Il futuro dell’edilizia passa dalla riqualificazione
I dati sulle certificazioni energetiche 2025 evidenziano dunque una doppia realtà: da una parte, il numero di Ape registrati continua a crescere e gli interventi degli ultimi anni hanno contribuito ad avviare un processo di rinnovamento del patrimonio immobiliare; dall’altra, quasi un edificio certificato su due ricade ancora nelle classi energetiche F e G, mentre la quota degli immobili nelle classi A è diminuita rispetto al 2024.
È in questo scenario che la riqualificazione energetica assume un ruolo strategico volto non solo a ridurre i consumi, ma anche a sostenere l’innovazione del comparto delle costruzioni, sviluppare nuove competenze e migliorare la qualità del patrimonio edilizio.
Come sottolineato da Emilio Bianchi, direttore generale di Saie, i dati Siape descrivono un patrimonio residenziale ancora in larga parte energivoro. Secondo Bianchi, la riqualificazione rappresenta un investimento capace di generare ricadute su produttività, occupazione e valore degli immobili, ma per renderla realmente scalabile sono necessari innovazione, tecnologie e competenze diffuse. La sfida, quindi, non riguarda solo i singoli edifici, ma l’intera filiera delle costruzioni.
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