Un castello medievale intatto, mura in cerchio su un crinale a 379 metri e vicoli che paiono disegnati a misura di miniatura: a Piticchio, minuscolo gioiello della Val Mivola nelle Marche, l'autunno arriva tra profumi di cucina di casa e un museo unico. In calendario, dal 6 all'8 novembre, la Festa d'autunno richiama buongustai e curiosi con piatti della tradizione e vini locali. Nel frattempo, dentro le mura si custodisce una collezione di giocattoli raccolta in decenni di viaggi, una rarità per un borgo così piccolo.
Il borgo-giocattolo nelle colline marchigiane
Il nucleo storico di Piticchio è nato attorno a un castello con origini nel XIII secolo, all'interno del territorio comunale di Arcevia, in provincia di Ancona. L'impianto urbano, piccolo e circolare, restituisce l'idea di un modellino perfetto, con le case in pietra e mattoni che si affacciano su vicoli stretti e regolari.
Camminando lungo i tratti pensili delle mura, si apre un orizzonte circondato da colline, come un mare di terre ondulate, che nei giorni limpidi lascia intravedere l'Appennino e la sagoma del Conero. L'appartenenza alla Val Mivola, distretto turistico che riunisce nove comuni dell'entroterra, ha dato nuova spinta alla valorizzazione di questo scrigno medievale.
Le mura, la torre e la chiesa: dettagli che sorprendono
Le fortificazioni, in parte porticate, risalgono al XV secolo e cingono con continuità il borgo, mantenendo leggibile il suo assetto originario. La torre dell'orologio ottocentesca scandisce ancora oggi le ore, discreta e puntuale, come un metronomo di comunità. Pochi metri più in là, la chiesa di San Sebastiano, databile al XVI secolo, stupisce con un interno barocco che dialoga con tele e tavole attribuite a un maturo Ercole Ramazzani.
Tra le particolarità più note, la reliquia del braccio di San Sebastiano, rivestita d'oro e ben conservata, aggiunge un tassello di devozione all'insieme. Non manca la storia più antica: in età romana qui sorgeva Pitulum, mentre in epoca medievale il possedimento passò dal vescovo di Senigallia a Rocca Contrada, l'attuale Arcevia.
La Festa d'autunno: tre giorni tra sapori e tradizione
La ricorrenza legata a San Martino accende il borgo con un calendario fitto dal 6 all'8 novembre, trasformando le vie interne in un percorso del gusto. L'evento, organizzato dall'Associazione Amici di Piticchio, prevede stand gastronomici diffusi che mettono al centro i piatti di stagione e i prodotti del territorio.
Il format è semplice e coinvolgente: si sceglie, si assaggia, si condivide a passo lento tra pietra e mattoni. L'atmosfera richiama le feste di una volta, con profumi che invogliano a proseguire il giro delle mura tra una portata e la successiva.
Un museo dei giocattoli nato dal giro del mondo di un inviato
Dentro le mura, un indirizzo inatteso aggiunge un motivo in più per arrivare fin quassù: il Museo del Giocattolo creato dall'ex inviato ANSA Giovanni Catella insieme alla moglie Antonina Amati. La collezione, formata in decenni tra mercati delle pulci francesi, antiquari e il celebre Portobello di Londra, riunisce oltre seimila pezzi esposti in ordine cronologico.
L'idea è quella di un percorso nella storia del gioco, dall'artigianato più antico fino alla produzione industriale del Novecento. Ogni vetrina racconta un'epoca, ogni oggetto rimanda a un uso, a un materiale, a una tecnica. E il curatore accompagna personalmente, trasformando la visita in un racconto di viaggio.
Cosa custodisce il Museo del Giocattolo
Il percorso espositivo si apre con fischietti provenienti dalla Persia occidentale e rinvenuti in una necropoli, un unicum che lega il gioco alla ritualità antica. Il salto temporale porta poi ai giocattoli in latta, alle prime produzioni in serie, alle bambole realizzate a mano e all'epoca della plastica.
Una sezione è dedicata al mondo ferroviario in miniatura, con sette plastici completi di accessori e convogli perfettamente funzionanti. Le vetrine non sono "santuari chiusi": durante le visite vengono aperte, e ogni pezzo dispone di un codice che permette di leggere la storia dell'oggetto e del suo fabbricante.
Cosa vedere a Piticchio
Oltre ai luoghi più noti, alcune tappe aggiungono profondità alla visita e aiutano a leggere il borgo in relazione al paesaggio circostante. L'itinerario suggerito rimane tutto entro pochi minuti a piedi, con deviazioni sui camminamenti che aprono scorci inattesi.
- Arco d'ingresso e giro completo delle mura quattrocentesche.
- Torre dell'orologio ottocentesca, ancora in funzione.
- Chiesa di San Sebastiano con opere di Ercole Ramazzani e reliquia.
- Camminamenti pensili con viste sulle colline, l'Appennino e il Conero.
- Laboratori d'arte nel castello, tra cui quello dello scultore Viacheslav Kovalenko.
- Museo del Giocattolo con percorso cronologico e plastici ferroviari
Articolo visto su (corriere.it) Piticchio, borgo-giocattolo delle Marche che festeggerà (a tavola) l'autunno in arrivo








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