Il settore delle costruzioni vale quasi 650 miliardi, ma frena il residenziale

Il rapporto Federcostruzioni-Cresme presentato al SAIE di Bologna
Costruzioni andamento 2025
Magnific

Cresce il settore delle costruzioni in Italia. Nel 2025 ha infatti raggiunto un valore di 648,7 miliardi di euro, con una produzione in aumento dello 0,9% e 3,4 milioni di addetti. A sostenere il comparto sono le opere pubbliche, mentre il comparto residenziale soffre la fine degli incentivi. A dirlo è il Rapporto "Il Sistema delle Costruzioni in Italia" realizzato da Federcostruzioni e Cresme, presentato in occasione della Fiera SAIE, da poco conclusosi a Bologna.

Cresce il settore pubblico, arretra il residenziale

Le opere pubbliche sono aumentate del 21% nel 2025, arrivando a 96,6 miliardi e pesando ormai per il 41,5% degli investimenti complessivi in costruzioni, pari a 232,6 miliardi. Alla spinta hanno contribuito l’accelerazione dei cantieri del PNRR, gli investimenti ferroviari e le opere degli enti locali: la spesa in conto capitale dei Comuni è cresciuta del 15,3%.

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Di segno opposto il residenziale, in flessione del 15,6%: le nuove abitazioni calano del 5%, la manutenzione straordinaria del 18%. Secondo il Rapporto dopo la forte fase di crescita degli anni precedenti per la spinta dei bonus fiscali per la riqualificazione adesso si assiste a una fase di ricomposizione della domanda.

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Lavoro ed export

Il settore ha continuato a creare occupazione: gli addetti sono aumentati del 3%, con un +4,7% nelle costruzioni e un +7,9% nella progettazione. Tra il 2019 e il 2025, al netto dell’inflazione, la produzione della filiera è cresciuta del 33,7%. Positivo anche l’estero: le esportazioni hanno toccato 64,3 miliardi (+2,1%) e il saldo commerciale è positivo per 34,7 miliardi, in crescita del 3,5%.

Cosa aspettarsi dal 2026

Ma cosa aspettarsi per la fine di quest'anno? Secondo Cresme e Federcostruzioni si assisterà a un'ulteriore crescita degli investimenti, nell'ordine del 5,6%, grazie soprattutto alle opere pubbliche (in aumento del 12%). È previsto anche un recupero della manutenzione straordinaria residenziale (+3,5%), dopo il forte arretramento del biennio precedente. Restano invece negative le prospettive per le nuove abitazioni (-4,5%) e per le nuove costruzioni non residenziali private (-3%).

 

Secondo Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni. Dopo la forte espansione del 2021-2022, il settore è entrato in una fase di normalizzazione selettiva, segnata dalla riduzione dei bonus edilizi e dalla conclusione del PNRR. Ma la fine del PNRR non deve rappresentare la fine degli interventi sulle nostre reti infrastrutturali e sul nostro ambiente costruito: piano casa, fondi europei e di coesione e investimenti delle grandi aziende pubbliche devono essere ricondotti a una strategia organica che interessi tutta la filiera: progettazione, materiali, impianti, edilizia, servizi innovativi"

 Serve una politica industriale delle costruzioni stabile e di medio-lungo periodo, anche sul fronte degli incentivi: certi nei tempi, nelle procedure e stabili. Tra le priorità restano la rigenerazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio, la revisione delle norme urbanistiche, la carenza di manodopera e il ricambio generazionale. Occorre superare l'immagine delle costruzioni come cemento e mattoni, ponti e asfalto, e arrivare a una visione complessiva, sistemica e di filiera, capace di accompagnare nel lungo periodo la trasformazione del Paese e costruire il nostro futuro."

 

 

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