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L'Isola delle Rose, da Netflix alla realtà: dove trovare altre micronazioni nel mondo

Christiania (Danimarca) / Wantedineurope.com
Christiania (Danimarca) / Wantedineurope.com
Autore: floriana liuni

Il caso cinematografico L’incredibile storia dell’Isola delle rose spopola su Netflix dallo scorso dicembre. Una storia che piace, forse per il sogno di evasione cresciuto nelle menti esauste degli italiani dopo quasi un anno di lockdown. Ma l’utopia di Giorgio Rosa non è stata la sola né la più longeva della storia: ecco dove si possono trovare altre micronazioni nel mondo.

Isola delle Rose (IT) / Wikipedia
Isola delle Rose (IT) / Wikipedia

L’idea ribelle che l’ingegner Rosa ebbe nel 1968 di creare una piattaforma in acque internazionali di fronte a Rimini ed elevarla a città stato indipendente, portata sugli schermi di Netflix da Sydney Sibilia con i volti di Elio Germano, Luca Zingaretti e Fabrizio Bentivoglio, è un grato occhiolino alla voglia, nata dalla pandemia, di scappare dalla città e andare a vivere in un posto tutto per sè in mezzo al mare, dove fare finalmente quel che si vuole.

Ma le cose sorprendenti sono due. Primo, che, appunto, non si tratta di una storia inventata per il sollazzo da lockdown ma di un fatto realmente accaduto. L’ing. Giorgio Rosa, scomparso a 92 anni nel 2017 (chissà come rimpiangerebbe ora la sua isola se fosse ancora vivo in questi tempi grami), si era realmente ribellato contro i lacci e lacciuoli di uno Stato che imbrigliava qualsiasi idea nelle gramaglie della burocrazia. Ed ebbe la felice idea di farlo nell’anno che di per sé doveva diventare il simbolo storico della ribellione e della liberazione su vari fronti, il 1968.

Moresnet (B) / Wikipedia
Moresnet (B) / Wikipedia

Seconda cosa sorprendente, che l’Isola delle Rose non è stato l’unico caso di micronazione al mondo. Anzi. Un precedente storico più antico e, se vogliamo, più fortunato e longevo, è stato quello del territorio di Moresnet, che con l’Isola riminese ha in comune la curiosa adozione dell’esperanto come lingua ufficiale.

Questo territorio nacque con il Congresso di Vienna, a causa della miniera di Kelmis che né Olanda né Prussia volevano cedere, e che quindi rimase territorio neutrale a partire dal 1818. Una terra di nessuno su nessuno Stato accampò nessun diritto, e che rimase  sostanzialmente in piedi come micronazione fino al 1920, regolata dal codice napoleonico, senza quasi tasse, senza servizio di leva né esercito, senza accise su alcool, gioco d’azzardo e bordelli. Un paradiso fiscale di contrabbandieri e fuoriusciti a cui solo la prima guerra mondiale pose fine, inglobando il territorio e la relativa miniera al Belgio.

Sealand (GB) / Wikipedia
Sealand (GB) / Wikipedia

Un caso molto più simile a quello nostrano, però, è quello di Sealand, nell’Essex (GB). Una piattaforma della seconda Guerra Mondiale, abbandonata al largo delle coste del Suffolk, fu occupata nel 1967 (guarda un po’) da Poddy Roy Bates, ex ufficiale britannico, che vi si installò per trovare la propria libertà in mezzo al mare. Autoproclamatosi principato, con tanto di passaporti e moneta, non è comunque mai stato riconosciuto, ovviamente, dall’Onu.

Un’altra famosa micronazione è la comunità di Christiania, nata nel 1971 a Copenhagen (Danimarca) come zona franca per hippy e affini e ora fondata sull’artigianato locale e sulla condivisione. In questo caso si tratta di una città libera da tasse e leggi, ufficialmente riconosciuta dallo Stato danese!

Nel Wisconsin, Usa, si trova il regno di Talossa nato nel 1981: forse la micronazione più piccola al mondo dato che coincide con la camera da letto del principe, Robert Ben Madison.

In Italia troviamo un altro principato indipendente, ahimè non riconosciuto: è quello di Seborga, in provincia di Imperia, con una propria moneta, un proprio passaporto e perfino le proprie targhe.

Seborga (IT) / http://notizie.comuni-italiani.it/
Seborga (IT) / http://notizie.comuni-italiani.it/

A Vienna nel 1984 nasce invece Kugelmugel, repubblica indipendente che per ora è confinata al Prater.

Abbiamo poi la Conch Republic, nata sull’Isola di Key West in Florida nel 1982 in ribellione ai blocchi stradali imposti dalla polizia di frontiera. Dato il suo valore turistico, esiste ancora.

Liberland, in territorio compreso tra Sebia e Croazia, è la realtà più recente: possibile richiedere la cittadinanza attraverso l’apposito sito web.

Ancora, negli Usa abbiamo la Repubblica di Molossia, creata da Kevin Baugh nel deserto del Nevada: la sua piccola casa fa stato a sé, non paga tasse e batte moneta su fiches da gioco.