Sembra Marte, ma è Italia. In un Paese noto per colline, borghi e spiagge da cartolina, esistono luoghi che spiazzano: dune monumentali, colline di argilla incise dall’acqua, distese spoglie dove il vento detta le regole. In Italia esistono deserti, non in senso climatico, ma paesaggi desertici modellati da tempo, erosione e storia. Ecco quali sono i deserti italiani, dove si trovano, perché meritano una visita e come farlo senza lasciare tracce.
Deserto di Accona, Crete Senesi (Toscana)
Nel territorio tra Asciano, Buonconvento e Montalcino, il paesaggio cambia all’improvviso: le biancane (cupole chiare di argilla e sali) e i calanchi (solchi profondi scavati dall’acqua) creano un mosaico di bianchi, grigi e ocra. I panorami delle Crete Senesi sono come un’onda lunare incastonata nel cuore verde della Toscana.
Da non perdere il sentiero naturalistico delle Biancane di Leonina e il Site Transitoire di Jean‑Paul Philippe, opera in pietra che incornicia il tramonto sulle crete. Terreni scivolosi: si impongono scarponcini. Attenzione: dopo le piogge i calanchi possono essere instabili: meglio attenersi ai tracciati segnati.
Dune di Piscinas, Costa Verde (Sardegna)
Un sistema dunale tra i più imponenti d’Europa corre dall’entroterra fino al mare nel comune di Arbus. Il maestrale modella creste delle Dune di Piscinas e i corridoi sabbiosi creando prospettive sahariane a pochi passi dal Tirreno.
Da vedere, i ginepri secolari piegati dal vento, il contrasto tra sabbia dorata e mare profondo e le tracce della storia mineraria lungo la valle di Ingurtosu. L’area è tutelata a livello regionale ed europeo (rete Natura 2000): ci si aspetta un rispetto rigoroso delle regole di fruizione. Meglio andare al mattino presto o nel tardo pomeriggio, in primavera e autunno. In estate il caldo e il riverbero sono intensi.
Calanchi di Aliano (Basilicata)
Un dedalo di creste e incisioni argillose nella provincia di Matera. Questo paesaggio ha segnato la memoria italiana grazie a "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi, che qui conobbe il confino.
La Strada dei Calanchi, la Fossa del Bersagliere e i belvedere naturali sui canyon bianchi, sono tutti paesaggi da ammirare con calma.Con un po’ di fortuna, nel cielo si osservano poiane, nibbi reali e, in Basilicata, una piccola e preziosa popolazione di capovaccai. Sentieri asciutti ma delicati: restare sui crinali segnati.
Capocotta, Riserva del Litorale Romano (Lazio)
A pochi chilometri dal Grande Raccordo Anulare, un raro sistema di dune costiere resiste tra spiaggia, macchia mediterranea e la Tenuta presidenziale di Castelporziano.
Qui c'è un corridoio di dune e retrodune con passerelle in legno, un mosaico di habitat costieri e l’assenza quasi totale di edifici a vista. Area inclusa nella Riserva naturale statale del Litorale Romano: si cammina solo sui percorsi predisposti.
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Is Arenas Biancas, Porto Pino–Teulada (Sardegna sud‑ovest)
Quelle di Is Arenas sono dune bianchissime alle spalle del Golfo di Palmas, con contrasti cromatici da tropici: sabbia chiara, mare turchese, ginepri fenici ed essenze di rosmarino.
Da vedere a Porto Pino e a Is Arenas ci sono l passerelle verso la seconda spiaggia e i punti panoramici laterali. Parte dell’area ricade in zona militare: accessi e periodi di visita sono regolamentati e, in alcuni tratti, vietati; la segnaletica e le ordinanze vanno sempre rispettate. Sempre meglio anche andarci fuori stagione balneare.







