Šćedro, piccola isola croata nel canale tra Hvar e Korčula, è un parco naturale dove si è conservato ciò che altrove è scomparso: baie profonde, rovine su cui cade la luce del tramonto e sentieri dal profumo di rosmarino. Ed è proprio questo mix di limpidezza, storia e silenzio che sta riaccendendo l’interesse di chi cerca un’Adriatico ancora autentico. Ecco, quindi, cosa vedere sull'isola di Šćedro.
Dove si trova e perché è rimasta intatta
Šćedro, nota anche come Torcola in italiano, si trova a sud di Hvar e rientra in un’area protetta. Non esistono veri centri abitati: solo pochissimi residenti stagionali, qualche struttura legata alla nautica e lunghi tratti in cui la vegetazione prevale sull’edificato.
Il nome dell’isola, di origine slava, richiama l’idea di generosità e misericordia: un indizio del suo passato, quando le sue insenature erano un rifugio sicuro per marinai e pescatori sorpresi dai venti improvvisi dell’Adriatico. Le baie, riparate e profonde, hanno agito per secoli da porto naturale lungo le rotte dalmate. La tutela ambientale ha impedito grandi sviluppi edilizi, proteggendo pinete, terrazze agricole, salvia, lentisco e ulivi.
Tracce di storia tra rovine, villaggi e sentieri
Nella baia di Mostir si incontrano i resti di un monastero domenicano del Quattrocento, costruito in pietra massiccia per resistere a salsedine e vento. A fianco sorgevano un ospizio per chi approdava in cerca di riparo e una chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia, ancora oggi al centro di una celebrazione estiva sentita dagli abitanti di Hvar.
Salendo verso l’interno si raggiunge Nastane, un antico insediamento rurale quasi del tutto vuoto: case in pietra a secco addossate, cortili, scale esterne e tetti bassi. La cima più alta, Vela Glava, supera di poco i 100 metri ma regala un colpo d’occhio sulla costa frastagliata di Hvar, sulle alture di Korčula e sul mosaico di canali che hanno reso l’isola strategica fin dall’antichità.
Sull’isola affiorano anche tumuli in pietra riconducibili a frequentazioni preistoriche, mentre sui fondali sono stati rinvenuti relitti, anfore e ancore di epoche diverse.
Il mare sotto casa: il luogo ideale per lo snorkeling
La profondità delle rade e la trasparenza dell’acqua rendono i fondali di Šćedro un vero archivio sommerso. Anfore, resti di imbarcazioni e ancore testimoniano rotte commerciali intense. Nelle giornate più calme, anche con semplice maschera e boccaglio si osservano posidonia, massi e zone sabbiose che ospitano una ricca vita marina.
Le baie da vedere: ecco quali sono
Qui non ci sono stabilimenti, file di ombrelloni e zero passerelle in cemento. La costa alterna scogli lisci a piccole spiagge di ghiaia chiara bordate da pini. Sul lato nord si apre Lovišće, una grande insenatura ramificata dove si susseguono approdi naturali e brevi tratti di ciottoli.
Più a est, Porteruša colpisce per i ciottoli che riflettono la luce e la vegetazione poco addomesticata. Borova è avvolta da una pineta compatta che regala ombra naturale fino quasi alla riva, con il verde scuro degli alberi che si specchia nelle sfumature blu dell’Adriatico. Nell’area di Mostir, dove si trovano le rovine del monastero, piccole calette con lingue di ghiaia permettono di entrare in acqua con il profilo della chiesa alle spalle.
Come arrivare: il modo più semplice
Šćedro si raggiunge solo via mare. Il punto di partenza più logico è Zavala, sulla costa meridionale di Hvar, dalla quale l’isola dista circa 2,7 chilometri. In estate è attivo un servizio di barche e taxi boat, ma si arriva spesso anche con barche private, catamarani e velieri che navigano tra Hvar e Korčula.
Per raggiungere Hvar dalla terraferma, l’accesso principale è Spalato: dal porto partono traghetti e catamarani diretti a scali come Stari Grad, Jelsa o la città di Hvar.
Quando conviene andare
Il periodo consigliato va, in generale, da maggio a ottobre. A giugno e settembre le temperature sono gradevoli, il mare è già (o ancora) caldo e l’affollamento è contenuto rispetto all’alta stagione. Luglio e agosto portano giornate lunghe e vita nautica vivace: bene per chi apprezza un clima estivo pieno e non si dispiace di condividere le rade con altre imbarcazioni.



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