Un carillon che suona Bella Ciao sul comodino, sculture audaci in bagno e stivali di scena che collegano due epoche musicali. Madonna apre le porte della sua casa di Londra e il risultato sorprende: non un museo patinato, ma un luogo vivo, attraversato da creatività e memoria. Dalle opere di Frida Kahlo alle reliquie di famiglia, ogni stanza racconta una parte della sua storia, senza filtri. Per chi arreda, è la dimostrazione pratica di come gli interni possano diventare una biografia in tre dimensioni.
La casa di Madonna come atelier creativo
La dimora londinese è trattata come uno spazio di lavoro e di ispirazione continua. Nell'ufficio, dove prevalgono libri, candele e un impianto audio pensato per testare i brani, non si predilige la classica postazione alla scrivania, considerata troppo formale.
La creatività arriva altrove: nell'ambiente, negli oggetti, nella luce. È un'idea forte per chi riordina o ristruttura: il luogo in cui si vive dovrebbe facilitare i rituali personali, non imporne di nuovi.
Frida Kahlo come "musa eterna"
Il filo rosso di questi interni è l'arte di Frida Kahlo, presenza fisica e simbolica. In casa spicca un Autoritratto con scimmia, a cui si è legatissima da anni: un'opera inseguita fin da quando le prime immagini di Kahlo le capitavano a New York in formato cartolina.
La collezione include anche Mi Nacimiento (My Birth), quadro potente in cui la pittrice rappresenta una nascita tormentata, con la madre ritratta sotto un lenzuolo. Cresciuta senza madre, la connessione emotiva qui diventa arredo: il quadro occupa spazio e significato.
Il corridoio-cabina e gli stivali "indistruttibili"
Quando lo spazio non basta, si reinventa: il corridoio è trasformato in cabina armadio. Non è un vezzo, ma una soluzione funzionale a una collezione sterminata. Tra i capi iconici, spiccano gli stivali Saint Laurent creati 21 anni fa per le performance legate a Confessions on a Dance Floor.
Resistono all'usura, anche in scena e, soprattutto, collegano idealmente quell'album del 2005 al nuovo lavoro.
Il bagno come galleria privata
Niente tabù: anche il bagno ospita arte. Qui si trovano, tra le altre cose, sculture firmate dall'artista brasiliano Anderson Asteclines, oltre a opere che rievocano il rapporto con la madre, tema centrale anche nella vita della cantante.
Portare l'arte in una stanza considerata "di servizio" riduce la distanza tra quotidiano e collezionismo. Il messaggio è chiaro: se un'opera parla, può stare ovunque. L'effetto è straniante e coinvolgente insieme, soprattutto in un ambiente tradizionalmente privo di narrazione personale.
Sul comodino: rosari, biglietti scritti a mano e un profumo-mantra
I ricordi di famiglia convivono con piccoli rituali. In bella vista, un rosario di legno passato dalla nonna alla madre, poi a lei. Ci sono anche i biglietti delle figlie, conservati dai primi tentativi di scrittura: frammenti di quotidiano che diventano pezzi unici.
E quando serve una connessione emotiva immediata, entra in scena Fracas di Robert Piguet, profumo amato anche dalla madre.
La sorpresa del carillon: Bella Ciao in salotto
Tra le "meraviglie" domestiche, spunta un carillon che suona Bella Ciao, canto partigiano divenuto simbolo di resistenza al fascismo e all'oppressione.
È un oggetto minuto ma di enorme carica simbolica, che apre una finestra politica e culturale dentro le mura di casa.
Articolo visto su (vogue.it) Benvenuti a casa di Madonna, che ci mostra i suoi Objects of Affection, dagli stivali Saint Laurent a un carillon con Bella Ciao e opere d'arte un po'… audaci








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