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5 consigli per diventare un home stager di successo

Autore: associazione italiana home stager (collaboratore di idealista news)

Quest’estate, cavalca l’onda dell’home staging e rinnova i tuoi servizi per essere pronto/a per il dopo-estate. Diamo un’occhiata ai passi indispensabili per riuscire a cavalcare l’onda e a non essere trascinati via in un mercato che si trova in alto mare

In primis la qualità. Nessun progetto sarà di grande impatto se non è di sostanza. Quando svolgiamo interventi di home staging, siamo spesso limitati, in termini di materiali riciclati e/o a basso costo; vogliamo sottolineare che la qualità del progetto non si intende solamente per i suoi valori tangibili, ma ancor di più per quelli che non possiamo toccare, e che invece possiamo percepire. L’artigianalità delle idee è una parte fondamentale dello staging

 


I nostri stager che riescono ad avere successo nel settore, si tengono sempre aggiornati sulle tendenze del design e riescono a mantenere un approccio creativo nella realizzazione dei loro progetti. Home staging significa molto di più che spostare due piante e mettere in ordine – chi la vede così, non ha realmente capito di cosa si tratta.

I veri stager professionali per essere sempre all’avanguardia stanno attenti a diversi fattori:

1.    Tendenze nel design, nelle preferenze estetiche espresse da un popolo. Queste tendenze non vogliono costringerci a seguire un certo schema ma vogliono fornirci indicazioni utili sulle preferenze dei nostri clienti. Siamo stager, curiamo immobili in vendita/affitto, dobbiamo sapere con quale mezzo abbiamo le più alte probabilità di fare colpo. La psicologia della casa è un campo molto legato al lavoro dello stager. Inizia con le tendenze, finisce con l’analisi delle stesse!

2.    La marcia in più – non arrendersi mai. Prendiamo una certa tendenza, mischiamola con artigianalità, idee, creatività e arriviamo a un risultato che va oltre la media. Distinguersi vuol dire portare al livello successivo quello che già c’è. Migliorare di continuo. Come diceva daniel webster a suo tempo: “in cima c’è sempre spazio”

3.    Formazione. Possiamo essere bravi quanto vogliamo, ma c’è sempre da imparare. Specializzarsi in un aspetto dello staging, sia per quanto riguarda le tecniche, sia per quanto riguarda il settore, è importante – trovate la vostra “nicchia”. Uno stager si può specializzare in alberghi ad esempio, oppure uffici – l’ambiente in cui uno si sente più a suo agio – e può specializzarsi in una disciplina di home staging, ad esempio l’home staging virtuale, oppure la fotografia, sempre per distinguersi



4.    Collaborazione.

Abbiamo visto che le squadre che hanno più successo sono quelle formate da vari stager, ognuno specializzato nella sua “nicchia”: ad esempio, lo specialista di tecniche di vendita incontra lo specialista di home staging virtuale e lo specialista di allestimento/colore. Condividendo le responsabilità lavorano in maniera più efficace, portando a fine i loro progetti in tempi più brevi e con una qualità superiore. Le idee non sono valori materiali, quindi condividendole, si raddoppiano

5.    Speed. Oggi il tempo conta più che mai. Se consideriamo quanto costa tenere un immobile invenduto o non affittato, capiamo subito quanto è importante agire rapidamente e professionalmente. Perfezionare i nostri sopralluoghi, il modo in cui operiamo, i software che utilizziamo, i processi che riusciamo ad automatizzare – questi attributi sono importanti per lo svolgimento degli interventi. Impegnatevi



Non c’è una formula magica, ma c’è una strada da percorrere, delle sinergie di collaborazione da stabilire e dei contatti da creare. Chi vuole sapere di più sulle collaborazioni in corso su livello nazionale, promosse da staged homes, può contattare Lisa petersen a lisa@stagedhomes.it oppure al 348.21.60.537

Per diventare home stager, e aderire a un corso di home staging certificato dall’associazione italiana home stager invece scrivere ad info@stagedhomes.it o visitare www.stagedhomes.it

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(idealista.it/news)