Un bar nascosto in casa? A Milano non è un club, è il cuore segreto di una casa-studio che mescola vita e lavoro senza soluzione di continuità. Il progetto, firmato RedDuo — il duo creativo di Andrea Rosso e Fabiola Di Virgilio — ha aperto le porte durante la Design Week, mostrando come un appartamento anni ’30 possa diventare un laboratorio in evoluzione. Qui ogni scelta, dai materiali agli arredi, è pensata per durare, ma anche per cambiare nel tempo. Si tratta di un manifesto abitato: una casa che non espone una collezione, la costruisce ogni giorno.
- Cos’è la casa-studio RedDuo
- Dov’è e com’è fatta: un anni ’30 tra Porta Venezia e Città Studi
- Il passaggio segreto con il bar
- Materiali e colori: dal marmo riciclato alla linea cromata
- Gli arredi su misura, vintage e i pezzi iconici intatti
- Le stanze: relax, ospitalità e una cabina che sembra uno scafo
- Lo studio e il bagno-manifesto: ironia, materia, memoria
- Casa aperta: dalla Design Week al Fuorisalone
- Da copiare subito: 6 idee pratiche per la casa di ogni giorno
Cos’è la casa-studio RedDuo
RedDuo nasce nel 2020 dall’unione creativa e personale di Rosso — sustainability ambassador del gruppo Otb e primogenito del fondatore di Diesel, Renzo Rosso — e Di Virgilio, fondatrice dell’agenzia RedMilk dopo gli studi allo IED. La loro casa milanese è il luogo dove il linguaggio del duo si stratifica e prende forma, più atelier che showroom, più processo che vetrina.
Prima di arrivare qui, il percorso è passato da una serie di progetti concreti: il redesign della hall e delle suite del Pelican a Miami Beach, gli interni per la casa di Stefano Rosso, il décor di Diesel Farm a Marostica, oltre ad abitazioni private e un beauty center, fino alle collaborazioni presentate durante il Salone del Mobile.
Dov’è e com’è fatta: un anni ’30 tra Porta Venezia e Città Studi
L’appartamento si trova al terzo piano di un palazzo squadrato degli anni ’30 tra Porta Venezia e Città Studi. Durante la Design Week è stato aperto al pubblico, scelta non scontata per un’abitazione privata. Lo spazio accoglie fornitori, collaboratori e ospiti, rimanendo volutamente meno personalizzato rispetto alla residenza di famiglia a Bassano del Grappa.
Il fulcro pratico e sociale resta la zona centrale, quella in cui si lavora, si parla, si gioca e si mangia, senza barriere simboliche o fisiche.
Il passaggio segreto con il bar
Il gesto più teatrale è un passaggio segreto che collega area domestica e studio: una “scatola” con bar nascosto, erede dell’antica separazione tra residenza e alloggio del personale.
Non c’è separazione netta: qui la casa dialoga con l’atelier e viceversa. Questa soglia, insieme scenografica e funzionale, racconta bene il metodo RedDuo: far convivere vita quotidiana e lavoro creativo senza incasellare le attività in stanze rigide.
Materiali e colori: dal marmo riciclato alla linea cromata
All’ingresso il marmo originale a posa all’italiana incontra un seminato ottenuto frantumando porzioni dello stesso marmo e mescolandole al cemento: una superficie nuova che rende visibile l’evoluzione dell’edificio. Nei soffitti, alti e continui, sono stati eliminati gli spigoli e introdotta una linea metallica cromata che separa il soffitto — più grezzo — dalle pareti, più morbide al tatto.
Legno, vetro, sughero, tessuti e ceramiche costruiscono un paesaggio tattile coerente con l’idea di casa-processo. La palette cromatica guida la funzione: verde cetriolo per la stanza dello svago, burro acido per la camera ospiti, tabacco per la cabina armadio sagomata come un cartiglio che richiama la nautica.
Gli arredi su misura, vintage e i pezzi iconici intatti
La maggior parte degli arredi è su misura e dialoga con elementi vintage e preesistenze d’autore. La cucina è stata realizzata da Very Simple Kitchen per RedDuo, la sala da pranzo accoglie sedute anni ’70 di Gijs Bakker per Castelyn, e nel bagno padronale sono stati lasciati intatti i sanitari disegnati da Gio Ponti.
Nell'ingresso campeggia un camino a parete originale; nel living un grande divano modulare Acerbis disegnato da Claudio Salocchi conversa con un coffee table Double D by RedDuo. L’insieme produce un equilibrio tra radici storiche e reinterpretazione, senza citazionismi forzati.
Le stanze: relax, ospitalità e una cabina che sembra uno scafo
La stanza verde, dedicata allo svago e alla concentrazione, è pensata come luogo di assorbimento, lontano dalle distrazioni: cromie e tessuti favoriscono il focus. La camera ospiti in tonalità burro acido sintetizza accoglienza e leggerezza, senza scadere nel neutro da showroom.
La cabina armadio color tabacco, sagomata come un cartiglio, evoca gli interni nautici e organizza in modo rigoroso funzioni e percorsi. Ogni ambiente ha un’identità precisa, leggibile a colpo d’occhio e coerente con il resto della casa.
Lo studio e il bagno-manifesto: ironia, materia, memoria
Lo studio, un tempo area di servizio, viene trasformato in luogo di lavoro dinamico senza cancellare la memoria del fabbricato. Qui il tavolo materico e le Spaghetti armchair di Alias in azzurro cielo, inseriscono una nota ironica dentro un impianto sobrio.
Il bagno annesso è una soglia scenografica: pareti in cemento grezzo, un’apertura triangolare in vetro, il giallo banana originale e cementine d’epoca. L’accostamento spiazza senza esibizionismo e rimette al centro il tema della stratificazione.
Casa aperta: dalla Design Week al Fuorisalone
Aprire le porte durante la Design Week ha significato far vedere il progetto in una dimensione meno filtrata e più domestica. Nel Fuorisalone, la prima abitazione del duo in zona Porta Genova si trasforma in galleria temporanea per ospitare partner come Leucos, Jov, Mohd, Savian, Demosmobilia, DelSavio, Bitossi e nuovi pezzi prodotti con Ebanisteria Quacquarelli.
Non uno showroom tradizionale, ma un interno reale dove gli oggetti dialogano tra loro e con chi entra. È un modo per ribaltare la logica della fiera, riportando l’esperienza del design dentro il suo habitat più credibile: la casa.
Da copiare subito: 6 idee pratiche per la casa di ogni giorno
Alcune soluzioni viste nella casa-studio RedDuo possono essere adattate anche in contesti ordinari. Si tratta di interventi mirati che migliorano percezione dello spazio, uso quotidiano e durata dei materiali.
- Riciclo nobile: riutilizzare frammenti di pavimenti esistenti in un nuovo seminato per unire memoria e contemporaneità.
- Linea di galleggiamento: inserire una sottile cornice metallica tra soffitto e pareti per dare continuità e dignità ai volumi alti.
- Soglie funzionali: creare passaggi attrezzati (anche senza “bar segreti”) per separare funzioni senza chiudere gli spazi.
- Palette per funzioni: assegnare a ogni stanza una tonalità guida coerente con l’uso, per orientare attenzione e atmosfera.



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