Il consumo involontario del riscaldamento centralizzato rappresenta la quota di calore dispersa dalle tubazioni comuni. Anche chi si distacca dall'impianto o non utilizza i radiatori è tenuto a partecipare a questa spesa, che incide mediamente per il 20-30% del totale. La normativa attuale, pur mantenendo la UNI 10200 come principale riferimento tecnico, permette oggi all'assemblea una maggiore flessibilità nella scelta dei criteri di ripartizione, garantendo però che almeno il 50% dei costi totali sia legato ai consumi volontari effettivamente misurati
Quanti condomini possono staccarsi dal riscaldamento centralizzato? Per quanto sempre più proprietari scelgano il riscaldamento autonomo, cosa accade se un gran numero di condomini richiede il distacco? La recente riforma del condominio permette al singolo condomino di scollegarsi dal riscaldamento centrale, tuttavia non devono esservi squilibri nell’impianto o aggravi di spesa, che potrebbero appunto verificarsi se le richieste di distacco sono elevate
Dal 18 giugno 2013 entra in vigore la riforma del condominio, che modifica in modo sostanziale la convivenza negli edifici. Ecco i 20 punti principali
1. Amministratore. Quando esistono più di 8 proprietari (non alloggi) la nomina dell'amministratore diventa obbligatoria.
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