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Tassazione immobili 2018 da 40 mld. Le imposte patrimoniali incidono per il 49%

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Autore: Redazione

“Complessivamente la tassazione immobiliare nel 2018 si può stimare in 40 miliardi di euro”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, in audizione in commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

Nel dettaglio, Maggiore ha affermato: “Complessivamente la tassazione immobiliare nel 2018 si può stimare in 40 miliardi di euro. Le imposte di natura reddituale pesano per il 21%, quelle di natura patrimoniale per il 49% e quelle sui trasferimenti e sulle locazioni (Registro) per il restante 30%”.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha quindi spiegato che le imposte che gravano sui cespiti immobiliari possono essere classificate come:

  • imposte di natura reddituale (Irpef e Ires);
  • imposte di natura patrimoniale (Imu e Tasi);
  • imposte sui trasferimenti e registro sulle locazioni (Iva, Registro, Ipotecaria e catastale, Successioni e donazioni, Registro e bollo su locazioni).

Commentando le cifre rese note dall’Agenzia delle Entrate, tramite Twitter il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha fatto sapere: “Chiarimento sulla tassazione immobiliare. Confedilizia dà un diverso dato rispetto all’Agenzia (50 miliardi) perché include i 10 della tassa rifiuti. Il motivo è che in altri Paesi questa tassa è inclusa nella property tax (con tutte le conseguenze sui confronti internazionali)”.

Maggiore ha poi parlato del rapporto medio nazionale tra il valore di mercato delle abitazioni e quello catastale, ai fini Ici e Imu. Tale rapporto nel tempo ha registrato diverse variazioni. Secondo l’Agenzia delle Entrate, nel 2017 è stato pari all’1,92, quasi doppio, ma inferiore rispetto al passato: tra il 2000 e il 2005 il rapporto è passato dal 2,35 a 3,39, quindi il valore di mercato ha superato più di tre volte quello catastale, “a causa dell’impetuosa crescita dei prezzi”.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha inoltre affermato che negli ultimi due anni le Entrate hanno svolto “la campagna di accertamento massivo dei fabbricati rurali iscritti senza rendita solo al Catasto dei terreni e non dichiarati al Catasto edilizio urbano” con l’obiettivo di far emergere l’evasione fiscale immobiliare. Sono così finiti sotto la lente del Fisco per accertamento 318mila fabbricati, su circa 850mila unità ancora presenti alla fine del 2018 (3,2 milioni nel 2011).