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Legge di Bilancio 2020, le proposte dell’Ance: dai bonus casa alla nuova Imu

Gli interventi necessari per il settore

Le proposte Ance in audizione davanti alle Commissioni Bilancio del Senato e della Camera
Le proposte dell'Ance in audizione davanti alle Commissioni Bilancio del Senato e della Camera / Gtres
Autore: Redazione

Si discute della legge di Bilancio 2020 e prosegue il confronto. Ecco le proposte dell’Ance alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Lo scorso 7 novembre l’Ance ha fatto la sua audizione davanti alle Commissioni Bilancio del Senato e della Camera dei Deputati. Il presidente Gabriele Buia ha innanzitutto evidenziato “la necessità, per una crescita sostenibile dell’Italia, di rimettere in moto il settore delle costruzioni, il cui apporto fondamentale continua a mancare drammaticamente al Paese. Una mancanza che sta determinando un progressivo peggioramento delle condizioni di vita e l’aumento del degrado delle città e delle infrastrutture, nonché una crescente sofferenza per le imprese piccole, medie e grandi del settore e per migliaia di lavoratori”.

Sottolineando il ruolo cruciale del settore delle costruzioni e il rischio che questa manovra non dia l’auspicato supporto, Buia ha evidenziato “la necessità di fare delle scelte nette”. Come, ad esempio, snellire le procedure e sul fronte della generazione urbana, è necessario “prevedere misure dedicate ed urgenti” e “costruire una cornice unica, un’Agenda Urbana Nazionale, che consenta il coordinamento di fondi e programmi”.

L’Ance ha sottolineato che deve essere “ritirata immediatamente la misura del dl fiscale, collegato alla Manovra, che prevede che il versamento delle ritenute per i lavoratori dipendenti impiegati negli appalti e subappalti venga effettuato direttamente dal committente”. Ha inoltre evidenziato “l’allarme sul tema degli indici di crisi delle imprese in vista della definizione delle nuove procedure di allerta”. Affermando in merito che “occorre prevedere un periodo sperimentale, rinviando l’entrata in vigore dei nuovi indici, che devono tenere conto delle specificità delle aziende di costruzione, per le quali l’eventuale squilibrio patrimoniale va valutato su più anni, rinviando anche il termine per la nomina degli organi di controllo e dei conseguenti adeguamenti statutari”

Secondo l’Ance, come riportato da una nota, dal punto di vista fiscale, il ddl contiene alcuni principi condivisibili:

  • la proroga di un ulteriore anno dei bonus fiscali in scadenza a dicembre 2019;
  • la sterilizzazione, anche per il 2020, degli aumenti delle aliquote Iva;
  • l’introduzione di un’imposta unica locale sul possesso degli immobili, cd. “Nuova Imu”, al posto dell’attuale duplice disciplina Imu e Tasi;
  • la stabilizzazione dell’aliquota ridotta al 10% della “cedolare secca” per le locazioni a “canoni concordati”.

Ma le misure “appaiono ancora troppo timide rispetto alle esigenze dell’economia, in generale, e del settore in particolare, ricalcando di fatto un impianto già consolidato in una logica di perenne ‘proroga di anno in anno’”. L’Ance ha quindi ad esempio affermato che i bonus fiscali sulla casa “dovrebbero trovare una definitiva stabilizzazione, superando la logica delle proroghe di anno in anno”. Ma non solo, “per favorire un reale processo di modernizzazione del patrimonio edilizio esistente, è necessario mettere a regime le detrazioni Ecobonus e Sismabonus o prorogarli per almeno 10 anni, ivi compresa la detrazione spettante per l’acquisto di immobili ‘antisismici’”.

Per quanto riguarda il sismabonus, inoltre, secondo l’Ance “è poi opportuno estenderne l’ambito operativo anche all’acquisto di immobili riqualificati in chiave antisismica, senza necessità di preventiva demolizione. Ciò consentirebbe una riqualificazione di interi fabbricati prevalentemente ubicati nei centri storici o nei borghi, nei quali non sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione”. Sempre in merito di sismabonus, il presidente Buia, ha evidenziato che, “al fine di favorire concretamente i processi di rigenerazione urbana”, è “fondamentale permettere che il ‘Sismabonus acquisti’ sia anche un ‘Sismabonus vendita’, riconoscendo la stessa agevolazione a chi cede unità immobiliari da demolire, a condizione che, entro i 12 mesi successivi, riacquisti una nuova unità immobiliare”.

Si è parlato anche di nuova Imu, a tal proposito l’Ance ha affermato che “non è stata colta l’occasione per una reale riforma dei tributi locali, che eliminasse tutte le distorsioni che, oggi, caratterizzano il sistema impositivo a livello locale. Prima fra tutte l’esclusione da imposizione di tutti gli immobili facenti parte del cd. ‘magazzino’ delle imprese edili, ovverosia fabbricati di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati per la successiva vendita, le aree edificabili e gli edifici in corso di costruzione o ristrutturazione, sempre destinati alla vendita”.

Sul fronte della cedolare secca, invece, è stato detto che “la stabilizzazione dell’aliquota del 10% per le locazioni ‘a canoni concordati’ è apprezzabile. Tuttavia per stimolare effettivamente il mercato delle locazioni, andrebbe rivisto il regime fiscale delle locazioni promosse dalle imprese, unici soggetti in grado di superare la frammentazione del mercato ed offrire una ‘locazione di qualità’.

L’Ance ha illustrato anche le misure di carattere più generale per il sistema imprenditoriale. In merito, ha affermato che “sono condivisibili la reintroduzione dell’Ace e la proroga degli incentivi legati ai ‘maxi-ammortamenti’ per l’acquisto di beni in chiave Industria 4.0. Tuttavia, anche queste misure appaiono di modesto impatto sulla crescita delle imprese. Da una parte, la proroga solo al 2020 degli ‘incentivi Industria 4.0’, che vanno maggiormente adattati al settore dell’edilizia, non consente l’implementazione di un serio ed articolato progetto di digitalizzazione dell’attività d’impresa. Dall’altra parte, servono misure specifiche, maggiormente efficaci, per favorire la ricapitalizzazione delle imprese edili”.

Aggiungendo: “Per favorire la digitalizzazione del settore delle costruzioni, inoltre, è urgente creare una Piattaforma nazionale digitale delle costruzioni – destinando a tale finalità 6 milioni del Fondo Amministrazioni Centrali – anche al fine di evitare che l’Italia rimanga indietro rispetto alle innovazioni che stanno già emergendo in tutta Europa. Allo stesso tempo, è necessario prevedere un bonus assunzioni per favorire l’ingresso di giovani professionalizzati nelle imprese edili, attraverso un meccanismo di decontribuzione totale per 10 anni finanziato coi fondi della politica di coesione territoriale (Fondi strutturali e Fondo Sviluppo e Coesione).

In conclusione, il presidente Buia, “nel condividere la previsione di una riduzione del costo del lavoro, attraverso l’intervento previsto sul cuneo fiscale, ha chiesto un forte impegno delle istituzioni per evitare la fuga dal contratto e impedire il dumping contrattuale”.