Ecco i consigli da seguire per lo smaltimento delle vecchie lastre radiografiche o per il loro riutilizzo creativo.
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Perdendo rilevanza nel corso del tempo, le radiografie tendono a essere dimenticate in fondo a un cassetto anche per anni. Ma cosa succede quando vogliamo smaltirle? Si tratta di rifiuti particolari che non sempre possono essere gettati nei normali bidoni della raccolta differenziata: la loro composizione complessa richiede infatti uno smaltimento attento per evitare danni ambientali. Scopri di seguito di cosa sono fatte e dove si buttano le vecchie radiografie, ma anche come trasformarle in progetti creativi promuovendo un approccio responsabile e sostenibile.

Di cosa sono fatte le lastre radiografiche?

Le radiografie sono composte da uno strato di poliestere, un materiale plastico resistente, rivestito da un’emulsione contenente sali d’argento fotosensibili che permettono di catturare le immagini dei raggi X; alcune lastre possono includere cellulosa o altri materiali, a seconda dell’età e del tipo. 

L’argento è il componente critico: se disperso nell’ambiente può contaminare le falde acquifere, rendendo le radiografie un rifiuto speciale. Non sono né di carta né di plastica comune, quindi non possono essere smaltite nei bidoni standard della raccolta differenziata. Capire la loro composizione è essenziale per gestirle correttamente, sia per lo smaltimento che per il riciclo creativo.

È la presenza di sali d'argento nelle lastre radiografiche che consente di catturare le immagini dei raggi X
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Dove buttare le radiografie correttamente

Proprio a causa della presenza e della natura potenzialmente inquinante dell’argento, è generalmente sconsigliato gettare le lastre radiografiche nei normali cassonetti di casa, come quelli per carta, plastica o indifferenziata.

La gestione corretta dipende però anche dalla quantità di lastre da smaltire e dalle normative locali. Di seguito le opzioni per smaltire piccole o grandi quantità di radiografie, con indicazioni pratiche per privati e strutture mediche.

Se le lastre sono in piccole quantità

Per i privati con poche radiografie (come ad esempio 1-5 lastre) lo smaltimento può essere più semplice, ma varia in base al comune. In molte città le radiografie sono considerate rifiuti solidi urbani (RSU) e possono essere gettate nell’indifferenziata, ma è sempre meglio verificare le regole locali poiché alcuni comuni richiedono di portarle all’ecocentro o isola ecologica. 

In alternativa, alcune farmacie o studi medici raccolgono lastre per conferirle a ditte specializzate. Si raccomanda di non tagliare o alterare le radiografie ma di consegnarle intere per facilitare il processo di smaltimento e il recupero dell’argento. È sufficiente consultare il sito del proprio Comune o contattare l’ente di gestione rifiuti per delle ulteriori informazioni a riguardo.

In caso di grandi quantità di radiografie

Per quantità più elevate - come quelle generate da studi medici, cliniche o ospedali - lo smaltimento richiede l’intervento di ditte specializzate. Le radiografie in grandi volumi sono trattate come rifiuti speciali, poiché l’argento e altri materiali richiedono dei processi specifici di separazione e riciclo. 

In particolare, il corretto processo di smaltimento eseguito da queste ditte prevede le fasi di:

  • Separazione, in cui lo strato di plastica viene separato da quello di carta o cellulosa.
  • Triturazione, in cui i materiali restanti sono frantumati.
  • Recupero dell’argento, in cui questo materiale viene estratto per essere riutilizzato, riducendo l’impatto ambientale.

Queste aziende forniscono anche la documentazione necessaria per rispettare le normative. I comuni spesso offrono servizi di ritiro a domicilio per i privati cittadini o punti di raccolta dedicati per le strutture sanitarie. È fondamentale contattare una ditta autorizzata o l’ecocentro locale per organizzare il ritiro, evitando di smaltire grandi quantità nell’indifferenziata.

Anche alcuni studi medici possono occuparsi della raccolta di vecchie radiografie
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Idee per riusare le lastre delle radiografie che non servono più

Prima di smaltire le radiografie, è possibile dar loro una seconda vita con progetti di riciclo creativo, a patto di trattarle adeguatamente per rimuovere i sali d’argento, un processo che richiede competenze tecniche o l’intervento di professionisti. 

Ecco alcune idee per trasformare le lastre radiografiche in oggetti unici:

  • Stencil decorativi: le radiografie, rigide e trasparenti, sono perfette per creare degli stencil. Basterà intagliare sulle lastre delle forme geometriche o dei motivi decorativi e usarle per dipingere su tessuti, mobili o pareti. Sono strumenti ideali per i progetti con dei bambini o per delle decorazioni personalizzate.
  • Quaderni originali: una lastra piegata a metà può diventare la copertina rigida di un quaderno, realizzabile semplicemente fissando dei fogli bianchi lungo il bordo con una pinzatrice. Il risultato è un taccuino dal look unico, perfetto per appunti o schizzi.
  • Paralumi o pannelli luminosi: la trasparenza delle radiografie può essere sfruttata per creare dei paralumi o pannelli decorativi per lampade. Per ottenere dei giochi di luce e ombra, ideali per un’atmosfera moderna, occorre sovrapporre più lastre tra loro.
  • Orecchini o accessori: ritagliando delle forme geometriche come cerchi o triangoli, colorandole con della vernice spray e applicandovi dei ganci si possono creare vari tipi di orecchini e ciondoli. È importante però assicurarsi di far trattare la superficie della lastra per renderla sicura.
  • Strumenti didattici: le radiografie possono essere usate nelle scuole per le lezioni di anatomia o fisica, mostrando delle immagini reali di ossa e organi in modo visivo e coinvolgente.

Questi progetti richiedono di rimuovere l’emulsione a base di argento per evitare rischi ambientali o sanitari, e si tratta di un processo che deve essere affidato a specialisti. Se non è possibile trattarle è meglio optare per lo smaltimento corretto.

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