L’Italia è avvolta da un solido campo di alta pressione, ormai da inizio settimana, e che non accenna minimamente a diminuire. Giorno dopo giorno l'umidità aumenta, le nubi basse si estendono e le nebbie si infittiscono. Sarà proprio la nebbia il fenomeno più insidioso nelle prossime ore su diverse regioni, riducendo drasticamente la qualità dell'aria e rendendo l’atmosfera molto più grigia e impregnata di inquinanti.
Nebbia sempre più presente nelle prossime ore
La nebbia è il fenomeno più tipico del Nord Italia nei mesi autunnali, ma ormai da qualche decennio si sta riducendo sempre più per varie ragioni. Una su tutte il riscaldamento globale, che di fatto contribuisce all'aumento medio delle temperature, impedendo all'umidità di condensarsi con la facilità con cui lo faceva un tempo. Da non tralasciare il riscaldamento dei suoli, dovuto alla cementificazione selvaggia, che inevitabilmente porta ad un aumento della temperatura nello strato d'aria incollato al suolo, in grado di interferire con la formazione della rugiada e della nebbia.
Per la formazione della nebbia – occorre ricordare – è necessaria una concentrazione di umidità nell'aria del 100% e contemporaneamente la giusta temperatura, nota come temperatura di rugiada. Più fa freddo e più l'umidità si concentra all'interno della massa d'aria, per precise ragioni fisiche: questo significa che, man mano che la temperatura scende, la massa d'aria arriva molto più facilmente al 100% di umidità relativa.
Quando invece la temperatura risulta più alta, l’umidità non riesce a raggiungere la saturazione e la nebbia non si forma. Questo fattore è diventato determinante negli ultimi anni, tanto da far sparire la nebbia su molte città del Nord, eccetto isolati e brevi episodi. Quello in atto è proprio uno di questi episodi, poiché l’alta pressione è davvero insistente e invadente.
Il ruolo dell'alta pressione: umidità in aumento continuo
Considerando che l’alta pressione sta avvolgendo il Mediterraneo da inizio settimana, l’umidità si accumula giorno dopo giorno e non può in alcun modo disperdersi, visto che non ci sono venti in grado di portare un degno ricambio d'aria. Questo forte aumento dell’umidità riesce ad aggirare perfino il problema delle temperature non troppo basse, favorendo la condensazione e la formazione dei banchi di nebbia e delle nubi basse.
Ed ecco spiegate le nebbie che, da un paio di giorni, stanno proliferando su tanti territori della Val Padana, già nota come un vero e proprio “catino” dove l’aria fredda e umida tende ad accumularsi. Così sarà fino al termine della settimana: le nebbie diverranno ancor più fitte, estese e insidiose, in grado di durare anche per l’intera giornata nelle zone più predisposte.
Dove sarà più fitta la nebbia? Le tre regioni più colpite
La visibilità sarà pessima su almeno tre regioni fino al termine della settimana. In particolar modo sulle basse pianure, dove l’umidità aumenta ancor di più e l’aria più fredda ristagna nelle ore di buio, avremo nebbie particolarmente fitte e persistenti. Attenzione, quindi, in:
- Lombardia
- Emilia-Romagna
- Veneto
La visibilità potrebbe risultare inferiore ai 20 metri, arrecando disagi alla circolazione stradale e creando scenari tipicamente invernali anche se, paradossalmente, non vi è alcun freddo polare in arrivo. Tra le città più colpite si segnalano:
- Milano, Pavia, Lodi, Piacenza, Parma, Modena, Bologna
- Verona, Mantova, Cremona
Nebbie possibili, infine, anche sulle coste dell’Alto Adriatico e nelle vallate interne di Alpi e Appennini, specie nelle ore notturne e al primo mattino.
Qualità dell’aria in picchiata
Come se non bastasse, occorrerà non sottovalutare la pessima qualità dell’aria.
In presenza di nebbie fitte e persistenti aumentano anche le concentrazioni di inquinanti nello strato d’aria prossimo al suolo. Questo discorso vale principalmente per le grandi città, come Torino, Milano, Verona, Bologna, per i poli industriali e per le aree più trafficate.
Lo smog, le polveri sottili e vari inquinanti si accumulano di giorno in giorno, non potendo fuggire via per l’assenza di vento. Nel weekend la qualità dell’aria sarà pessima su tutta la Val Padana e anche nelle principali città del Centro-Sud. I momenti critici saranno:
- Le prime ore del mattino, quando milioni di auto si mettono in movimento.
- La sera, con riscaldamenti attivi e traffico intenso.
Per respirare aria più pulita occorrerà spingersi in collina, al di sopra di questo tappeto di nubi basse e nebbie cariche di inquinanti.
Quando arriva la svolta?
Per un cambiamento significativo del tempo bisognerà aspettare la prossima settimana. Da martedì 16 dicembre arriverà una perturbazione atlantica con piogge e un ricambio d’aria degno di nota. Entro il 17 dicembre gran parte delle nebbie potrebbe essere spazzata via, riportando condizioni più salubri e un’atmosfera finalmente rinnovata.








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