Il cartongesso è uno dei materiali più versatili dell'edilizia moderna: con poche ore di lavoro si trasforma, ad esempio, in una libreria su misura, una cabina armadio o un controsoffitto dal design ricercato. Quando arriva però il momento di rimuoverlo (durante una ristrutturazione o semplicemente al termine della sua vita utile), capire come smaltire il cartongesso è un passaggio imprescindibile. Non si tratta di semplice spazzatura: la normativa italiana lo classifica in modo specifico e impone regole precise anche per i lavori domestici; ignorarle può portare a sanzioni economiche e danni ambientali, ma seguirle correttamente è più semplice di quanto si pensi.
Cos'è il cartongesso e com'è fatto
Il cartongesso è un materiale da costruzione a secco dotato di una struttura a strati: al centro si trova un nucleo di gesso naturale (tecnicamente definito solfato di calcio disidratato) compresso tra due fogli di cartone resistente: il gesso garantisce rigidità e proprietà isolanti, mentre il cartone crea la superficie esterna, liscia e pronta per verniciatura o decorazione.
Esistono poi dei tipi di cartongesso che contengono additivi particolari come fibra di vetro, vermiculite o perlite, che danno vita alle lastre ignifughe (riconoscibili dal colore rosa), a quelle idrofughe (verdi) e a quelle flessibili, pensate per bagni, cucine o locali tecnici.
Gli svantaggi del cartongesso come rifiuto
I vantaggi nell’uso di questo materiale sono ben noti a chi ha affrontato anche solo una piccola ristrutturazione: è leggero, si posa in tempi rapidi e mantiene il cantiere pulito. Inoltre è versatile, perché consente di realizzare non solo controsoffitti e muri divisori in cartongesso, ma anche forme curve, nicchie su misura e strutture elaborate senza opere murarie invasive.
Vi sono però anche dei contro nell'uso del cartongesso, alcuni dei quali emergono soprattutto al momento della sua rimozione e quindi quando è destinato a rifiuto da smaltire:
- ha una scarsa resistenza meccanica, che lo rende inadatto per pareti portanti o elementi strutturali della casa;
- è vulnerabilità agli urti e all’umidità (a meno di trattamenti specifici);
- la composizione mista di gesso e cartone lo rende difficile da trattare se mescolato ad altri materiali;
- la sua polverosità richiede una particolare attenzione nel confezionamento.
Il cartongesso a quale categoria di rifiuti appartiene?
Nonostante l'uso domestico diffuso, il cartongesso non può essere trattato come un rifiuto urbano ordinario: la normativa italiana lo classifica infatti come rifiuto speciale non pericoloso, identificato con il codice EER 17 08 02 nel Catalogo Europeo dei Rifiuti.
Di conseguenza, il cartongesso non può essere smaltito nell'indifferenziata e non può essere scaricato insieme alle macerie edili comuni: non contiene sostanze tossiche per l'uomo, ma la sua gestione richiede percorsi separati e dedicati, per ragioni ambientali e di legge.
Come si smaltisce il cartongesso
Per chi affronta lavori di piccola entità in casa, il percorso più diretto per smaltire il cartongesso consiste nel contattare il centro di raccolta comunale di riferimento. Molte isole ecologiche accettano il cartongesso dai privati, ma quasi sempre a condizioni precise: il materiale deve essere pulito e separato da qualsiasi altro scarto, perché il gesso deve risultare il più puro possibile per essere effettivamente avviato al riciclo.
Prima del conferimento è bene seguire alcune indicazioni pratiche per il corretto smaltimento del cartongesso a uso domestico:
- separare il cartongesso da tutti gli altri scarti (macerie, legno, metalli, imballaggi);
- rimuovere viti, staffe e profili metallici dalle lastre prima del conferimento;
- imballare il materiale con cura per limitare la dispersione di polvere durante il trasporto;
- verificare i limiti di peso o volume previsti dal proprio Comune prima di recarsi all'isola ecologica;
- in caso di quantità eccessive, valutare il ritiro a domicilio tramite una ditta autorizzata.
Perché non si può buttare il cartongesso in discarica
Il divieto di gettare il cartongesso nei cassonetti stradali o tra le macerie generiche non è arbitrario: negli impianti di recupero degli inerti, la presenza di gesso rende il materiale instabile e ne impedisce il riutilizzo.
Sul piano normativo, il Decreto Ministeriale del 3 agosto 2005 vieta di depositarlo in aree destinate ai rifiuti biodegradabili, mentre il Decreto Legislativo 36/2003 ne proibisce lo stoccaggio in discariche non idonee: chi non rispetta queste norme rischia sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali.
Si può riutilizzare o riciclare il cartongesso?
La buona notizia è che il cartongesso è recuperabile al 100%: esistono infatti degli impianti specializzati in questa operazione, in grado di separare meccanicamente cartone e gesso: quest’ultimo rientra nella produzione di nuove lastre o viene impiegato nell'industria chimica e come additivo per il cemento, mentre il cartone alimenta la filiera della carta riciclata: questo processo riduce l'estrazione di risorse naturali e alleggerisce il peso sulle discariche.
Ma esiste anche una strada più immediata e creativa: il riutilizzo in casa. I ritagli integri di cartongesso, se conservati in un luogo asciutto, possono essere riverniciati e reimpiegati per chiudere tracce impiantistiche o riparare piccoli fori nelle pareti, senza acquistare nuove lastre.
Gli sfridi di dimensioni più generose si prestano invece alla realizzazione di mensole e librerie in cartongesso, velette decorative per faretti a incasso o inserti per nicchie e pareti attrezzate.








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