Caldo record, stangata in bolletta e fino a 600€ tra clima e acqua

L’ondata di calore non pesa solo sul termometro, ma anche sul portafoglio. Secondo Assoutenti, tra condizionatori e consumi idrici la spesa extra può arrivare a 600 euro.
caldo e bollette
Berna Pexels

Estate rovente e portafogli sotto pressione: l'inizio di stagione segna già un conto più salato per molte famiglie. Secondo un'analisi di Assoutenti, l'ondata di caldo che sta colpendo l'Italia può tradursi in un esborso aggiuntivo fino a 600 euro, soprattutto per l'uso dei condizionatori e per l'aumento dei consumi d'acqua. Mentre oltralpe si discute di ventilatori contro climatizzatori, il punto in Italia è un altro: quanto inciderà realmente questa calura sulle spese di casa. La risposta non è rassicurante, perché la combinazione tra maggiori kWh e litri consumati può gonfiare le bollette in poche settimane. 

Quanto può pesare il caldo sul portafoglio

Il dato che accende l'attenzione è la stima resa nota da Assoutenti: l'effetto combinato dell'uso intensivo dei condizionatori e dell'aumento dei consumi idrici può valere fino a 600 euro in più. Non si tratta di un dettaglio marginale, perché arriva proprio nelle settimane in cui il bisogno di raffrescare gli ambienti è più forte e le abitudini domestiche cambiano. 

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Anche piccole variazioni quotidiane, come docce più frequenti o climatizzatori accesi per più ore, rischiano di pesare in modo rilevante quando si sommano nell'arco della stagione. Il quadro suggerisce che la gestione dei consumi, più che una buona pratica, diventa una necessità per tenere sotto controllo l'impatto sulla spesa familiare. 

Condizionatori, ventilatori e frigoriferi: dove si concentra la spesa

Il primo capitolo è l'aria fresca in casa. Il climatizzatore offre un sollievo rapido, ma richiede energia; il ventilatore aiuta a muovere l'aria con un impatto decisamente inferiore sui consumi. La scelta, tuttavia, non è mai solo tra "acceso" o "spento": modalità di utilizzo e impostazioni fanno la differenza. 

Temperature molto basse, accensioni prolungate e locali non adeguatamente isolati fanno lievitare i kWh. Allo stesso tempo, con il caldo estremo anche frigoriferi e congelatori entrano in una fase più impegnativa, perché devono compensare la maggiore temperatura ambiente e le aperture più frequenti degli sportelli. 

Acqua, docce e irrigazione: perché il conto sale

Il secondo fronte riguarda l'acqua. Con il caldo si tende a fare più docce, a lavare indumenti più spesso e a irrigare terrazzi e giardini con maggiore frequenza. Queste azioni, sommate, portano a un incremento dei metri cubi registrati in bolletta.

Nelle abitazioni con scaldacqua elettrico, poi, la produzione di acqua calda aggiunge un ulteriore carico ai consumi energetici. È un effetto a cascata: più caldo equivale a più esigenze di comfort e igiene, che si riflettono in costi idrici ed elettrici più elevati.

Come ridurre subito i costi senza rinunciare al comfort

Agire in fretta è possibile, concentrandosi su pochi accorgimenti che incidono davvero. L'obiettivo è ridurre i picchi, migliorare l'efficienza degli ambienti e sfruttare gli apparecchi nelle condizioni più favorevoli. 

  • Impostare il climatizzatore su una temperatura confortevole e stabile (intorno ai 26-27°C) e preferire la deumidificazione nelle ore meno calde.
  • Chiudere tapparelle e tende nelle ore di sole diretto; arieggiare nelle fasce più fresche per favorire l'inerzia termica degli ambienti.
  • Utilizzare la funzione timer per evitare ore di funzionamento inutili; puntare alla continuità moderata invece di cicli intensi e brevi.
  • Combinare ventilatori e condizionatore: la circolazione dell'aria aiuta a percepire più fresco e a tenere più alto il set del clima.
  • Curare filtri e manutenzione di base: apparecchi puliti lavorano meglio e consumano meno.

Attenzione agli sprechi "invisibili"

Quando le temperature schizzano in alto, ci sono dettagli che sfuggono e che alla lunga pesano. Apparecchi lasciati in stand-by nelle ore calde scaldano gli ambienti e consumano inutilmente; spifferi da infissi datati, persiane sempre aperte e locali non schermati obbligano i condizionatori a lavorare di più. 

Anche la temperatura dello scaldacqua, se impostata oltre il necessario, aumenta i consumi senza garantire benefici. variare in base a dimensione dell'abitazione, condizioni climatiche locali, apparecchi utilizzati e abitudini familiari.

Articolo visto su (ilfattoquotidiano.it) La stangata Tra condizionatori e acqua si spendono 600 euro in più

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