Quando è ormai vuoto e finito, ecco dove si butta il tubetto del dentifricio

Materiali e regole di riciclo per il tubetto del dentifricio, senza dimenticare le alternative più sostenibili in commercio.
donna mette dentifricio su spazzolino
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Lo smaltimento corretto degli imballaggi solleva spesso interrogativi legittimi, soprattutto quando si tratta di oggetti di uso quotidiano dalla composizione poco intuitiva: per esempio, molti non sanno esattamente dove si butta il tubetto del dentifricio una volta finito. La destinazione corretta esiste ed è individuabile senza troppa difficoltà, a patto di considerare alcuni aspetti specifici legati ai materiali con cui questi contenitori vengono realizzati, evitando così errori nella raccolta differenziata.

Di che materiale è fatto il tubetto del dentifricio

Il tubetto del dentifricio è realizzato in materiali leggeri e facilmente modellabili, quindi prevalentemente in plastica. Nella maggior parte dei casi la struttura del contenitore combina più strati polimerici, generalmente polietilene, talvolta accoppiati a un sottile foglio di alluminio che garantisce una barriera efficace contro aria e umidità, preservando così le proprietà del prodotto contenuto.

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Anche il tappo del tubetto del dentifricio è quasi sempre in plastica, nello specifico polipropilene.

dentifricio che esce dal tubetto
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Eccezioni da considerare

Le eccezioni riguardano una quota marginale di dentifrici in commercio, realizzati interamente in alluminio o in combinazioni di materiali diversi dalla plastica pura, categorie che restano comunque pienamente differenziabili seppur con qualche accortezza in più. 

La composizione mono-materiale semplifica notevolmente le operazioni di riciclo, poiché gli impianti di selezione riescono a isolare e recuperare il metallo senza difficoltà; per le confezioni multistrato la struttura rende più complessa la separazione dei materiali in fase di trattamento. Per non sbagliare nel fare la raccolta dei rifiuti, il consiglio è quello di leggere i simboli del riciclo sulle confezioni.

Dove buttare il tubetto del dentifricio

Trattandosi a tutti gli effetti di un imballaggio, ossia di un involucro destinato a contenere e proteggere un prodotto, la collocazione del tubetto del dentifricio finito e vuoto è nella raccolta differenziata della plastica, indipendentemente dalla presenza di componenti in alluminio nella struttura interna.

Nel caso dei tubetti del dentifricio in alluminio, alcuni Comuni li ammettono nella raccolta della plastica leggera, altri richiedono invece uno smaltimento distinto, motivo per cui resta sempre buona norma verificare il regolamento locale prima di gettarli.

uomo che butta spazzatura
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Come si ricicla il tubetto del dentifricio e i prodotti correlati 

Il riciclo corretto del tubetto del dentifricio richiede pochi accorgimenti, ma essenziali per evitare errori nella raccolta differenziata; la regola generale prevede la separazione tra imballaggio, confezione esterna e accessori non riciclabili, seguendo un ordine preciso:

  • tubetto: va gettato nel contenitore della plastica senza rimuovere il tappo, così da evitare la dispersione di frammenti di piccole dimensioni durante la raccolta;
  • scatola esterna del dentifricio: essendo in cartone, trova posto nel bidone della carta, separatamente dal tubetto;
  • spazzolino da denti: non essendo un imballaggio, va conferito nella raccolta indifferenziata, insieme al cappuccio protettivo delle setole;
  • tubetti in alluminio: prima di gettarli, è opportuno verificare il regolamento del proprio Comune, per scegliere la via più corretta di smaltimento.

Particolare attenzione va riservata agli spazzolini definiti biodegradabili, erroneamente associati in automatico alla raccolta dell'umido: se il manico in amido di mais rientra effettivamente tra i rifiuti organici, pur derivando da fonti vegetali quello in bioplastica non risulta compostabile e va quindi gettato nell'indifferenziata. 

Anche la testina richiede cure a sé: nella maggior parte dei casi le setole dello spazzolino restano in nylon, materiale non organico, indipendentemente dal tipo di manico; se quest'ultimo è smaltibile tra i rifiuti organici, sarà quindi necessario staccare prima la testina e destinarla all'indifferenziata. La regola base, in questo caso, è leggere le indicazioni sulla confezione.

donna che mette dentifricio su spazzolino
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Alternative sostenibili ai tradizionali tubetti di dentifricio  

Anche se la formulazione più venduta è quella in tubetto, oggi esistono sul mercato diverse alternative sostenibili alle tradizionali confezioni di dentifricio e puntano essenzialmente a eliminare la plastica monouso. Tra le soluzioni più diffuse si possono trovare:

  • dentifricio in pastiglie o polvere: le pastiglie, che sono vendute in flaconcini, vanno masticate e poi spazzolate come un dentifricio classico, mentre la polvere si preleva in piccole quantità con lo spazzolino inumidito;
  • dentifricio in barattolo di vetro: proposto in contenitori riutilizzabili o riciclabili, riduce sensibilmente i rifiuti plastici. Per prelevare il prodotto si usa una piccola spatola che servirà anche per distribuirlo sullo spazzolino.

Chi desidera azzerare completamente l'imballaggio può orientarsi verso l'autoproduzione: il dentifricio naturale fatto in casa rappresenta infatti una soluzione economica, realizzabile con argilla bianca, bicarbonato di sodio, olio di cocco e oli essenziali puri. Il risultato è un prodotto di buona qualità e a basso impatto, utile nel caso non si soffra di particolari problematiche al cavo orale.

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