Il caldo estivo è diventato negli ultimi anni un problema di salute pubblica oltre che di comfort domestico, e cresce di conseguenza l'attenzione verso i sistemi di climatizzazione. Le ondate di calore sempre più frequenti hanno spinto molte famiglie a dotarsi di un impianto, cambiando abitudini che fino a poco tempo fa erano diffuse solo in alcune aree del Paese. I dati Istat più recenti permettono di sapere quante case hanno l'aria condizionata in Italia, offrendo anche un quadro dettagliato delle differenze tra regioni, tra grandi città e piccoli comuni, e dell'evoluzione registrata negli ultimi anni.
Quante case hanno l'aria condizionata in Italia ad ora
Oggi la presenza del condizionamento d'aria nelle case riguarda la maggioranza assoluta delle abitazioni italiane. Fino a poco tempo fa un dato simile sarebbe stato impensabile, dal momento che il condizionatore era percepito come un elettrodomestico riservato a una minoranza di famiglie benestanti o residenti nelle zone più calde del Paese.
L'indagine Istat "Aspetti della vita quotidiana", condotta ogni anno per fotografare le abitudini domestiche degli italiani, quantifica in 14,7 milioni i nuclei familiari che oggi dispongono di un climatizzatore in casa: una famiglia su due, per la precisione il 55,1% del totale.
In quali regioni italiane ci sono più case con aria condizionata
Osservando la mappa regionale emerge un elemento interessante: non basta guardare al Sud per capire dove i climatizzatori sono più diffusi. Contano soprattutto due variabili, il caldo e l'umidità estiva, che spiegano perché tra le prime posizioni compaia anche il Veneto insieme all'Emilia-Romagna, due territori del Nord Est accomunati da estati afose.
Questa la classifica delle regioni con la quota più alta di famiglie dotate di aria condizionata:
- Sicilia: 72,2%;
- Puglia: 69,7%;
- Veneto: 68,5%;
- Sardegna: 66,2%;
- Emilia-Romagna: 63,3%;
- Lombardia: 58,8%;
- Friuli Venezia Giulia: 56,3%.
Al contrario, nelle zone dove le temperature estive sono elevate ma l'aria resta secca, oppure dove l'altitudine mitiga il caldo, come accade in molte aree montane del Nord e lungo l'Appennino meridionale, il ricorso al condizionatore risulta molto più contenuto.
Aria condizionata in città e in campagna: le differenze
Un secondo fattore determinante riguarda il tipo di insediamento. Il climatizzatore è presente nel 63,3% delle abitazioni situate nei capoluoghi di regione, in una quota molto simile, il 61,1%, nelle zone periferiche delle grandi aree metropolitane, mentre crolla al 27,3% nei piccoli comuni sotto i duemila abitanti.
A spiegare questo divario è soprattutto la conformazione degli spazi urbani: superfici come cemento e asfalto assorbono calore durante il giorno e lo rilasciano nelle ore serali, mantenendo temperature interne elevate anche di notte. In un contesto rurale, al contrario, la maggiore presenza di verde e una migliore circolazione dell'aria permettono spesso di fare a meno di un impianto, soprattutto nelle abitazioni isolate.
Le regioni italiane con meno case dotate di climatizzatori
Con appena il 6,6% di famiglie che dispongono di un impianto di climatizzazione, chiude la classifica la Valle d'Aosta, unica regione sotto la soglia del 10%. Le due province autonome del Trentino-Alto Adige occupano le posizioni immediatamente successive: Bolzano si ferma al 12,1% e Trento al 15,4%, confermando come il clima alpino renda superfluo il climatizzatore anche nei mesi estivi.
Percentuali comunque basse si registrano pure in Piemonte, fermo al 31,5%, e in Molise, al 33,6%. Poco più in alto si posizionano quattro regioni con valori simili tra loro: Liguria, Umbria, Abruzzo e Basilicata oscillano tutte in una forbice compresa fra il 38% e il 41%.
Salendo ancora nella graduatoria si trovano le Marche al 43%, la Toscana al 46,7% e la Calabria al 48,4%, fino a Campania e Lazio, appaiate al 55,3%, un dato praticamente in linea con la media italiana.
Come e perché è cambiata la diffusione dei climatizzatori negli anni
Per capire quanto velocemente sia cambiata questa abitudine domestica, è utile analizzare il ritmo di crescita della diffusione dei condizionatori avvenuta negli ultimi anni in Italia: si è passati dal 32,6% di famiglie dotate di climatizzatore nel 2021 al 40,4% nel 2024, per poi salire fino al 55,1% attuale, un valore quasi raddoppiato in meno di un lustro. Le cause di questa accelerazione sono almeno due:
- la prima è climatica, legata al susseguirsi di estati più lunghe e intense;
- la seconda riguarda invece la tecnologia: si sono diffuse sempre di più le pompe di calore, dispositivi capaci di funzionare sia come climatizzatori estivi sia come sistemi di riscaldamento invernali, riducendo così la necessità di una caldaia separata.
Anche il mercato conferma questa dinamica: secondo le stime del settore relative al 2025, il giro d'affari della climatizzazione in Italia si è avvicinato ai tre miliardi di euro, con un aumento dell'8,5% sui dodici mesi precedenti, spinto in particolare dalla vendita di unità split e multisplit, sempre più scelte dalle famiglie come alternativa pratica al tradizionale impianto di riscaldamento invernale.
Non è un caso, inoltre, che il 41% delle case in vendita in Italia abbia già l’aria condizionata e valga il 58% in più rispetto a una senza: un dato che conferma come la climatizzazione stia diventando, nel Bel paese, una componente stabile e diffusa della vita domestica, e non più un'eccezione legata alle sole ondate di calore più intense.








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