Svolta fresca e addio all'anticiclone africano? Ecco la verità

Caldo avvolgente su tutta Italia, ma spuntano novità dopo Ferragosto.
svolta fresca
Immagine generata con IA

L'Italia si trova nel pieno della quarta ondata di caldo della stagione, quella che al momento si sta rivelando la più umida e fastidiosa da nord a sud. Le temperature non sono più alte delle precedenti ondate di caldo, ma il problema risiede nell'umidità che si sta accumulando giorno dopo giorno, molta della quale lasciata all'interno del Mediterraneo proprio dalle precedenti avvezioni calde nordafricane. Una vera svolta fresca manca ormai da troppo tempo e questo non fa altro che inasprire una situazione già parecchio critica.

Caldo pesante, occorre la svolta fresca

L'assenza di perturbazioni e ricambi d'aria degni di nota inevitabilmente favorisce l'accumulo di umidità su coste, pianure e tutte le città da nord a sud, rendendo il caldo sempre più afoso e insopportabile. Non a caso, negli ultimi giorni il punto di rugiada ha superato i 27 °C su diverse zone del Nord, in particolar modo sulla Val padana orientale tra Veneto ed Emilia-Romagna.

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Situazione molto simile anche sulle coste della Sardegna e buona parte dei litorali tirrenici e del Salento.

Punto di rugiada estremo, cosa significa

Punti di rugiada così alti, ovvero superiori ai 25 °C, con punte di 27 o addirittura 28 °C, sono il chiaro segno che la massa d'aria presente nel Mediterraneo è ormai impregnata di umidità e ricca di calore. Un mix pesantissimo che si traduce in temperature percepite esorbitanti, anche oltre i 45 °C.

Occorre ricordare che il punto di rugiada è la temperatura alla quale l'umidità presente nell'aria condenserebbe in piccole goccioline d'acqua. Questo significa che, in presenza di un punto di rugiada di 27 °C, l'umidità nell'aria condenserebbe esattamente a quella temperatura, innescando la formazione della nebbia, come già è avvenuto di recente tra le province di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo.

Insomma, un banco di nebbia con 27 °C è senza dubbio un fatto abbastanza insolito e poco sostenibile per il corpo umano.

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Possibile perturbazione dopo Ferragosto Meteogiornale.it

Temporali al Nord, ma senza una vera rinfrescata

Nei prossimi giorni il caldo africano sarà ancora protagonista su tutta Italia, al netto di qualche forte temporale che arriverà principalmente al Nord Italia ma che avrà poca influenza sulle temperature presenti. Da un lato il caldo persisterà, dall'altro lato arriveranno fenomeni estremi come:

  • grandine di grosse dimensioni
  • violente raffiche di vento
  • piogge a carattere di nubifragio

Occhi puntati nel periodo compreso tra il 6 e il 10 agosto per questi forti temporali, soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Solo laddove pioverà intensamente la temperatura potrebbe scendere di alcuni gradi, regalando una parvenza di rinfrescata, ma questa durerà poche ore e già dal 10 agosto in poi il caldo sarà di nuovo protagonista su tutto il Nord. Di temporali non ce ne sarà nemmeno l'ombra sulle regioni del Sud e gran parte del centro Italia; anzi, qui il caldo sarà ancora molto intenso, afoso e fastidioso, senza dubbio fino a Ferragosto, praticamente senza soste.

La vera svolta fresca è ancora lontana

Ma la svolta fresca? Analizzando gli ultimissimi aggiornamenti dei principali modelli meteo si evince come l'anticiclone africano risulterà davvero coriaceo e persistente su tutta Italia e su tutto il Mediterraneo per almeno altri 10 giorni. Fino a Ferragosto non ci sarà spazio per rinfrescate degne di nota.

Tra il 15 e il 20 agosto sembra però aprirsi uno spiraglio, uno squarcio all'interno dell'anticiclone soprattutto sul suo bordo settentrionale. Questa crepa permetterebbe l'ingresso di una perturbazione dal nord Atlantico, a cui sarebbe affidata la grossa responsabilità di respingere il caldo subtropicale e rispedirlo al mittente.

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Possibile calo delle temperature in quota dopo Ferragosto (da confermare) Meteogiornale.it

Un'impresa certamente non facile, poiché spazzare via tutta questa umidità e tutto questo calore in eccesso presente nel Mediterraneo richiederebbe un enorme sforzo da parte della natura, ed è molto probabile che ci vorrebbero diversi giorni di flussi freschi ininterrotti per permettere un ritorno alla normalità delle condizioni meteo.

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