L'ultimo Conto trimestrale Istat sul reddito e il risparmio (primo trimestre 2026, diffuso il 1° luglio) fotografa una realtà: in media, in Italia si mette da parte solo l'8% del reddito disponibile. Una quota in lieve aumento, ma lontanissima da un traguardo che un metodo di gestione personale del denaro, nato oltre vent'anni fa, rende sorprendentemente concreto: il 20%. Con una semplice divisione alla fonte e regole chiare, questo approccio permette, perfino con un reddito netto di 25.000 euro l'anno, di accumulare 5.000 euro in dodici mesi. Niente calcoli complicati: ogni euro riceve una destinazione appena arriva lo stipendio.
Cos'è il metodo dei sei salvadanai
Il cosiddetto "jars system" è stato formalizzato dall'imprenditore e formatore canadese T. Harv Eker nel 2005. L'idea è essenziale e potente: lo stipendio, appena accreditato, viene suddiviso in sei contenitori distinti, reali o virtuali, ciascuno con una percentuale fissa e uno scopo preciso. Non si aspetta la fine del mese per vedere cosa avanza, perché è proprio lì che il risparmio tende a evaporare. Si lavora invece all'inverso: prima si assegnano le somme stabilite, poi si organizza il resto della vita quotidiana attorno a limiti chiari.
Le percentuali: cosa finanziano i 6 "barattoli"
La forza del sistema è la semplicità delle regole. Le quote sono predefinite e puntano a coprire sia la gestione ordinaria sia il futuro, senza lasciare indietro formazione e vita sociale. Ecco come vengono ripartiti i soldi quando arrivano le entrate mensili.
- Necessità: 55% - affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, trasporti.
- Libertà finanziaria: 10% - capitale da investire, da non toccare.
- Grandi spese: 10% - imprevisti e acquisti importanti (dagli elettrodomestici all'auto, fino alle vacanze pianificate).
- Formazione: 10% - libri, corsi, aggiornamento professionale.
- Svago: 10% - ristoranti, viaggi, tempo libero.
- Donazioni: 5% - regali e beneficenza.
Il salvadanaio della libertà finanziaria è il pilastro di lungo periodo: l'obiettivo è far crescere un capitale investito per generare una rendita futura.
Perché 5.000 euro l'anno cambiano il gioco
Il cuore della strategia sta nella coppia "libertà finanziaria + grandi spese": insieme valgono il 20% del reddito. È più del doppio dell'8% medio rilevato dall'Istat, e questa differenza numerica è ciò che, in un anno, diventa sostanza. Con un reddito netto annuo di 25.000 euro, il 20% equivale a 5.000 euro, cioè poco sopra 400 euro al mese. Invece di "risparmiare ciò che resta", si accantona subito una quota fissa e non negoziabile, lasciando meno spazio agli acquisti d'impulso.
Come adattarlo con redditi bassi e spese alte
Se la quota "necessità" supera stabilmente il 55%, si può ricalibrare senza stravolgere l'impianto. Una soluzione concreta è fissare le necessità al 70% e distribuire il restante 30% tra obiettivi e vita quotidiana, salvaguardando comunque una piccola percentuale di risparmio. Anche un 5% destinato a "libertà finanziaria" e un 5% alle "grandi spese", in questo scenario, supera spesso l'8% medio nazionale quando il reddito cresce o quando si recuperano margini di spesa. Per chi ha margini stretti, si può inoltre semplificare accorpando voci affini: ad esempio, unendo donazioni e svago, oppure formazione e grandi spese, avvicinandosi a schemi 50-30-20, più familiari e gestibili.
Automatizzare tutto: conti, sottoconti e app
Il metodo regge quando riduce al minimo la forza di volontà richiesta. Per questo conviene impostare automazioni il giorno dell'accredito dello stipendio. Si possono programmare bonifici o giroconti ricorrenti verso sei destinazioni distinte, così che le somme si spostino prima di poter essere spese. In alternativa, si può lavorare dentro un unico conto corrente che consenta di creare "salvadanai" o spazi separati: diverse banche offrono questa funzione.
Gestire i contanti (e la tentazione di intaccare il capitale)
Chi preferisce il fisico al digitale può usare raccoglitori o veri barattoli per alcune voci, ad esempio svago e grandi spese. Questo aiuta a "vedere" i limiti e a rispettarli. Resta però una regola chiave: la quota di libertà finanziaria dovrebbe essere investita e lasciata crescere, senza prelievi. Tenere separati i barattoli riduce il rischio più comune, cioè attingere al capitale di lungo periodo per tappare buchi a breve. La disciplina della separazione vale più dei singoli numeri.








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