Ogni notte decine di apparecchi in casa continuano a consumare energia. Si tratta del cosiddetto consumo fantasma (o standby), una voce che secondo alcune stime incide fino al 10% sulla bolletta elettrica annuale di una famiglia media. Ma il risparmio energetico è solo metà della questione. Lasciare certi dispositivi collegati alla corrente durante la notte può comportare rischi concreti: surriscaldamento, cortocircuiti e, nei casi più gravi, principi di incendio. Ecco, allora, quali dispositivi elettronici conviene staccare prima di andare a letto, stanza per stanza.
Elettrodomestici della cucina
La cucina è il cuore della casa, ma anche il luogo dove si concentra il maggior numero di apparecchi che restano inutilmente collegati alla presa. I principali dispositivi da scollegare ogni sera sono
- Forno a microonde: il suo display luminoso consuma energia 24 ore su 24.
- Macchina del caffè: le macchine a capsule o con caldaia integrata mantengono spesso un elemento riscaldante attivo. Staccarle a fine giornata allunga anche la vita dell'apparecchio.
- Tostapane e bollitore elettrico: il consumo in standby è minimo, ma il rischio in caso di sbalzo di tensione notturno non è trascurabile.
- Robot da cucina e planetarie: se dotati di schede elettroniche, rimangono in uno stato di semi-attività anche da spenti.
Caricatori del PC o dello smartphone
Lasciare il caricabatterie dello smartphone inserito nella presa tutta la notte è un'abitudine diffusissima. Ci sono, però, valide ragioni per cambiare quest’abitudine:
- Consumo elettrico anche senza dispositivo collegato: un caricatore collegato alla presa — anche senza telefono attaccato — continua ad assorbire una piccola quantità di corrente.
- Usura accelerata della batteria: caricare lo smartphone per tutta la notte lo mantiene al 100% per ore. Questo stress prolungato sulla batteria al litio ne riduce progressivamente la capacità nel tempo. La maggior parte dei produttori consiglia di mantenere la carica tra il 20% e l'80% per massimizzare la longevità della batteria.
- Rischio surriscaldamento: i caricatori possono surriscaldarsi durante la carica notturna. Se posizionati su superfici morbide come letti o cuscini, il rischio di innesco termico aumenta considerevolmente. Lo stesso discorso vale per i caricabatterie del laptop. Questi trasformatori generano calore anche in condizioni normali.
Televisione e accessori Hi-Tech
In modalità standby, una smart TV moderna può consumare tra i 2 e i 15 watt, a seconda del modello e delle funzioni attive in background. Attorno ad esso gravitano quasi sempre altri dispositivi:
- Decoder e box: spesso rimangono accesi in standby per ricevere aggiornamenti. Il consumo può raggiungere i 15-30 watt anche da "spenti".
- Console di gioco (PlayStation, Xbox, Nintendo): in modalità riposo scaricano aggiornamenti e mantengono connessioni di rete. Il consumo supera facilmente i 10 watt.
- Chiavette streaming (Chromecast, Fire Stick, Apple TV): alimentate direttamente dalla porta USB o HDMI del televisore, consumano finché la TV resta collegata.
L'intero home entertainment può assorbire tra i 30 e i 70 watt complessivi in standby. In un anno, si parla di un costo evitabile che può oscillare tra i 20 e i 50 euro, a seconda delle tariffe energetiche.
Dispositivi che possono surriscaldarsi
Alcuni dispositivi elettronici, se lasciati collegati alla corrente per periodi prolungati, possono sviluppare un accumulo di calore pericoloso. Non servono condizioni estreme: basta un difetto nel circuito, una ventilazione insufficiente o un cavo leggermente danneggiato. Gli apparecchi che meritano più attenzione sono:
- Piastre per capelli e arricciacapelli: raggiungono temperature molto elevate e alcuni modelli meno recenti non dispongono di spegnimento automatico.
- Stufette elettriche e termoventilatori: in nessun caso vanno lasciati collegati durante la notte.
- Caricatori per batterie esterne (power bank): contengono celle al litio che, in caso di sovraccarico, possono gonfiarsi e in rari casi prendere fuoco.
Quanto si può risparmiare
In termini economici, conviene decisamente staccare tutti questi dispositivi. Il consumo da standby di un'abitazione media italiana si aggira tra i 200 e i 400 kWh all'anno. Con un costo medio dell'energia elettrica intorno ai 0,25-0,30 €/kWh, si parlando di una spesa annua tra i 50 e i 120 euro spesa esclusivamente per alimentare dispositivi che non si stanno veramente usando.
Al risparmio diretto si aggiunge un beneficio meno visibile ma altrettanto concreto: la maggiore durata dei dispositivi stessi. Componenti elettronici che non restano sotto tensione inutilmente si usurano meno e durano più a lungo, riducendo la frequenza (e il costo) delle sostituzioni.








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