Quella che sembrava un'ipotesi con bassa probabilità di realizzazione sta ora diventando lo scenario predominante riguardo alla prossima settimana. La prima ondata di freddo precoce dell'autunno potrebbe raggiungere l'Italia a partire dal 12 ottobre, un'irruzione fredda dal sapore quasi invernale.
Irruzione fredda dal 12 ottobre, prima spazio alle piogge
Prima di questa presunta irruzione fredda ci sarà spazio per un po' di piogge nel corso del weekend, soprattutto sulle regioni del sud Italia alle prese con una perturbazione di stampo atlantico.
Questa perturbazione ha già messo piede nel Mediterraneo, ma si sta rivelando piuttosto lenta. Proprio per questo motivo le piogge saranno un po' più sostanziose ed estese su tante regioni, soprattutto Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise e Abruzzo: assolutamente quel che serve dopo settimane e mesi di siccità e assenza quasi totale di precipitazioni.
Le regioni maggiormente interessate dalle piogge saranno:
- Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, con precipitazioni più sostanziose ed estese;
- Sicilia, Molise e Abruzzo, anch'esse interessate dal passaggio della perturbazione atlantica.
L'anticiclone si sposta verso l'Europa occidentale
Dopo il passaggio di questa perturbazione atlantica potrebbe essere la volta del freddo dell'est. L'anticiclone subtropicale leverà momentaneamente le tende dal Mediterraneo centrale, spostandosi su Spagna, Francia e Gran Bretagna: questo tipo di configurazione permetterà il distacco di una massa d'aria fredda dalla Scandinavia in direzione dei Balcani e del Mediterraneo centro-orientale.
Ne verrebbe fuori a tutti gli effetti una soluzione tipicamente invernale, con l'alta pressione dominante sull'Europa occidentale e l'aria fredda dell'est che riesce a scivolare in moto retrogrado verso l'Italia.
Temperature in forte calo tra il 12 e il 15 ottobre
Chiaramente le temperature non sono assolutamente da pieno inverno, ragion per cui non arriverà la neve a bassa quota. Ma ciò non toglie che la colonnina di mercurio perderà parecchi gradi nel periodo compreso tra il 12 e il 15 ottobre.
Questa soluzione sta acquisendo sempre più consensi all'interno dei centri meteo: il modello americano GFS resta indubbiamente quello più freddo e carico di precipitazioni, poiché l'ondata di freddo dell'est punterebbe direttamente l'Italia, comportando lo sviluppo di una depressione molto ben organizzata con tanta pioggia, freddo diffuso e soprattutto abbondanti nevicate sull'Appennino al di sopra dei 1500 m di altitudine.
Consensi anche dal modello europeo
Anche il collega europeo ECMWF comincia a compiere dei passi in direzione di questa ipotesi. La prossima settimana, già a partire dal 12 ottobre, le regioni del medio-basso Adriatico e del sud potrebbero fare i conti con le correnti più fredde balcaniche, che apporterebbero piogge, temporali sparsi e tanto vento di tramontana.
Il resto d'Italia vedrebbe tempo più secco, con il sole dominante, ma aria molto più fredda sia di giorno che di notte. Questa, al momento, la soluzione tracciata dal modello europeo. Le principali differenze tra i due scenari sono:
- GFS: irruzione fredda diretta verso l'Italia, sviluppo di una depressione ben organizzata, tanta pioggia e abbondanti nevicate sull'Appennino oltre i 1500 m;
- ECMWF: correnti fredde balcaniche soprattutto sul medio-basso Adriatico e al sud, con piogge, temporali sparsi e tramontana, mentre altrove prevarrebbe tempo più secco.
Irruzione fredda, possibile crollo di oltre 7-8 gradi
Non c'è ancora una previsione univoca e altamente probabile, ma a quanto pare la prossima settimana potrebbe essere necessario metter mano pesantemente al guardaroba, visto che le temperature rischierebbero di precipitare di oltre 7-8 gradi rispetto ai valori attuali.








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