Notizie su mercato immobiliare ed economia

Addio agli studi di settore, arrivano gli "indicatori di compliance"

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Addio allo spauracchio della “congruità” delle entrate per commercianti e professionisti. L’odiato dato presunto è destinato a sparire assieme allo strumento che lo ha generato: gli studi di settore. Sostituiti dall’ennesimo inglesismo: “indicatori di compliance”. Gradualmente, secondo una nota del Ministero dell’Economia, ma forse destinati a fare la loro comparsa già nella prossima legge di Bilancio. Una “rivoluzione” che riguarderà 3,5 milioni di contribuenti.

Il progetto, che consente di determinare un dato sintetico per valutare l’affidabilità del contribuente, fissata in una scala da 1 a 10, è stato messo a punto dalla Sose (Soluzioni per il sistema economico pubblico e privato), società costituita dal Ministero dell’Economia e dalla Banca d’Italia, assieme all’Agenzia delle Entrate.

Ma cosa significa ottenere un punteggio alto? Accedere a un “regime premiale”, con vantaggi quali la riduzione dei tempi per ricevere i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione dei termini di prescrizione.

Nelle intenzioni della pubblica amministrazione, il nuovo meccanismo dovrebbe spingere il contribuente verso l’adempimento spontaneo, migliorando il dialogo con gli enti preposti al controllo fiscale.

Via XX settembre ha sintetizzato in un decalogo le principali novità. Partendo proprio dall’indice, definito “di affidabilità”, che determinerà il posizionamento di ogni contribuente sulla base di una serie di indicatori significativi.

Ciò fa cambiare, seconda novità, il ruolo degli "indicatori di normalità economica". Finora utilizzati per la stima dei ricavi/compensi, diventano indicatori per il calcolo del livello di compliance. Altre innovazioni riguarderanno la stima di più basi imponibili, a partire dal valore aggiunto e, su questo, i ricavi e il reddito. I dati verranno presi da un modello di regressione su un panel, prendendo in considerazione 8 anni, anziché uno, producendo stime più efficienti e precise.

Sarà utilizzata una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi. È prevista una tendenziale riduzione del numero, maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più “robusta” del contribuente a un determinato cluster. Per tutti i cluster, inoltre, sarà applicata la medesima regressione.

La stima del valore aggiunto per addetto sarà effettuata utilizzando una funzione di produzione di tipo “Cobb-Douglas”, che secondo gli esperti del Ministero garantisce "maggiore interpretabilità economica dei coefficienti stimati e migliore aderenza dei risultati alla realtà economica".

La task force che lo ha elaborato sostiene, inoltre, che "il nuovo modello di stima coglie l’andamento ciclico e quindi non è più necessario predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali". Inoltre, i risultati sono personalizzati per singolo contribuente sulla base degli effetti individuali calcolati con esso. Ci sarà, infine, una semplificazione delle informazioni presenti nel modello dati.