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Le cinque nuove esigenze di chi vive nelle grandi città

Reuters
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Autore: Carlos Salas (collaboratore di idealista news)

Nel mese di agosto dello scorso anno una foto della Reuters pubblicata da diversi media europei ha suscitato grande preoccupazione. L’immagine ritraeva un’imponente nave da crociera ormeggiata a Venezia, che sembrava letteralmente schiantarsi contro il centro abitato. Tanto che molti hanno riportato il tutto affermando che il turismo stava mangiando la città.

Venezia, Barcellona, ​​Madrid, Parigi, Atene... Le grandi città europee hanno un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che sono così famose che tutti vogliono visitarle e questo diventa una fonte di reddito. Lo svantaggio è che, accogliendo tanti turisti, finiscono per degradarsi e trasformarsi in grandi parchi a tema. I loro abitanti lo hanno capito e ora chiedono dei cambiamenti.

Ecco cinque nuove tendenze che gli amministratori dovrebbero prendere in considerazione nei prossimi anni. O meglio, subito.

  1. Basta con altro turismo. Le città turistiche del mondo sono abitate da persone che hanno una routine quotidiana. Godono dei ricavi derivanti dal turismo, ma ora chiedono un flusso turistico più equilibrato. In molti casi sono già stati presi provvedimenti: a Venezia, ad esempio, si è agito sul fronte delle navi da crociera e a Barcellona si sta limitando l’apertura di nuovi alberghi in centro.
  2. Più ricariche per le auto elettriche. Le auto elettriche sono in aumento. Per ora si tratta soprattutto di veicoli in affitto (come Car2Go o Tumblr), ma nei prossimi anni sarà normale comprare una macchina elettrica. Gli automobilisti non solo chiedono più punti lungo le strade per ricaricare i veicoli, ma postazioni anche negli uffici e nei condomini. Quel che desiderano è una città meno inquinata e più tranquilla.
  3. Più sale di lettura con Internet. Le biblioteche dovrebbero avere sale di lettura più spaziose, luminose e con tutto il necessario per poter adoperare un computer portatile, connessione Internet veloce inclusa.
  4. Non “graffitari”, ma artisti. Una delle cose che umilia le città sono i graffiti. Una cosa sono i graffiti, altra sono le opere d’arte che adornano le pareti di edifici in molti centri urbani. C’è una differenza tra gli uni e gli altri ed è importante favorire il diffondersi dei secondi.
  5. Promuovere il volontariato. Tutte le comunità hanno programmi di volontariato, ma la maggior parte sono sconosciuti. E’ bene sfruttare i mezzi a disposizione per incoraggiare i cittadini ad aiutare chi dispone di meno risorse, chi soffre di solitudine, a educare i giovani che lasciano la scuola o anche soltanto a donare parte del proprio tempo libero a favore della comunità.