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Aumento dei costi del conto corrente, una guida utile per il consumatore

Autore: Luigi Dell'Olio (collaboratore di idealista news)

Dopo Deutsche Bank, Banco Popolare e Ubi Banca, anche Intesa Sanpaolo sta inviando lettere ai propri correntisti annunciando l'aumento dei costi dei conti correnti. Vediamo come è possibile difendersi e come comportarsi

Rialzi a cascata

“Gentile cliente, le scriviamo per informarla delle nuove condizioni contrattuali che decorreranno dal prossimo …. La tenuta del conto corrente costerà …euro…, i bonifici ….euro e le operazioni di trading….euro. Ha la possibilità di recedere dall’accordo entro la data del….”. 
Sarà capitato a molti di ricevere una comunicazione di questo tipo nella propria casella di posta. E, chi non l’ha ancora ricevuta, non si illuda. Infatti, dopo Deutsche Bank, Banco Popolare e Ubi Banca, anche Intesa Sanpaolo (che è la prima banca italiana per diffusione) si è mossa in questa direzione, per cui è verosimile che altri seguiranno la medesima strada.

La ragione principale sta nella situazione dei tassi di interesse in Europa, che restano ai minimi storici (mentre negli Usa è partito il processo di normalizzazione). Questo significa che gli istituti di credito guadagnano pochi spiccioli sia investendo nei titoli di Stato, sia attraverso quella che è la loro attività principale, vale a dire prestare soldi (dopo averli raccolti).

A questa situazione va poi aggiunto l’annoso problema dei crediti deteriorati accumulati durante la lunga stagione della crisi, che faticano a essere smaltiti e pertanto continuano a inquinare i bilanci bancari.

Cosa fare

Ma quello che più interessa al risparmiatore è come muoversi se si riceve questa missiva. Intanto, se non si è d’accordo con le spiegazioni fornite dalla banca come causa del rincaro, è sempre possibile recarsi allo sportello per un chiarimento oppure inviare una lettera nella quale si contestano le ragioni addotte dall’istituto. Ovviamente le possibilità di essere ascoltati e di vedere la banca tornare sui propri passi sono tanto più elevate, quanto più si ha valore come clienti. Ad esempio, chi ha depositi importanti e magari diversi contratti in atto con l’istituto (dalla carta di credito alla polizza vita), potrà far valere un maggior peso nelle trattative.

Se la risposta non arriva o è insufficiente, è possibile fare reclamo all’arbitro bancario finanziario, sempre che sussistano i requisiti, cioè vengano rilevate delle violazioni normative o regolamentari da parte della banca.

Cambio banca

Per chi non vuole impelagarsi in questi passaggi, c’è sempre la possibilità di recedere dal contratto nei termini indicati dalla lettera per non dover sottostare alle nuove condizioni di costo. Nel frattempo diventa necessario trovare un altro istituto: in questo sforzo può risultare utile uno sguardo ai comparatori online che consentono di confrontare prezzi e condizioni praticati dai vari operatori. Il passaggio da un istituto all’altro è gratuito e deve essere compiuto (a termini di legge) entro 12 giorni lavorativi.

Detto che il rialzo sta diventando un fenomeno generalizzato, quella di cambiare banca può non essere una scelta sufficiente. Ecco che entra in gioco la possibilità di scegliere tra i diversi conti correnti offerti quello più adatto alle proprie necessità. Un esempio per tutti: è inutile optare per un servizio che prevede fino a 10 bonifici al mese senza costi aggiuntivi, se si è dipendenti o pensionati. Meglio optare per un costo iniziale più basso, legando eventuali spese aggiuntive a particolari necessità.