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Pir, la guida dei commercialisti

Autore: Redazione

Qualche giorno fa, con una circolare, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai piani individuali di risparmio a lungo termine, dopo le linee guida sul regime di non imponibilità introdotto dalla legge di Bilancio 2017 pubblicate nel mese di ottobre scorso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Adesso è la volta dei commercialisti. Con il documento di ricerca del 13 marzo 2018, sono stati analizzati quadro normativo e aspetti operativi dei Pir.

Sul sito della Fondazione nazionale commercialisti si legge: “Con il documento, intitolato ‘I piani individuali di risparmio: quadro normativo e aspetti operativi’, si è voluto offrire al lettore un inquadramento sia degli aspetti operativi che di quelli più strettamente connessi alle agevolazioni fiscali accordate dal Legislatore con la legge n. 232 del 2016, prima, e rafforzati con la legge di Bilancio 2018 (per lo meno in termini di strumenti finanziari su cui è possibile investire).

In tal senso si è ritenuto di approfondire i requisiti previsti dalla norma al fine di godere di tali benefici in termini di importo dell’investimento, soggetti emittenti, periodo di detenzione, e così via.

L’elaborato presenta anche esempi pratici di quantificazione dei vantaggi connessi all’accensione di un Pir rispetto ad altri tipi di impiego di risorse, verificando altresì gli aspetti relativi ai costi di gestione e profili più generali di asset allocation”.