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Tari, chi la paga? Per Bankitalia penalizza le famiglie con redditi bassi

Autore: Redazione

Rivedere i parametri per il pagamento della tassa sui rifiuti. È il messaggio lanciato dalla Banca d’Italia che, sulla base di uno studio condotto proprio da “via Nazionale”, afferma che la Tari attualmente sfavorisce le famiglie con redditi più bassi. Non solo, non incentiva un utilizzo più responsabile delle risorse ambientali.

La Tari, quando venne istituita ormai vent’anni fa, avrebbe dovuto trasformarsi in una tariffa calcolata sulla base sulla percentuale dei rifiuti prodotti, salvo poi confermarsi come prelievo tributario inefficiente. Proprio per questo Banca d’Italia suggerisce una modifica dei parametri con cui viene calcolata la tassazione.

La linea da seguire, sempre secondo via Nazionale, non sarebbe più quella di considerare la dimensione dell'abitazione (per di più a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, ma quella di valutare l’effettiva produzione dei rifiuti. Questo metodo, per Bankitalia, porterebbe anche a una gestione più efficiente e responsabile dei rifiuti, una questione di assoluta proprietà per l'Italia.

La tassa, si legge nel report, "agisce di fatto come un'imposta patrimoniale, con effetti redistributivi però peculiari poiché dipende solo dalla dimensione e non dal valore dell'immobile; il prelievo non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti mentre una riconfigurazione in chiave tariffaria porterebbe vantaggi non solo in termini di efficienza dell'assetto di finanza locale e di un utilizzo più consapevole delle risorse ambientali".

In Italia, attualmente, appena 102 Comuni (e quasi tutti con meno di 10mila abitanti), hanno perfezionato i sistemi di calcolo e nella quasi totalità dei casi si trovano nelle regioni del Nord (Trentino-Alto Adige), Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia. In queste aree, in effetti, si sono registrate sostanziali riduzioni nel costo complessivo del servizio dei rifiuti (con dei picchi del 20% di risparmio).

"La Tari - si legge nel report - ha un ruolo rilevante nei bilanci locali. Fornisce un gettito di quasi 10 miliardi (di cui si può stimare che all'incirca il 60% sia prelevato sulle famiglie), corrispondente a quasi un quinto delle entrate comunali; inoltre dal 2016 rappresenta l'unica forma di prelievo sulla proprietà dell'abitazione di residenza e il suo importo può essere incrementato dagli enti (a differenza delle aliquote degli altri tributi locali, che sono bloccate)".

Ma secondo Banca d’Italia la Tari andrebbe rivista anche perché: “La quota smaltita in discarica è molto elevata, anche nel confronto internazionale, il che rende il servizio particolarmente oneroso. Inoltre, i risultati deludenti conseguiti nella gestione dei rifiuti, soprattutto in alcuni grandi centri urbani, hanno pesanti ricadute sulla qualità della vita percepita dai cittadini e sul valore del patrimonio immobiliare".