Quando tutto sembrava essersi incanalato sul binario giusto, il confronto tra sindacati e governo Draghi si è interrotto a causa del conflitto in Ucraina. Allo stato attuale, la riforma delle pensioni 2023 è bloccata, ma quali sono gli scenari da aspettarsi per il superamento della legge Fornero secondo le ultime notizie? Scopriamolo insieme.
Lo scenario, alla luce degli ultimi eventi, è cambiato e sembra aver inciso anche sulle priorità delle parti. L’aumento dell’inflazione ha convinto i sindacati ad avanzare richieste più decise per la riforma delle pensioni 2023 che riguardano il potere d’acquisto dei pensionati.
Al governo, infatti, si chiederebbe di prevedere per la prossima riforma delle pensioni un intervento normativo per introdurre nuovi criteri per l’indicizzazione delle pensioni e per un’estensione della quattordicesima ai pensionati, oltre a una riduzione delle tasse sui redditi da pensione.
Secondo i sindacati, infatti, una pensione da 1500 euro lordi di 10 anni, oggi non garantisce più lo stesso potere d’acquisto, che si sarebbe ridotto di oltre 700 euro l’anno. Inoltre, sugli assegni pensionistici grava una tassazione Irpef sulla quale la riforma delle aliquote è intervenuta soltanto in maniera parziale.
Altro tema caldo, per la riforma delle pensioni 2023, è quello della conferma di opzione donna strutturale e non più con proroga. Un tema, tra l’altro, esplicitato anche dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che nelle scorse settimane aveva dichiarato: “Credo che dovremmo provare a rendere strutturale o pluriennale opzione donna”.
Fermo restando questi due importanti punti, il nodo principale sul tavolo della riforma delle pensioni riguarda il superamento di quota 102 per le pensioni anticipate (uscita dal lavoro con almeno 64 anni d'età e 38 di contribuzione). La posizione dei sindacati converge su uscite a partire da 62 anni, o con 41 anni di versamenti a prescindere dall'età anagrafica, all'interno di uno schema flessibile che preveda ancora il sistema misto (in parte retributivo).
Il governo, invece, preferirebbe fissare un paletto per giungere a un accordo quello del totale aggancio al metodo di calcolo contributivo di eventuali correttivi alla legge Fornero. Non ci sono ancora indicazioni del governo per la soglia minima d'uscita, che alla fine potrebbe essere collocata attorno ai 64 anni.





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