Se a gennaio di quest'anno lo scarto tra salari e inflazione aveva toccato il punto più basso (7 punti percentuali), da febbraio, quando sono scoppiati i conflitti tra Usa, Israele e Iran la forbice si è allargata nuovamente sfiorando i 10 punti come a maggio del 2024. Lo rileva l'osservatorio mensile di luglio di Findomestic, osservando come siano bastati quattro mesi di tensioni e guerra in Iran e Medio Oriente per riportare indietro di due anni il potere d'acquisto degli italiani.
L'osservatorio sottolinea che da gennaio 2021 i salari dei lavoratori dipendenti siano cresciuti complessivamente del 13%, mentre i prezzi sono aumentati del 22,7%: un divario di 9,7 punti. Il calo del potere d'acquisto, che aveva toccato il punto massimo a dicembre 2022 (13,4 punti), è così tornato a rappresentare la terza preoccupazione degli italiani dopo i timori sul cambiamento climatico, balzato al secondo posto in scia all'ondata di caldo, e all'inflazione. Quest'ultima, continua a rappresentare in assoluto la principale preoccupazione per quasi sei famiglie su 10.
Potere d'acquisto invariato solo per tre famiglie su 10
"L'Osservatorio Findomestic evidenzia che soltanto per tre famiglie su dieci il potere d'acquisto è rimasto invariato rispetto al 2021 - commenta Alex Papi, economista di Findomestic - Per il 61% è invece diminuito, in media del 18%, mentre solo per circa una famiglia su 10 è aumentato, mediamente del 16%. Complessivamente, le famiglie percepiscono un calo del potere d'acquisto intorno all'11% negli ultimi cinque anni: gli italiani avvertono correttamente l'aumento dei prezzi che, in pochi mesi, ha eroso due anni di recupero".
"Di mese in mese anche i dati sulla percezione della situazione economica della propria famiglia non mostrano miglioramenti: per quattro famiglie su dieci il quadro resta problematico - aggiunge Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic - Ferma anche la capacità di risparmio: un obiettivo centrato da sei famiglie su dieci, ma ancora un'utopia per le altre quattro".
Le intenzioni d'acquisto degli italiani
Le intenzioni d'acquisto degli italiani nei prossimi tre mesi calano complessivamente del 2,7% a luglio. Nel dettaglio dei settori monitorati dall'Osservatorio Findomestic, i viaggi consolidano il primato con il 59% di intenzionati all'acquisto (+2,4 punti percentuali sul mese precedente). Seguono nei primi 10 posti:
- piccoli elettrodomestici, al 36% (+0,7),
- le attrezzature per il fai da te, al 33% (-0,5).
- La telefonia si attesta al 27% (-0,5)
- le attrezzature sportive al 26% (-1,1)
- mobili al 24% (-0,1).
- grandi elettrodomestici salgono al 23% (+1,3),
- PC sono al 22% (+0,1),
- TV al 21% (-0,2)
- tablet al 15% (-1,1).
- l'auto nuova raggiunge il 14% (+0,6)
A seguire l'auto usata il 12% (+1,1), le e-bike al 9% (-0,9) i motoveicoli al 7% (-1), i monopattini elettrici o affini al 5% (-1,3). Le fotocamere salgono al 13% (+2). Il quadro più debole riguarda la casa: le intenzioni di ristrutturazione scendono al 13% (-3,8) e gli infissi all'11% (-4,5), la flessione più marcata del mese. In controtendenza le soluzioni per l'efficienza energetica: fotovoltaico e solare termico sono al 10% (+1,9), così come le caldaie a condensazione o biomassa (+2,5); le pompe di calore raggiungono il 9% (+0,9), mentre l'isolamento si attesta al 9% (-0,3).








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