Spesa al supermercato, dove si risparmia davvero in Italia

Veneto e Trentino-Alto Adige i più convenienti, Valle d’Aosta e Lazio i più cari. Dall’indagine Altroconsumo risparmi fino al 40%.
Spesa al supermercato: dove si risparmia davvero in Italia
Photo by Christian Naccarato on Pexels

Il carrello non pesa ovunque allo stesso modo: tra regioni e insegne la differenza arriva a centinaia di euro l'anno. Una nuova analisi di Altroconsumo, frutto di un monitoraggio capillare dei prezzi in tutta Italia, mette nero su bianco dove la spesa si paga meno e dove, invece, incide di più sul bilancio familiare. I risultati sorprendono: le aree considerate più care non sono sempre quelle che si immaginano, mentre in alcune regioni del Nord la spesa media resta sotto la soglia dei 7.000 euro annui. Ma il dato davvero di impatto è un altro: con scelte mirate tra insegne e prodotti si può tagliare il conto fino al 40%. 

La fotografia di Altroconsumo: metodo e numeri

L'indagine è stata condotta in 67 città italiane, con oltre 1,5 milioni di prezzi rilevati e 1.158 punti vendita analizzati tra supermercati, ipermercati e discount. Il confronto ha considerato diverse tipologie di prodotto, dalle marche leader al marchio del distributore, per ottenere un quadro realistico della spesa effettiva. Il risultato evidenzia differenze ampie non solo tra regioni, ma anche tra insegne e perfino tra punti vendita della stessa catena nella stessa città. 

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Altroconsumo segnala che la concorrenza locale fa la differenza. A Milano, per esempio, il divario tra il punto vendita più economico e quello più caro può valere fino a 1.390 euro l'anno. 

La mappa regionale della spesa: chi paga di più, chi di meno

Le regioni con il carrello più leggero sono Veneto e Trentino-Alto Adige, entrambe sotto o attorno ai 7.000 euro annui per famiglia. All'estremo opposto, Valle d'Aosta e Lazio guidano la classifica delle aree più care. Tra la regione più economica e quella più costosa la differenza sfiora i 925 euro in dodici mesi, una cifra che impatta sul budget domestico quasi quanto una bolletta annuale. Di seguito i valori medi annui stimati per famiglia nelle regioni analizzate. La media nazionale si colloca a 7.390 euro:

  • Valle d'Aosta: 7.900 euro
  • Lazio: 7.849 euro
  • Molise: 7.673 euro
  • Abruzzo e Liguria: 7.609 euro
  • Piemonte: 7.516 euro
  • Marche: 7.480 euro
  • Emilia-Romagna: 7.469 euro
  • Umbria: 7.416 euro
  • Campania: 7.392 euro
  • Calabria e Puglia: 7.343 euro
  • Sardegna: 7.335 euro
  • Friuli-Venezia Giulia: 7.325 euro
  • Lombardia: 7.219 euro
  • Sicilia: 7.195 euro
  • Toscana: 7.124 euro
  • Basilicata: 7.018 euro
  • Trentino-Alto Adige: 7.010 euro
  • Veneto: 6.975 euro

Il peso sul reddito: perché lo stesso carrello incide in modo diverso

La spesa non grava allo stesso modo su tutti i bilanci. A parità di carrello, l'incidenza sul reddito familiare cambia sensibilmente da regione a regione. In Calabria e Campania i prodotti alimentari e per la casa considerati dallo studio assorbono circa il 19% del reddito familiare. In Sicilia, Molise e Puglia l'incidenza si attesta attorno al 18%, mentre in Basilicata raggiunge il 17%.

All'opposto, in Trentino-Alto Adige - dove la spesa media è tra le più basse - il carrello pesa circa il 10% del budget familiare. In Lombardia l'incidenza è intorno all'11%, mentre in Veneto ed Emilia-Romagna si aggira sul 12%. Questo significa che non basta guardare al prezzo medio regionale: bisogna considerare anche le retribuzioni medie.

Quanto si può risparmiare scegliendo bene insegna e prodotti

La leva più potente resta la scelta del negozio e del paniere. Altroconsumo stima un risparmio massimo potenziale fino a 3.790 euro l'anno per famiglia, pari a circa il 40% della spesa. Il vantaggio riguarda soprattutto chi alterna prodotti di marca e marchio del distributore e confronta più insegne nella stessa area. Nelle grandi città, come emerso a Milano, la differenza tra il supermercato più competitivo e quello più caro può valere oltre mille euro in dodici mesi.

Come orientarsi tra offerte e insegne (in pratica)

L'obiettivo è massimizzare la convenienza senza sacrificare qualità e abitudini alimentari consolidate:

  • Confrontare regolarmente 2-3 insegne di zona, verificando i prezzi delle categorie più acquistate.
  • Integrare prodotti a marchio del distributore quando la differenza di prezzo rispetto alle marche leader è rilevante.
  • Usare le promozioni con criterio, pianificando la spesa sui prodotti effettivamente consumati e verificando il prezzo al chilo/litro.
  • Valutare una spesa "mista": prodotti confezionati e detergenza al discount, freschi in negozi con migliori reparti o offerte dedicate.
  • Monitorare l'incidenza della spesa sul reddito familiare per capire quando e dove intervenire con maggior decisione.

Articolo visto su (quifinanza.it) Dove costa meno fare la spesa, le regioni più convenienti

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