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Fiaip: “Per il settore immobiliare serve un’azione decisa sul fronte della riduzione delle tasse”

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Autore: Redazione

La tassa unica sulla casa fa discutere. Commentando il Documento di Economia e Finanza (Def), nel quale è stato preannunciato il varo della local tax, il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi, ha detto: “Avremmo bisogno di una manovra di segno espansivo, che parta dall’immobiliare per rilanciare l’economia. Per il settore immobiliare, come per tutta l’economia, serve quanto prima un’azione decisa sul fronte della riduzione delle tasse”

Righi ha quindi spiegato: “Nel documento appena presentato dall’esecutivo manca purtroppo l’indicazione di un obiettivo chiaro per la ripresa economica. Aumentare il potenziale di crescita del sistema Paese partendo dall’immobiliare, che rappresenta il 20 % del Pil,  è indispensabile, visto che il trend di crescita tornerà a fatica ai livelli di pre-crisi. Ma al momento non si parla di riduzione della pressione fiscale, anzi si  sostiene che su questo fronte è stato già fatto molto e bisognerà quindi attendere la legge di Stabilità del 2016. La stessa semplificazione sulla tassazione immobiliare:  un’unica imposta sulla casa e la preannunciata riduzione della pressione fiscale sugli immobili vengono quindi rimandate a tempi migliori”

Il presidente nazionale Fiaip ha poi aggiunto: “Pur apprezzando i contenuti delle recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio e di altri esponenti della maggioranza sulla necessità di evitare l'attivazione delle clausole di salvaguardia, la Fiaip ricorda che una tassazione unica non può ridursi al mero accorpamento di Imu e Tasi”

Sottolineando: “Dopo il pasticcio del 2012 sarebbe auspicabile l’introduzione di un tributo unico che, semplificando il caos fiscale sulle imposte immobiliari, diminuisca sensibilmente la pressione fiscale sulla casa"

Righi ha così concluso: "Ci auguriamo che il governo non stia per confezionare l’ennesimo aumento di imposte a carico dei cittadini e delle imprese con una ‘super tassa comunale’ che si potrebbe configurare come l’ennesima aggressione fiscale sugli immobili. Sarebbe inaccettabile alzare ancora le imposte sulla casa, dopo che negli ultimi anni i governi Monti, Letta e ora Renzi hanno già triplicato gli stessi prelievi. Gli italiani, le famiglie e i cittadini non vogliono più veder la casa trattata come un Bancomat per far cassa per lo Stato e gli Enti locali”