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Imu e Tasi, come funziona il ravvedimento operoso per l’omesso o insufficiente versamento

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Autore: Redazione

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Entro il 16 giugno 2015 è necessario pagare la prima rata di Imu e Tasi. Ma cosa succede in caso di omesso o insufficiente versamento in acconto delle due imposte per il 2015? In tal caso è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, ossia a uno sconto rispetto alle sanzioni ordinarie del 30%, al massimo entro il 16 giugno 2016, ossia “entro un anno dall’omissione” del pagamento e non entro il 30 giugno 2016, ovvero non entro il “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione”.

Il 16 giugno 2015 scade invece il ravvedimento (con sanzione del 3,75%) degli omessi o insufficienti pagamenti della rata per il 2014 dell’Imu e dell’eventuale Tasi, che dovevano essere effettuati entro il 16 giugno 2014. Si tratta di chiarimenti contenuti nella nota Ifel del 19 gennaio 2015, che ha modificato la precedente interpretazione della circolare 1/Df del 29 aprile 2013, paragrafo 2.

Il ravvedimento operoso

Le nuove nuove tipologie di ravvedimento operoso introdotte dalla legge di Stabilità 2015 dal primo gennaio di quest’anno e indicate nelle lettere b-bis) e b-ter), del comma 1 dell’articolo 13 del Dlgs 472/1997, si applicano solo ai “tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate”, quindi, non ai tributi comunali, come l’Imu e la Tasi. Anche il ravvedimento della nuova lettera b-quater) “risulta pressoché inapplicabile ai tributi comunali” (nota Ifel del 19 gennaio 2015).

Per sanare la posizione con il ravvedimento operoso, oltre all’Imu e alla Tasi dovute e alla sanzione ridotta, vanno pagati anche gli interessi dello 0,5% annuo, “da calcolare sull’imposta, rapportati agli effettivi giorni di ritardo”. La violazione non deve essere già stata constatata e comunque non devono essere iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati, hanno avuto formale conoscenza.

Le sanzioni

La sanzione ordinaria per l’omesso o insufficiente versamento dell’Imu e della Tasi è del 30% dell’importo non versato. Con il ravvedimento operoso la sanzione è ridotta: allo 0,2% per giorno di ritardo, per i primi 14 giorni di ritardo; al 3% dal quindicesimo al trentesimo giorno di ritardo; al 3,33% se il pagamento avviene entro 90 giorni successivi all’omissione; al 3,75% dal trentunesimo giorno, fino a “un anno dall’omissione”, cioè entro il 16 giugno 2016, per la scadenza del 16 giugno 2015.

In caso di omessa presentazione della dichiarazione Imu e Tasi, si applica la sanzione dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, mentre per l’infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50% al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Le sanzioni sono ridotte a un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamentodel tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.

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