Dal 2 marzo 2020 ad oggi, molte cose sono cambiate a livello di tributi e per i cittadini è fondamentale cercare di informarsi sui vari codici tributo, così da non commettere errori quando si presentano gli F24. Il codice tributo 1550, nello specifico, si riferisce al pagamento dell’imposta di registro del verbale assembleare con cui è disposta la distribuzione degli utili per i contratti di comodato immobiliare e per i contratti preliminari di compravendita immobiliare. Si tratta di atti importanti che utilizzano questo codice all’interno del modello F24.
Codice tributo 1550: cos'è
Prima di approfondire altri temi, è giusto comprendere cosa si intenda per codici tributo. Si tratta degli identificatori numerici codificati, resi pubblici e aggiornati dall’Agenzia delle Entrate e composti solitamente da quattro cifre. Il loro compito è quello di semplificare il corretto versamento di:
- tasse;
- imposte erariali;
- imposte regionali e comunali;
- contributi previdenziali;
- pagamenti dovuti all’Inail.
Attraverso l’utilizzo dei suddetti codici nel modello F24, i contribuenti comunicano all’Agenzia delle Entrate l’imposta, la tassa o il contributo pagato.
Per quanto concerne il codice tributo 1550, è stato istituito dall’Agenzia delle Entrate nel 2020, con la risoluzione n. 9/E. Dal 2 marzo 2020, è stato esteso l’utilizzo del modello F24 anche al pagamento delle somme previste per la registrazione degli atti privati. Di suddetti fanno parte i preliminari di compravendita e i contratti di comodato, che sono pagabili tramite l’F24.
Quando si utilizza il codice tributo 1550?
Il codice tributo 1550 identifica i tributi dovuti per la registrazione di atti privati. Altrettanto importante ricordarsi che il modello F24 serve per il versamento dell’imposta di registro dovuta ai fini della registrazione. Serve altresì ricordare che gli atti che prevedono il pagamento dell’imposta di registro sono di tre tipi:
- comodato d’uso immobiliare;
- preliminare di compravendita;
- registrazione del verbale di assemblea che approva la distribuzione degli utili nelle società di capitali.
Per quanto concerne i primi due punti, c’è una postilla molto importante. I contratti di comodato gratuito stipulati verbalmente e relativi a immobili, possono essere registrati all’Agenzia delle Entrate. Invece, il comodato d’uso gratuito redatto in forma scritta, deve essere sempre registrato entro 20 giorni dalla data dell’atto. Discorso diverso per i contratti di locazione dove i giorni per la registrazione sono 30.
Per non commettere errori nella compilazione del modello è consigliato affidarsi ad un esperto del settore oppure consultare un esempio di compilazione F24 con codice tributo 1550. In questo modo, si avrà un quadro d’insieme più chiaro su dove inserire il codice e gli importi a debito versati.
Avere a disposizione il modello F24 dove poter inserire il codice tributo 1550 in formato pdf, è l’ideale per non avere problemi nella compilazione. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, vi è un formato “semplificato” di modello F24 scaricabile in maniera agevole da tutti.
Codice tributo 1550: l'importo dell’imposta di registro
Per registrare gli atti privati di cui si è parlato, è fondamentale versare l’imposta di registro e l’imposta di bollo. L’importo da versare per l’imposta di registro di un contratto di comodato d’uso gratuito è pari a 200 euro. Inoltre, come già accennato in precedenza, è previsto il pagamento dell’imposta di bollo di 16,00 euro ogni 4 facciate scritte o ogni 100 righe. Le suddette imposte vanno versate anche per le eventuali copie del contratto.
Di conseguenza, nel modello F24, bisogna inserire i seguenti codici:
- codice tributo 1550: imposta di registro, l’anno di stipula del contratto il cui importo è pari a € 200,00;
- codice tributo 1552: imposta di bollo, l’anno di stipula del contratto il cui l’importo è pari a € 16,00 per ogni 4 facciate scritte e ogni 100 righe.
Nel caso in cui si decidesse di non effettuare il pagamento dell’imposta di bollo tramite modello F24, è possibile acquistare le marche da bollo presso i tabacchi. È fondamentale però sottolineare la presenza del codice tributo 1550 e del 1552 nel modello F24. Senza di essi, non si sarebbe in regola nella presentazione della stessa con l'Agenzia delle Entrate. Pertanto, è sempre consigliabile affidarsi ad uno del settore o seguire un esempio di compilazione F24 del codice tributo 1550 in modo tale da non commettere errori.
Il ravvedimento operoso
Come si è già accennato i contratti di comodato vengono registrati all’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni. Può capitare però che i suddetti contratti vengano registrati anche oltre tale termine attraverso un provvedimento che si chiama “Ravvedimento”. In casi del genere, bisogna pagare la sanzione e gli interessi legali maturati.
Quando si registra un caso del genere, il contribuente va subito ad attuare un “Ravvedimento” e la sanzione per omesso versamento è pari a 200 euro. Nel caso di ravvedimento, il contribuente invece va a pagare una sanzioneper l’imposta di registro che varia in base a quando viene effettuata tale operazione:
- 20 euro: entro 30 giorni;
- 24 euro: dai 31 ai 90 giorni;
- 30 euro: entro 1 anno;
- 34,28 euro: entro 2 anni;
- 40 euro: oltre 2 anni.
Diverso è invece il calcolo che viene effettuato per la sanzione relativa all’imposta di bollo:
- entro 30 giorni 1/10 del bollo;
- dai 31 ai 90 giorni il 11,11% del bollo;
- entro 1 anno il 12,5% del bollo;
- entro 2 anni il 14,28% del bollo;
- oltre 2 anni il 16,66% del bollo.
C’è da tenere conto che Il calcolo degli interessi legali inizia a partire dal ventunesimo giorno successivo alla data dell’inizio del contratto, fino alla data di registrazione dell’atto. Pertanto, gli interessi vengono applicati all’imposta di registro.
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