Le partite IVA soggette agli ISA si trovano di fronte a una scelta che può incidere in modo significativo sulla propria pianificazione fiscale per i prossimi due anni. Il Concordato Preventivo Biennale torna per il ciclo 2026-2027 con un impianto normativo rinnovato, una scadenza di adesione spostata al 2 novembre e una serie di correttivi che cercano di rispondere alle critiche mosse alle edizioni precedenti. Tra le novità si segnalano anche nuove regole ISA, ravvedimento speciale e vantaggi fiscali.
Cos'è il Concordato Preventivo Biennale (CPB)
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è lo strumento fiscale introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024 che permette ai titolari di partita IVA soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) di concordare preventivamente con l'Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per un biennio. In altre parole: si paga su quanto si è pattuito in anticipo, indipendentemente da quanto si guadagnerà davvero.
Per il ciclo 2026-2027, il meccanismo si rinnova con importanti novità che lo rendono più accessibile e conveniente rispetto al passato.
Scadenza 2026: quando bisogna aderire
La scadenza ordinaria per aderire era fissata al 30 settembre 2026, in coincidenza con la presentazione del Modello Redditi. Il DL n. 38/2026 (convertito in legge) ha poi prorogato il termine al 31 ottobre 2026. Poiché quel giorno cade di sabato e il 1° novembre è festivo, la scadenza operativa è lunedì 2 novembre 2026. Chi vuole aderire deve prima trasmettere i dati ISA aggiornati.
Chi può aderire al CPB 2026-2027
Possono accedere al concordato:
- Contribuenti IRPEF e IRES ai quali si applicano gli ISA (artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori dei servizi, agricoltori)
- Soggetti con posizione fiscale regolare (nessuna causa ostativa)
Va ricordato che forfettari sono esclusi a partire dal biennio 2025-2026, confermando la loro esclusione anche per il 2026-2027.
Le principali novità del biennio 2026-2027
Le novità sul Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026-2027 sono state introdotte dal decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026) e dal D.L. 38/2026 e riguardano diversi aspetti.
Nuove soglie per punteggi ISA bassi
Una delle critiche più frequenti al CPB era che penalizzava chi aveva un punteggio ISA basso, proponendo incrementi di reddito troppo elevati. Il 2026-2027 introduce due nuove fasce percentuali che graduano la proposta dell'Agenzia in modo più equo, rendendo il concordato conveniente anche per le partite IVA meno "affidabili" sul piano fiscale.
Iper ammortamento incluso nelle variazioni ammesse
Il D.L. 27 marzo 2026, n. 38 ha risolto un annoso problema normativo: da marzo 2026 l'iper ammortamento sui beni 4.0 è inserito tra le variazioni in diminuzione ammesse a rettifica del reddito concordato. Prima di questa modifica, le imprese che aderivano al CPB rischiavano di perdere questo beneficio.
Ravvedimento speciale
Per chi aderisce, torna la possibilità di un ravvedimento speciale per gli anni 2020-2024: versando un'imposta sostitutiva flat (basata sul punteggio ISA) si possono regolarizzare le posizioni pregresse sulle imposte sui redditi, addizionali e IRAP. L'aliquota è premiante per chi ha un punteggio ISA elevato.
Esonero dal visto di conformità
Chi aderisce al CPB 2026-2027 ottiene l'esonero dal visto di conformità:
- Fino a 70.000 euro per la compensazione di crediti da imposte dirette e IRAP
- Fino a 100.000 euro per i crediti IVA
Vantaggi del concordato preventivo biennale
Aderire al concoradato preventivo biennale potrebbe garantire diversi vantaggi, i principali riguardano:
- Certezza fiscale: si conosce in anticipo quanto si pagherà, eliminando l'incertezza tipica delle verifiche fiscali.
- Risparmio se si guadagna di più: se il reddito effettivo supera quello concordato, si pagano le tasse solo sul reddito concordato (più basso).
- Meno controlli: l'adesione riduce significativamente la probabilità di accertamenti fiscali per il biennio.
- Benefici premiali: esonero dal visto di conformità e accesso agevolato alla sanatoria.
Rischi e svantaggi da valutare
Per scegliere se aderire o meno al concordato preventivo biennale 2026-2027 è importante valutare attentamente la propria posizione e valutare nel dettaglio diversi fattori:
- Se si guadagna meno: il reddito concordato rimane fisso. Il CPB cessa solo se il reddito effettivo si riduce di oltre il 30% per cause eccezionali individuate con decreto MEF.
- L'IVA non è inclusa: il concordato copre solo imposte dirette e IRAP. L'IVA continua a essere calcolata sulle operazioni effettive.
- Vincolo biennale: l'accordo dura due anni; uscirne anticipatamente è possibile solo al verificarsi di eventi straordinari specifici.
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