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Scenari Immobiliari, l'outlook e le previsioni per il 2021

Le anticipazioni del presidente Mario Breglia in vista del Forum di Santa Margherita Ligure

Scenari Immobiliari
Scenari Immobiliari
Autore: floriana liuni

Il prossimo 11 e 12 settembre prenderà il via la 28° edizione del Forum di Santa Margherita Ligure promosso da Scenari Immobiliari. Il titolo dell’Outlook presentato sarà “La quiete dopo la tempesta”: ma è davvero terminata la tempesta? Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, commenta con idealista/news alcune delle rilevazioni fatte dal centro di ricerca.

Mario Breglia, presidente Scenari Immobiliari / Scenari Immobiliari
Mario Breglia, presidente Scenari Immobiliari / Scenari Immobiliari

L'outlook 2020 di Scenari Immobiliari 

Dopo un incremento delle compravendite residenziali di quasi un quarto negli ultimi cinque anni, si legge nell’Outlook, il trend si è fermato in tutti i Paesi europei. Per l’anno prossimo si attende un incremento intorno al dieci per cento. Dopo un calo del 23,6 per cento in Italia, il numero di scambi dovrebbe tornare solo il mezzo milione per migliorare negli anni successivi.

Il fatturato del mercato immobiliare italiano nel 2020 non raggiungerà i 110 miliardi di euro, con un calo del 15,2 per cento sul 2019. Meglio delle attese di primavera. Mentre il comparto residenziale perde il dieci per cento, l’alberghiero si contrae del settanta per cento e il terziario di quasi il trenta per cento. Cali importanti anche nel settore commerciale, dove il calo di scambi si accompagna ad una netta discesa delle quotazioni. La crisi del settore commerciale è prevista continuare anche per il prossimo anno. Mentre per gli alberghi si attende un vero boom (ovviamente nei limiti di un mercato dalle dimensioni modeste). L’anno prossimo il fatturato globale dovrebbe tornare vicino alla soglia dei centoventi miliardi di euro.

“Il mercato ha iniziato a riprendersi già appena finito il lockdown, - è  il commento di Mario Breglia. - Il secondo semestre sta andando meglio di quanto si prevedesse a marzo. “La quiete dopo la tempesta”significa che non stiamo tornando subito ad alti livelli, ma i mercati si stanno assestando e nell’ultima fase dell’anno torneranno almeno al punto dello scorso anno, scontando le perdite accumulate nella prima parte del 2020. Nessun mercato sarà in boom, vediamo una ripresa parziale intorno al 7-8%, ma almeno si tornerà in linea. Peccato, perché il 2020 era impostato come un buon anno, anche se non così come il 2019, che è stato un anno record. Quanto accaduto ha riportato indietro gli orologi”.

Quali dunque le previsioni per il 2021 da parte di Scenari Immobiliari?

“Il 2021 sarà un anno positivo per tutti, - risponde Breglia. - Il rimbalzo non sarà tuttavia a V, si tornerà forse al 70-80% dei livelli di mercato precedenti. Da questa crisi usciremo, ma non saremo uguali a prima. Se pure infatti i numeri torneranno simili al passato, la composizione del mercato subirà grandi trasformazioni: non si potrà fare finta che nulla sia successo”.

Quali saranno i nuovi trend post-pandemia?

“I cambiamenti e gli effetti saranno, alcuni, immediati e altri a lungo termine. Tra gli effetti immediati vediamo quelli su turismo e ricettività, soprattutto alberghiera, che quest’anno si è praticamente fermata e che non riprenderà prima del 2021, a causa soprattutto delle limitazioni di movimento dall’estero. Il trend del mercato dipende da quello che accade nel resto del mondo: quest’anno sono mancati i turisti americani e asiatici e questo ha pesato, ma anche in futuro se non saremo tutti sani il turismo non potrà riprendere come prima”.

Come si comporteranno i vari settori immobiliari?

“Il settore residenziale sta riprendendo lentamente in tutti i Paesi, poiché uno degli effetti della pandemia è che la gente si muove meno: lavora meno in ufficio, si sposa meno, si sposta meno per studio. Meno movimento demografico significa rallentamento del fabbisogno abitativo, sia in acquisto che in affitto. Inoltre è cambiata anche qualitativamente la domanda residenziale: già dopo una settimana dalla chiusura evidenziavamo un aumento di interesse per case nuove, più grandi, con spazi esterni e giardini o almeno terrazzi. E inoltre per case cablate, data l’esigenza di smart working o didattica a distanza. Una corrente di attenzione è quella del recupero delle seconde case, soprattutto da parte di persone di una certa età o di chi desidera spostarsi per lavorare in centri più piccoli”.

Come cambieranno gli uffici dopo il coronavirus?

“Oggi molte società sono ancora chiuse, ma da fine anno sicuramente molte società, soprattutto quelle di una certa dimensione, inizieranno a pensare di applicare lo smart working almeno periodicamente. Andranno ripensati gli spazi, gli ingressi e occorrerà attrezzarsi per il rispetto delle norme. Il 2021 sarà l’anno di ragionamento sugli uffici e di revisione delle priorità anche per quanto riguarda il settore commerciale. La chiusura dei grandi centri commerciali e lo sviluppo dell’ecommerce, che erano tendenze in atto ormai da anni, hanno visto una accelerata a causa della pandemia, con una rivalutazione del negozio di quartiere e dei servizi di consegna a casa”.