Mercato immobiliare, nei primi nove mesi del 2026, investimenti in crescita del 30 per cento sul 2025

Terzo anno consecutivo di crescita per i volumi, con la Logistica che accelera (+92%) e il Retail in testa per peso sul totale. Gli investitori internazionali pesano per il 68%
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Il mercato immobiliare istituzionale italiano non rallenta. Da gennaio a settembre gli investimenti hanno toccato i 9,83 miliardi di euro, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo rivelano i dati elaborati dall’ufficio studi di BNP Paribas Real Estate, che certificano il terzo anno di fila con volumi in aumento. Il quadro regge anche allargando lo sguardo. Calcolando i dodici mesi mobili, la crescita è del 28% annuo, e il totale dei primi tre trimestri supera del 30% la media degli stessi periodi dell’ultimo quinquennio e del 44% quella dell’ultimo decennio.

I settori sotto i riflettori

A guardare dove vanno i capitali, il retail è il settore più pesante, con il 33% degli investimenti complessivi. Dietro si piazzano la logistica con il 20%, gli alternatives con il 17% e l’hospitality con il 15%. Ma la corsa più veloce è quella della logistica, che mette a segno un +92% su base annua e trascina i numeri del terzo trimestre. Bene anche il retail, in crescita del 47%, che porta in dote la più grande operazione del periodo: un portafoglio di tre centri commerciali sparsi in tutta Italia.

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Tra le operazioni di spicco del trimestre figurano anche due acquisizioni nell’Hospitality. Una di queste riguarda la trasformazione di un immobile in origine residenziale, e proprio per questo è stata contabilizzata negli alternatives, che segnano un +82% e nel trimestre includono anche un Data Center e alcuni asset legati alla sanità.

Transazioni sopra i 100 milioni di euro

Sui volumi pesano inoltre le operazioni di grandi dimensioni. Nei nove mesi le transazioni sopra i 100 milioni di euro sono aumentate del 16% nel numero e del 39% nel valore complessivo. Le operazioni core valgono il 37% di quanto investito nel trimestre, pur registrando un calo annuo del 21%.

Resta massiccia la presenza di chi investe dall’estero. Nel terzo trimestre il 68% dei volumi, tra le operazioni di cui si conosce la provenienza dei capitali, è riconducibile a investitori internazionali, mentre il 32% è domestico. Il contributo maggiore arriva dall’Europa fuori dall’Eurozona, in particolare dal Regno Unito, con il 21% dei volumi del trimestre, seguita dal Nord America con il 20%.

Qualche segnale di raffreddamento arriva invece dai rendimenti prime. A fine settembre quelli del Retail High Street, al 4,00%, e degli uffici di Milano, al 4,10%, risultano in decompressione sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto a un anno fa, con movimenti analoghi in alcuni submarket secondari. Per la logistica il rendimento si contrae leggermente e si ferma al 5,30%, mentre per i centri commerciali resta fermo al 7,25%.

A tirare le somme è Mark Roberts, Head of Capital Markets di BNP Paribas Real Estate:

"Nonostante un quadro europeo eterogeneo, con un andamento non omogeneo nei diversi paesi, i primi nove mesi dell’anno confermano un mercato italiano in crescita, con un’attività sostenuta su diverse asset class e dinamiche particolarmente positive nella Logistica e nel Retail. Resta inoltre forte la presenza degli investitori internazionali, con un contributo rilevante dei capitali provenienti da fuori dell’Eurozona".

 
 
 

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