Conviene spegnere la caldaia di notte o non fa risparmiare?

Termostato più basso o caldaia spenta durante la notte? Come regolarsi per tagliare in sicurezza gli sprechi, anche in vacanza.
Regolazione di una caldaia
Magnific
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Con l’arrivo dei primi freddi torna puntuale un dilemma domestico che divide famiglie e coinquilini: alcuni infatti spengono la caldaia prima di andare a dormire, nel tentativo di alleggerire la bolletta, mentre altri temono che un impianto fermo per ore debba poi faticare il doppio. Per capire se conviene spegnere la caldaia di notte o no, bisogna considerare più elementi: consumi effettivi, isolamento della casa, clima della zona e sistemi di protezione dei modelli moderni.

Quanto consuma una caldaia accesa tutto il giorno

Una caldaia in funzione non consuma gas a ritmo costante: un apparecchio da 24 kW, quando spinge al massimo, arriva a circa 2,5 m3 l’ora. Si tratta però di un picco breve: raggiunta la temperatura richiesta, la fiamma si riduce o si ferma, per ripartire solo quando serve; il consumo effettivo della caldaia resta quindi ben più basso.

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Dove la coibentazione della casa è buona, il calore si disperde lentamente e il bruciatore resta a riposo più a lungo; in una casa poco isolata, invece, le ripartenze diventano frequenti.

In questo processo ha un peso anche la tipologia di caldaia installata: i vecchi modelli con fiammella pilota bruciano un po’ di gas perfino quando i termosifoni sono freddi, mentre le caldaie a condensazione recuperano parte del calore dei fumi di scarico.

Cucina moderna con caldaia
Pexels

È consigliabile spegnere la caldaia di notte?

Nella maggior parte delle situazioni, gli esperti suggeriscono di ridurre la temperatura della caldaia anziché azzerarla: se l’impianto resta fermo fino al mattino, infatti, al risveglio aria e muri saranno molto freddi, e la caldaia dovrà restare accesa a lungo per recuperare i gradi persi, con un dispendio di gas superiore a quello di un mantenimento moderato.

La scelta più equilibrata è abbassare il termostato di 1,5-2 °C rispetto al valore diurno, portando la temperatura a 17-18 °C: le pareti conservano così parte del calore accumulato e il bruciatore resta inattivo per gran parte della notte, riattivandosi solo quando le stanze diventano troppo fresche.

Secondo alcuni operatori del settore, questa riduzione può tagliare la spesa fino al 10%; un ambiente fresco ma non gelido favorisce inoltre un riposo più sano. Con le pompe di calore è meglio limitare il calo a 1 °C, così da evitare accensioni troppo ravvicinate.

È meglio tenere la caldaia sempre accesa o no: cosa conviene

Una caldaia accesa non ha la fiamma attiva giorno e notte: è il termostato a farla partire quando la temperatura cala, e a fermarla quando le stanze tornano calde. Per questo, in una casa vissuta per buona parte della giornata conviene lasciare la caldaia attiva, e programmare temperature più basse per la notte e per quando l’abitazione resta vuota. Anche per le brevi assenze, spegnere l’impianto e poi costringerlo a recuperare non fa risparmiare davvero.

Piccola caldaia in cucina
Pexels

Spegnere la caldaia d’estate o quando si va in vacanza?

Il discorso cambia quando la casa resta disabitata a lungo. In questo caso la scelta tra spegnere o tenere accesa la caldaia dipende soprattutto dalla durata dell’assenza e dalla stagione, secondo alcuni criteri di massima:

  • pochi giorni: è sufficiente abbassare la temperatura;
  • oltre una settimana: lo spegnimento permette di contenere i costi;
  • vacanze estive: spegnere la caldaia è in genere la scelta più sensata;
  • partenze in pieno inverno: meglio mantenere un minimo di calore per non far ghiacciare i tubi dell'acqua in casa, un rischio più basso se si abita in condominio.

È disponibile in molte caldaie recenti una modalità “vacanza” o “eco”: questa modalità limita i consumi mantenendo una temperatura minima, e consente di programmare la riaccensione prima del rientro; in alternativa si può disattivare il riscaldamento lasciando operativa la protezione antigelo.

Donna parte per le vacanze
Magnific

La caldaia spenta è pericolosa? Quando può dare problemi

Lo spegnimento della caldaia in sé non crea pericoli, ma ha un possibile effetto collaterale: togliendo l’alimentazione elettrica, la funzione antigelo della caldaia non può intervenire e, con temperature rigide, l’acqua dell’impianto rischia di congelare; per questo è preferibile tenere l’apparecchio sempre collegato alla corrente.

Allo stesso modo, non è un funzionamento prolungato ad aumentare il rischio di esplosione di una caldaia. I fattori di rischio, segnalati anche dai Vigili del Fuoco, sono altri:

  • fughe di gas da tubi o raccordi, spesso riconoscibili dall’odore;
  • smaltimento scorretto dei fumi da parte di canne fumarie e aperture di ventilazione;
  • manutenzione trascurata;
  • componenti usurati della caldaia;
  • installazione scorretta di impianti o bombole GPL.

Le caldaie di nuova generazione dispongono poi di tre dispositivi di protezione: la valvola di sicurezza contro la sovrapressione, il termostato di sicurezza contro il surriscaldamento dell’acqua e il pressostato per il controllo della pressione.

Una ripartenza improvvisa della caldaia nel cuore della notte dipende di solito dall’antigelo o dalla programmazione del cronotermostato; se però le accensioni si ripetono senza motivo, si prolungano o avvengono in orari insoliti, è opportuno chiamare un tecnico.

Un impianto di riscaldamento
Unsplash

Come impostare la caldaia per consumare meno

Il risparmio passa da temperature stabili e da un impianto in buona salute. Questi gli accorgimenti più utili per consumare meno con la caldaia:

  • termostato: impostare una temperatura di circa 19-20 °C di giorno, con 1,5-2 gradi in meno la notte;
  • cronotermostato: programmare il calo notturno automatico, per esempio dalle 23 alle 6:30, e il rialzo della temperatura poco prima del risveglio o rientro in casa;
  • temperatura dell'acqua: impostare un intervallo tra 60 e 70 °C per i radiatori classici, 40-50 °C per il riscaldamento a pavimento. Per l'acqua sanitaria bastano 45-55 °C;
  • valvole termostatiche: usarle aiuta a tenere più fresche le stanze poco usate, concentrando il calore in quelle più frequentate;
  • radiatori liberi e sfiatati: tende, mobili e copricaloriferi trattengono il calore;
  • dispersioni termiche: tenere le persiane chiuse la sera, usare paraspifferi e doppi vetri, e mantenere una buona coibentazione;
  • controlli periodici: un apparecchio ben mantenuto spreca meno gas e si guasta più raramente.

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