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Incompatibilità tra agente immobiliare e mediatore creditizio, si riapre la questione

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Autore: Redazione

Si torna a discutere su incompatibilità tra attività di agente immobiliare e mediatore creditizio. La commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato ha infatti approvato un emendamento al testo del disegno di legge Europea 2019-2020 che sancisce l'incompatibilità tra le due professioni.

È stato il senatore del Movimento 5Stelle Lorefice a presentare l'emendamento, appoggiato dal Pd a cui si sono opposti la Lega e Forza Italia. Adesso serve l'approvazione del parlamento per una norma che sancisce l'incompatibilità tra la professione di agente immobiliare e quella di mediatore creditizio.

Favorevole all'approvazione dell'emendamento la Consulta dei mediatori creditizi Fimaa - Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, seconda la quale finalmente si fa chiarezza su un equivoco interpretativo riguardante la disciplina dell’incompatibilità che ha portato, negli ultimi due anni, ossia dall’entrata in vigore della Legge n.37/2019 (c.d. Legge Europea 2018), ad applicazioni diverse della normativa da parte delle varie camere di commercio territoriali.

“Confidiamo che tale emendamento venga confermato nel prossimo passaggio parlamentare, - afferma Angelo Spiezia, coordinatore della Consulta dei Mediatori Creditizi Fimaa - in modo da far cessare la confusione interpretativa che si era creata sia negli operatori, che negli enti preposti alla vigilanza, che certo non ha agevolato un corretto funzionamento del mercato di riferimento”.

“La chiarezza che consegue all’approvazione dell’emendamento che sancisce l’incompatibilità tra l’attività di mediazione creditizia e quella di mediazione immobiliare - osserva Ansano Cecchini Consigliere nazionale Fimaa – pone fine ad un evidente conflitto di interessi che certamente non giovava al mercato, ed in primis ai consumatori”. “L’emendamento è perfettamente in linea con i principi comunitari che sollecitano la rimozione dei conflitti di interessi e la tutela preminente dei consumatori, ristabilendo un corretto equilibrio tra i reciproci interessi - aggiunge Gabriele Nencini, responsabile della Consulta dei Mediatori Creditizi Fimaa - e rafforza il requisito fondamentale della preparazione e competenza professionale degli operatori, evitando prassi mirate solo al conseguimento di facili guadagni, a discapito della tutela del consumatore”.