Per coloro che si devono assentare dal posto di lavoro per motivi di salute, la gestione dei periodi di riposo richiede una conoscenza approfondita delle normative vigenti. Ad esempio, quali sono le regole per le visite fiscali ai dipendenti pubblici nel 2026? A seguito di importanti aggiornamenti giurisprudenziali e amministrativi, gli orari di controllo per i lavoratori statali sono stati uniformati a quelli del settore privato, così da evitare disparità di trattamento. A oggi, è quindi indispensabile garantire la propria presenza presso il domicilio indicato nel certificato dalle 10 alle 12 e, ancora, dalle 17 alle 19. Sono inclusi anche i giorni non lavorativi e, in caso di assenza, è necessario comunicare tempestivamente le ragioni.
- Cosa cambia nel 2026 per la malattia
- Quali sono gli orari di visita fiscale per i dipendenti pubblici nel 2026?
- Quali sono i nuovi orari per le visite fiscali per i dipendenti pubblici
- Quali sono gli orari di malattia per i docenti nel 2026
- Come funziona il controllo
- Cosa succede in caso di assenza o irreperibilità
- Quali sono i casi di esonero
Cosa cambia nel 2026 per la malattia
Nel corso degli ultimi anni si è assistito a un progressivo rafforzamento delle attività di verifica da parte dell’INPS sui dipendenti pubblici, sia con un aumento dei controlli domiciliari - intorno alle 400.000 verifiche annuali - che con una disciplina uniformata al settore privato.
In particolare, in accordo con la sentenza del TAR del Lazio 16305/2023 e al Messaggio INPS 4640 del 22 dicembre dello stesso anno, vi è stato un intervento di armonizzazione degli obblighi di reperibilità dei dipendenti pubblici al settore privato, in base al principio di parità di trattamento sancito dall’articolo 3 della Costituzione, richiamato anche dal D.Lgs. 165/2001. Ciò ha determinato:
- un rafforzamento delle attività di vigilanza, anche con l’integrazione di software e sistemi di intelligenza artificiale, che permettano di incrociare i dati dei certificati medici con lo storico del dipendente e le statistiche territoriali;
- un miglioramento del monitoraggio selettivo, con oltre il 40% delle ispezioni generate da indici di rischio calcolati automaticamente;
- un approccio più uniformato con il settore privato, per garantire il massimo dell’equità fra i lavoratori;
- un migliorato sistema sanzionatorio progressivo, che coinvolge sia aspetti economici - come la riduzione o la perdita dell’indennità - sia disciplinari, fino al licenziamento in casi di grave reiterazione o simulazione.
Anche per il 2026, l’obiettivo dichiarato è quello di tutelare la genuinità delle assenze per malattia, limitando invece gli abusi.
Quali sono gli orari di visita fiscale per i dipendenti pubblici nel 2026?
Per i dipendenti pubblici, le fasce di reperibilità durante il periodo di malattia sono ormai da tempo uniformate a quelle del settore privato, così come già accennato. In altre parole, il dipendente dovrà risultare al domicilio indicato sul certificato di malattia:
- dalle 10 alle 12, nella fascia della mattina;
- dalle 17 alle 19, nella fascia pomeridiana.
Il medico fiscale incaricato dall’INPS può presentarsi in qualsiasi momento all’interno di questi intervalli, per tutta la durata della prognosi. Ancora, le fasce valgono anche per le visite fiscali negli orari di sabato e domenica, senza perciò alcuna differenza fra giornate lavorative e weekend.
Quali sono i nuovi orari per le visite fiscali per i dipendenti pubblici
I nuovi orari per le visite fiscali per i dipendenti pubblici - appunto, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 - sono il risultato della già citata sentenza del TAR del Lazio 16305/2023 e del successivo Messaggio INPS 4640 dello stesso anno.
Il dato più evidente è quello di una riduzione delle ore di attesa: dalle vecchie sette ore di reperibilità - dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, secondo la prima definizione del DM 206/2017 - si è passato a un totale di quattro. Le verifiche sono solitamente gestite dal Polo Unico dei Controlli dell’INPS.
Tale riduzione si è resa necessaria sia per non creare disparità con il settore privato, sia per garantire al dipendente una maggiore libertà di movimento fuori dalle fasce protette, ad esempio per esigenze personali o sanitarie.
Quali sono gli orari di malattia per i docenti nel 2026
Il personale scolastico, inclusi docenti e ATA, seguono le medesime direttive aggiornate, applicabili all’intera pubblica amministrazione. Gli orari per le visite fiscali dei dipendenti pubblici della scuola sono infatti gli stessi:
- dalle 10 alle 12 di mattina;
- dalle 17 alle 19 nel pomeriggio.
È inoltre importante sapere che:
- l’obbligo sussiste anche nei giorni in cui il docente non ha ore di lezioni previste;
- durante i periodi di sospensione - vacanze natalizie, pasquali o estive - se il lavoratore è in malattia, il controllo può comunque avvenire;
- la scuola, nella figura del dirigente, può richiedere l’ispezione sin dal primo giorno.
Come funziona il controllo
Il processo operativo di verifica è ora totalmente digitalizzato e coinvolge più figure professionali, sia a monte con piattaforme tecnologiche, sia dal vivo con le ispezioni. Le visite fiscali INPS per dipendenti pubblici possono essere disposte fino a due volte al giorno, all’interno delle fasce previste. Nella pratica, il meccanismo prevede:
- la trasmissione del certificato di malattia da parte del medico di base, tramite procedura telematica INPS, indicando con precisione l’indirizzo di reperibilità;
- l’attivazione della visita, su iniziativa dell’INPS o del datore di lavoro, tramite il portale di controllo dedicato;
- l’accesso del medico fiscale al domicilio indicato, con l’identificazione del lavoratore e la sua valutazione clinica;
- la redazione del verbale, tramite documento digitale, che può confermare, ridurre o estendere la prognosi iniziale.
Il dipendente può poi fornire giustificazioni documentate - certificati relativi a visite mediche indifferibili, terapie o altri motivi comprovati - per integrare o richiedere la modifica di quanto riportato nel verbale.
Cosa succede in caso di assenza o irreperibilità
In caso di assenza ingiustificata alle visite fiscali, vi possono essere conseguenze di tipo economico, progressive in base all’irreperibilità registrata:
- alla prima assenza, perdita del trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia;
- alla seconda, la riduzione del 50% dell’indennità per il periodo rimanente della malattia;
- alla terza, la perdita definitiva dell’indennità per l’intera durata della malattia in corso.
Vi possono poi essere anche conseguenze disciplinari: l’amministrazione può infatti avviare procedimenti interni che, nei casi più gravi di recidiva, possono portare anche al licenziamento.
Quali sono i casi di esonero
Infine, non bisogna dimenticare che non tutti i lavoratori sono soggetti all’obbligo di reperibilità al domicilio, nelle fasce previste per legge. Esistono infatti delle fattispecie di esonero per:
- patologie gravi, che richiedono terapie salvavita documentate, da eseguire in strutture sanitarie pubbliche;
- stati patologici connessi a invalidità riconosciuta, con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 67%;
- infortuni sul lavoro, con traumi o malattie professionali riconosciute dall’INAIL;
- cause di forza maggiore, come la necessità impellente di recarsi a visite mediche o accertamenti che non possono essere svolti fuori dalle fasce di reperibilità.
In presenza di tali condizioni, il medico curante può segnalare la situazione nel certificato; spetta comunque al lavoratore conservare e produrre la documentazione probatoria.








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