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Surrogare un mutuo conviene: torna a crescere la domanda

Tornano a salire le richieste a settembre 2019

mutuo casa
Barometro Crif: risale la domanda di mutui e surroghe / Gtres
Autore: Redazione

Il momento è buono per surrogare il mutuo. Secondo il Barometro Crif nel mese di settembre 2019 la domanda di finanziamenti per la casa è tornata a salire.

Perché surrogare il mutuo conviene ancora

Dopo tre trimestri caratterizzati da una costante contrazione, il mese di settembre 2019 fa segnare una inversione di tendenza per le richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. Sulla base di vere e proprie istruttorie formali presenti sul Sistema di Informazioni Creditizie, l’aumento segnalato dal Barometro Crif è stato dell’1,0 % rispetto allo stesso periodo del 2018.

Una inversione di tendenza che, secondo l’analisi, è difficile classificare come segnale episodico o prodromico di un nuovo scenario ma, indubbiamente, rappresenta un elemento positivo per il mercato dopo una fase di perdurante debolezza. Le prossime rilevazioni ci diranno anche quanto la dinamica complessiva sarà stata influenzata da una ripresa dei mutui di sostituzione.

Sta di fatto che il momento è senz’altro perfetto per una nuova ondata di surroghe. Se è vero che col tempo si è esaurita l’onda lunga di “vecchi” contratti la cui riscrittura ormai non era più conveniente, è anche vero che l’andamento in continua discesa dei tassi di interesse, favorito dalle politiche Bce e dall’andamento dei tassi di riferimento Euribor ed Eurirs, garantisce rate in calo almeno per un altro paio d’anni, per un rialzo che ripartirà probabilmente solo nel 2022. Ciò significa che gli auspici sono tutti a favore di un nuovo momento d’oro sia per i nuovi contratti che per surroghe e sostituzioni di contratti in essere a condizioni più favorevoli.

"A settembre abbiamo registrato un vero e proprio boom nella richiesta di surroghe, era dal 2015 che non si raggiungevano picchi così alti, - spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it. - Il calo dei tassi di interesse degli scorsi mesi è stato fondamentale per stimolare la domanda di finanziamenti, sia da parte dei mutuatari che vogliono provare a cambiare banca, sia per chi è alla ricerca di un nuovo mutuo. Non bisogna però sottovalutare anche la componente psicologica; la maggiore chiarezza nella situazione politica nazionale e l’annuncio da parte della BCE di nuove misure espansive hanno certamente giocato a settembre un ruolo importante".

“Dopo una lunga fase di debolezza, il mese di settembre vede un ritorno in territorio positivo delle richieste di nuovi mutui e surroghe registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF - commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. - Il miglioramento della fiducia delle famiglie potrebbe aver contribuito, insieme al perdurare delle favorevoli condizioni di offerta, a favorire il recupero della domanda di acquisto di abitazioni sia per prima casa, ma anche per investimento, soprattutto nelle grandi aree urbane”.

Domanda mutui settembre 2019: i dati del Barometro Crif

Secondo quanto rilevato da Crif, l’importo medio richiesto per i mutui nel mese di settembre si è attestato a 133.315 euro, con un incremento del +4,7% rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini assoluti si tratta del valore più elevato fatto registrare dopo il picco del giugno 2012, quando la media dei mutui richiesti era risultata pari a 133.760 euro.

Relativamente alla distribuzione delle richieste per fasce di importo, nel mese di settembre le preferenze degli italiani si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,5% del totale. Le richieste di importo inferiore ai 75.000 euro, in cui tipicamente si concentrano i mutui di sostituzione, rappresentano invece poco meno di 1/4 del totale.

Per quanto riguarda la distribuzione per classe di durata dei mutui, invece, il mese di settembre ha visto un maggiore orientamento dei piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano a spiegare il 25,1% del totale delle richieste, anche se in diminuzione di -1,0 punto percentuale rispetto al corrispondente periodo del 2018.

Complessivamente, oltre il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni mentre quelle con durata inferiore ai 5 anni, dove tipicamente si concentrano i mutui di sostituzione, hanno un peso sempre meno significativo, che nel periodo di osservazione si riduce allo 0,5% del totale.

In merito all’età del richiedente, infine, continuano a crescere le richieste da parte della popolazione più giovane: in particolare, le richieste degli under 35 crescono ancora e arrivano a spiegare quasi il 30% del totale.

Ad ogni modo, la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni rimane ancora maggioritaria, con il 33,9% del totale, seppur in leggero calo rispetto al 2018 (-0,6 punti percentuali).