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Mutui ristrutturazione, nel 2021 cresce la quota grazie all'ecobonus 110

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Autore: Redazione

Nonostante il difficile periodo legato alla pandemia, aumenta anche a gennaio, per il sesto mese consecutivo, il peso delle richieste di mutui per l’acquisto della prima casa. Il pacchetto di agevolazioni fiscali alimenta inoltre la domanda di finanziamenti con finalità ristrutturazione (o la costruzione) di un’abitazione, e l’importo medio annuo si mantiene ai massimi degli ultimi dieci anni. E’ la fotografia scattata dal più recente Osservatorio mutui di MutuiOnline.it

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Surroghe mutui, meno rilevante la quota  a gennaio 2021

Secondo quanto rilevato, le richieste di mutuo per la prima casa sono ammontate al 51% del totale (48,1% del quarto trimestre 2020), allungando la serie di rialzi dal terzo trimestre 2019. Significativo anche il rialzo pressoché regolare registrato dalle richieste di mutui per la seconda casa, aumentate per quattro trimestri consecutivi e limate solo leggermente nei tre mesi a gennaio (a 5,4%). La media annuale segna i massimi dal 2018. A tale aumento contribuisce la graduale perdita di quota delle surroghe, per quanto si tratti di una soluzione che genera ancora molte richieste.

L’ecobonus 110% spinge le richieste di mutui

Nello stesso periodo i mutui chiesti per ristrutturare l’abitazione si sono portati al 2,2% del totale (contro il 2,1% registrato nei tre mesi a dicembre). Questo segmento è da tenere sotto osservazione: nel prosieguo del 2021 potrebbe infatti acquistare maggiore volume, una volta che avrà preso piede l’ecobonus del 110%. Questo trend già emerge nei dati delle erogazioni effettive che, secondo l’Osservatorio, a gennaio si sono portate all’1,7% del totale dallo 0,6% segnato nei tre mesi a dicembre: il massimo dal terzo trimestre 2019. Per quanto riguarda la quota rappresentata dalle surroghe, questa è scesa al 41,2%.

Importo medio dei mutui in rialzo

L’importo medio richiesto a gennaio è salito – per il terzo trimestre di seguito - dell’1% a 137.240 euro, poco sotto il picco (138.504) toccato a metà 2019. Poco variato anche l’importo erogato, sceso dello 0,9% a 135.735 euro. I dati relativi alla durata dei mutui richiesti registrano un incremento della fascia 26-30 anni, che sale al 28,9% del totale (contro il 27,2% del trimestre precedente). In termini di erogati si conferma come fascia principale la 16-20 anni, che sale dal 36% al 37,2%.

Mutui a tasso fisso i preferiti dagli italiani

Il quadro dei tassi rimane in generale favorevole, permettendo alle migliori offerte di confermarsi ampiamente sotto l’1% e al differenziale tra tassi fissi e variabili di restare limitato a pochi decimi di punto. Il tasso fisso resta così quasi unanimemente il preferito dagli italiani, con l’89,7% delle richieste e addirittura il 94,9% delle erogazioni, costituendo una vera e propria assicurazione a bassissimo costo sulla certezza della rata nel tempo. A gennaio, per i mutui a 20 e 30 anni, il miglior TAN per il tasso fisso parte da 0,50% per la durata 20 anni e da 0,75% per quella a 30 anni.

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