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Rent to buy aziendale: a presentarlo il Notariato

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Autore: Redazione

Il rent to buy sbarca in azienda. L’innovativa formula contrattuale di case rent to buy di azienda è stata presentata dal Notariato come risultato di una ricerca promossa dalla Fondazione italiana del Notariato, in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dal Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Firenze.

Il rent to buy di azienda consentirebbe attraverso il collegamento tra due contratti (in genere affitto di azienda e preliminare di cessione di azienda) di entrare subito nel godimento dei beni dell’azienda, inizialmente in affitto con pagamento di un canone periodico (fase “rent”), e successivamente diventarne proprietari (fase “buy”) in un periodo di tempo prefissato attraverso l’acquisto vero e proprio e il pagamento del relativo prezzo, dal quale vengono scomputati, in tutto o in parte, i canoni pagati in precedenza.  

Vantaggi per chi compra:

- si ottiene il godimento dei beni dell’azienda senza corrispondere fin da subito l’intero prezzo;

- si ottiene più facilmente un finanziamento al momento dell’acquisto per il minor importo del prezzo ancora dovuto, in considerazione di quanto anticipato con i canoni.

Vantaggi per chi vende:

- si facilita l’alienazione dei beni che altrimenti potrebbero restare privi di acquirenti;

- si consegue un immediato introito finanziario;

- si alleggeriscono i costi di gestione, che possono essere addebitati al detentore.

Il Notariato ha sottolineato che l’operazione presenta una serie di profili interessanti sia per le imprese sia per gli istituti finanziatori: la creazione per l’acquirente di uno “storico creditizio”; l’accantonamento di parte di quanto versato per l’affitto d’azienda come acconto prezzo; la possibilità di accantonare ulteriore liquidità con il proprio lavoro per l’acquisto finale; la posticipazione di tutti i costi e le imposte; la possibilità di vendere la propria azienda cedendo i contratti.

Lo studio “Rent to buy di azienda” propone i risultati di una ricerca finanziata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dal Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Firenze e dalla Fondazione italiana del Notariato volta a verificare la possibilità di proporre, in ambito di trasferimento di azienda, combinazioni di contratti con effetti traslativi e contratti costitutivi di diritti personali di godimento, recentemente consacrati dal legislatore italiano con riferimento al settore immobiliare. L’indagine condotta presenta una particolare lettura interdisciplinare volta ad analizzare i modelli in atto e possibili alternative verificando i pro e contro a livello giuridico, economico e fiscale dei diversi modelli.