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Il rischio di default del colosso immobiliare Evergrande minaccia i mercati mondiali

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Autore: Redazione

Calano (- 7%) le azioni delle società immobiliari in Cina e Hong Kong mentre si avvicina la data di scadenza entro la quale  il colosso del settore edile e immobiliare Evergrande deve pagare gli interessi sul suo debito milionario, che ammonta a più di 300 miliardi di dollari, circa 255.850 milioni di euro al cambio attuale.

La paura di una reazione a catena tiene in allerta i mercati azionari con ribassi non solo nel mercato azionario di Hong Kong, ma anche in Germania, Francia o nell'indice dei futures S&P 500.  Il mercato azionario di Hong Kong è sceso di oltre il 3%, un calo che si è diffuso ad altre borse europee a causa della crescente crisi di liquidità del colosso immobiliare  Evergrande. Le azioni Evergrande quotate a Hong Kong sono scese del 18,9% lunedì. Un calo che ha accentuato le preoccupazioni sulla salute generale del settore immobiliare cinese.

I gruppi immobiliari cinesi e di Hong Kong hanno concentrato le principali cadute del mercato, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi cinque anni tra l'angoscia crescente per il destino di Evergrande, la società di sviluppo immobilare più indebitata al mondo. Il property Hang Seng index, che racchiude una dozzina di promotori quotati in borsa, è sceso del 7%, il livello più basso dal 2016.

Il gruppo Evergrande affronta un debito di oltre 300 miliardi di dollari, circa 255.850 milioni di euro al cambio attuale, con creditori e altre società. Giovedì si presenta come una data chiave per il suo futuro, quando è previsto il pagamento degli interessi sulle sue obbligazioni 'offshore'.

L'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso di oltre il 3,5%, ovvero il 12% da inizio anno. In calo anche i mercati europei, come lo Stoxx 600 e i mercati di Germania e Francia. Anche il FTSE 100 di Londra è in calo.

Il prezzo delle azioni di Evergrande è in calo da quando alla fine di agosto sono saltate le voci di impago, con la preoccupante immagini di alti dirigenti che intascavano in maniera anticipata i benefici dei prodotti di investimento, proprio nello stesso tempo in cui annunciavano ai piccoli investitori che non sarebbero riusciti a rispettare le scadenze di pagamento.

 Nel frattempo, nel mercato di Hong Kong crescono i timori che il settore immobiliare possa vedere affossare ad altre società di sviluppo e istituzioni finanziarie. "Evergrande è solo la punta dell'iceberg", afferma Louis Tse, amministratore delegato di Wealthy Securities, un'agenzia di broker con sede a Hong Kong.

I promotori cinesi sono sotto pressione per il rimborsi dei loro buoni,  mentre il mercato è nervoso per la possibilità che il governo di Pechino spinga i gruppi immobiliari quotati a ridurre i costi delle abitazioni nella Cina continentale e a Hong Kong. "Ciò riguarderebbe anche le banche: se i prezzi degli immobili sono più bassi, cosa succede ai loro mutui?" ha aggiunto Tse. "Può avere un effetto a catena".

Le azioni di Ping An, il più grande gruppo assicurativo cinese, sono scese dell'8,4% lunedì - dopo aver chiuso con un calo del 5% venerdì-  dopo essere stato costretto a rivelare di non avere alcuna esposizione al debito o al capitale di Evergrande. Anche così, l'assicuratore ha circa 9,8 miliardi di dollari, circa 8,4 miliardi di euro in azioni nel settore immobiliare della seconda potenza economica mondiale.

Segnali di rallentamento nel settore immobiliare cinese hanno influenzato anche i prezzi delle materie prime, come il ferro, che quest'anno avevano raggiunto un record ma hanno iniziato a precipitare dalla scorsa settimana dopo che i mercati hanno subito lo shock delle restrizioni governative sulla produzione di acciaio.