Henry Moore è stato uno degli scultori britannici più influenti del XX secolo, rinomato in tutto il mondo per le sue figure semi-astratte in bronzo e marmo. La sua opera ha rivoluzionato l'arte contemporanea esplorando l'intima relazione tra l'anatomia umana e il paesaggio naturale, introducendo la perforazione e il vuoto come elementi scultorei fondamentali.
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Il suo genio consisteva nell'astrarre le forme organiche della natura per creare composizioni senza tempo che oggi abbelliscono i più importanti spazi pubblici del mondo. Questo profondo legame con la terra e la sua intenzione di utilizzare ogni elemento durante il processo creativo rimangono intatti nella sua ex tenuta nell'Hertfordshire.
In questo luogo che lo studio londinese DSDHA ha completato la ristrutturazione della galleria Sheep Field Barn, elevando questo spazio museale all'avanguardia dell'architettura circolare.
"Eleganza e frugalità" come principio guida della progettazione espositiva
Sheep Field Barn, un vecchio edificio agricolo, trasformato in galleria nel 1999 dallo studio Hawkins\Brown, necessitava di urgenti lavori di ammodernamento per soddisfare gli attuali standard museali.
L'incarico affidato dalla Henry Moore Foundation era quello di raddoppiare la superficie dell'edificio per includere spazi didattici e migliorare il passaggio interna, senza però oscurare l'opera dell'artista o il paesaggio agricolo circostante. Per questo motivo, lo studio ha applicato il concetto di "elegante frugalità", che definisce come "una filosofia costruttiva che riflette i metodi di lavoro di Moore".
La nuova estensione è una semplice struttura addossata all'edificio principale, larga otto metri, con struttura in legno di abete di Douglas e poggiante su pali in acciaio filettati riutilizzabili.
Questo approccio garantisce che l'intera struttura possa essere smantellata in futuro per essere reintegrata nell'economia circolare. L'impegno per il riciclo è assoluto: le facciate sono state rivestite con abete argentato recuperato da vecchi fienili dello Yorkshire, i blocchi di cemento in eccedenza sono stati riutilizzati all'interno della proprietà e una vecchia porta industriale in acciaio funge ora da architrave.
Per quanto riguarda la disposizione degli spazi, il piano terra comprende una galleria con lucernari, ideale per sculture di grandi dimensioni, mentre il piano superiore ospita mostre temporanee. I due nuovi studi sono collegati da un corridoio che cela anche l'area deposito. Gli ambienti sono caratterizzati da ampie finestre che incorniciano il paesaggio e offrono accesso a spazi esterni coperti, favorendo la creazione artistica a diretto contatto con la natura.
Un punto di riferimento per i musei del futuro
Sebbene il progetto privilegi le strutture prefabbricate e i materiali di recupero, l'ammodernamento tecnologico dell'edificio è all'avanguardia. Sono state installate pompe di calore geotermiche, pannelli solari e un sistema di climatizzazione di ultima generazione, riducendo il consumo energetico.
Il progetto sfrutta anche l'abbondante aggetto del tetto per prevenire il surriscaldamento durante i mesi estivi, mentre l'installazione di nuovi lucernari apribili consente un controllo preciso della luce naturale e facilita la ventilazione incrociata.
L'edificio ha raddoppiato la sua superficie utile e, allo stesso tempo, dimezzato i costi di gestione. Grazie all'integrazione della sostenibilità in ogni fase del processo costruttivo, il nuovo Sheep Field Barn avvicina l'eredità di Henry Moore alle nuove generazioni.
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