A Parigi un ex stabilimento Renault diventa La Pointe des Arts, un nuovo sviluppo mixed-use

Ardian ed Emerige annunciano la nuova fase del progetto da 53.000 metri quadrati a Boulogne-Billancourt. Dopo l'apertura del multiplex Pathé in estate, a ottobre apre il centro d'arte Large
Ardian
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Per decenni l'Île Seguin, a pochi chilometri dal centro di Parigi, ha ospitato gli stabilimenti Renault, simbolo della manifattura francese del Novecento. Poi lo svuotamento, l'abbandono, il lungo dibattito su cosa farne. Oggi, su quella stessa isola della Senna a Boulogne-Billancourt, sta prendendo forma uno dei progetti di rigenerazione urbana più ambiziosi della Grande Parigi: La Pointe des Arts, un complesso misto da 53.000 metri quadrati progettato dallo studio catalano RCR Arquitectes in collaborazione con Calq Architecture e Baumschlager Eberle Architekten, sviluppato dalla società di private investment Ardian e dal promotore immobiliare Emerige. Il 29 settembre i due partner hanno annunciato l'ingresso del progetto nella sua fase più concreta e visibile, con una serie di aperture già avvenute o imminenti che stanno trasformando il sito in una destinazione reale.

Già aperto: il cinema che guarda la Senna

Il primo grande tassello è già al suo posto. In luglio ha aperto il Pathé Île Seguin, il multiplex progettato dall'architetto Ora-Îto con otto sale premium, una in formato IMAX e un'area ristorazione Pathé Café con affaccio sul fiume. È stata la prima apertura pubblica del sito, quella che ha cominciato ad attrarre visitatori sull'isola e a costruire la frequentazione quotidiana che ogni nuovo quartiere urbano ha bisogno di generare prima di tutto il resto.

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Il 17 ottobre apre il centro d'arte Large

La prossima apertura attesa è quella del Large, il centro d'arte contemporanea che aprirà i battenti il 17 ottobre con la mostra inaugurale intitolata Moteur Imaginaire. Il progetto espositivo è costruito intorno a un dialogo tra la Collezione Renault — il patrimonio artistico accumulato dall'azienda automobilistica nel corso dei decenni — e l'arte contemporanea, in un'operazione che vuole fare i conti con la storia industriale e artistica dell'isola piuttosto che ignorarla. È una scelta significativa: non cancellare il passato manifatturiero di Île Seguin, ma farne il punto di partenza per una nuova narrazione culturale.

In inverno: il primo Hyde hotel di Francia

Tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 aprirà Hyde Paris sur Seine, primo indirizzo francese del brand Hyde, parte del gruppo Ennismore. L'hotel è stato progettato da Maison Sarah Lavoine e si presenta come uno spazio costruito intorno ai valori di musica, creatività e connessione sociale: 230 camere, la maggior parte dotata di terrazze private con vista sulla Senna, un rooftop bar con ristorante e terrazza aperto dall'alba al tramonto, una caffetteria pensata per il quartiere e una spa di 400 metri quadrati con piscina coperta illuminata dalla luce naturale, hammam, sauna e spazi fitness. Il posizionamento è quello di un hotel lifestyle di fascia alta, capace di funzionare sia per la clientela di passaggio sia come punto di riferimento per i residenti e i lavoratori del quartiere.

L'apertura di Hyde porta con sé anche un programma artistico: ogni camera ospiterà un'opera di un artista francese emergente, in continuità con la carta "1 edificio, 1 opera d'arte" che Emerige ha co-fondato oltre dieci anni fa sotto l'egida del Ministero della Cultura francese e che porta sistematicamente un'installazione artistica in ogni edificio che sviluppa.

Nel 2027: una grande azienda tech si trasferisce sull'isola

Sul fronte degli uffici, il segnale più forte arriverà nei primi mesi del 2027 con il trasferimento della sede di una grande azienda tecnologica globale — il cui nome non viene rivelato nel comunicato — in circa 4.000 metri quadrati di spazi direzionali premium. È un'operazione che vale più del suo valore contrattuale: dimostra che La Pointe des Arts sta costruendo la reputazione necessaria per attrarre headquarter di aziende internazionali, confermando la vocazione del polo economico dell'ovest parigino dove da decenni hanno sede grandi gruppi francesi e multinazionali nelle aree di Boulogne-Billancourt, Issy-les-Moulineaux e Meudon.

Un ecosistema sul fiume, non un monofunzionale

La chiave del progetto, nelle intenzioni di Ardian ed Emerige, è proprio il rifiuto di una destinazione monofunzionale. Lavoratori di ufficio, spettatori cinematografici, visitatori di mostre, ospiti dell'hotel, clienti dei ristoranti, residenti del quartiere e semplici passanti sono tutti immaginati come fruitori dello stesso spazio nel corso della stessa giornata. È l'ambizione che Stephanie Bensimon, responsabile del real estate di Ardian, descrive come la volontà di investire e gestire progetti capaci di creare luoghi unici e le attività che li animano. Laurent Dumas, presidente del Gruppo Emerige, la racconta come una scommessa su un'isola dove architettura e arte contemporanea diventano protagonisti di uno spazio aperto a tutti, una visione coltivata per dieci anni che oggi, dice, sta finalmente diventando realtà.

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