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Contratto locazione commerciale 2019, si può optare per la cedolare secca?

I chiarimenti delle Entrate con la risposta n. 198
I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate con la risposta n. 198 / Gtres
Autore: Redazione

Con la risposta n. 198, l'Agenzia delle Entrate ha spiegato se è possibile per un contratto di locazione commerciale registrato nel 2019 optare per il regime della cedolare secca. Vediamo quanto chiarito.

Nel caso in esame, l'istante - che ha locato un immobile commerciale sulla base di un contratto di locazione registrato nel gennaio 2019 - ha domandato se, "alla luce dei chiarimenti forniti con la circolare n. 8/E del 10 aprile 2019 e la risoluzione n. 50/E del 17 maggio 2019", è possibile usufruire del regime della cedolare secca "per il citato contratto di locazione stipulato nel corso del 2019 e per il quale, in sede di prima registrazione, è stata scelta l'opzione per la tassazione ordinaria".

Con la sua risposta, l'Agenzia delle Entrate ha prima ricordato quanto previsto dalla legge di Bilancio 2019 in merito alla cedolare secca per i locali commerciali e poi sottolineato che "con la circolare n. 8/E del 10 aprile 2019 è stato precisato che l'opzione per il regime facoltativo della cedolare secca deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione ed esplica effetti per l'intera durata del contratto, salvo revoca. Qualora non sia stata esercitata l'opzione in sede di registrazione del contratto, è possibile accedere al regime della cedolare secca per le annualità successive, esercitando l'opzione entro il termine previsto per il versamento dell'imposta di registro dovuta annualmente sull'ammontare del canone relativo a ciascun anno (30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità). Entro lo stesso termine, è possibile revocare l'opzione per il regime della cedolare".

Nel considerare il quesito proposto, l'Agenzia delle Entrate ha evidenziato che l'istante, in qualità di locatore, ha presentato un modello Rli telematico, relativo ad un contratto di locazione di un immobile ad uso diverso dall'abitativo, con decorrenza 1° gennaio 2019, optando per il regime della cedolare secca, ma versando l'imposta di registro e l'imposta di bollo ha di fatto scelto il regime della tassazione ordinaria, con riferimento alla prima annualità contrattuale.

Alla luce di ciò, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che, per le annualità successive, l'istante può optare per il regime della cedolare secca presentando il relativo modello Rli entro trenta giorni dalla scadenza di ciascuna annualità. Nel caso specifico, considerato che "il contratto ha avuto decorrenza dal 1° gennaio 2019, l'opzione per la cedolare secca avrebbe dovuto essere esercitata, con riferimento all'anno di imposta 2020, entro il 31 gennaio 2020, mentre, per l'anno di imposta 2021, l'opzione deve essere esercitata entro il 31 gennaio 2021 e così via".