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L'expo 2015 di Milano sarà un'isola tra i canali (galleria)

Autore: Redazione

A poche settimane dall'inagurazione dell'esposizione universale  di shangai, è stata presentata ieri l'expo di Milano del 2015, il cui titolo è "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Leggera, democratica ed ecosostenibile. Sono queste le parole che segnano più di tutte lo spirito del progetto, che vedrà sorgere un'isola circondata da canali in uno spazio di 1 milione di mq, nella zona tra rho e pero. E già si parla di un'eredità immobiliare da 1,5 miliardi di euro (vedia notizia)


Già approvata la realizzazione di due nuove linee di metro, per collegare Il sito espositivo al centro di Milano. La sfida è quella di trasformare un'area già parzialmente urbanizzata in una zona di colline, acqua e spazi verdi. Il progetto è infatti modellato come un'isola circondata da un canale d'acqua, e strutturata intorno a due assi perpendicolari: la World Avenue e il Cardo della città romana

La prima, un percorso pedonale ampio 35 metri e lungo un chilometro e mezzo, sarà composta dalle architetture e dagli spazi immaginati da ciascuno dei 130 Paesi partecipanti, che avranno tutti la possibilità di dare un contributo al tema

Perpendicolarmente alla World Avenue si svilupperà il Cardo, il secondo asse strutturante del Masterplan composto dai lotti assegnati all'Italia, alle sue regioni, città e province

Il punto di unione dei due assi, una grande piazza di oltre 4.000 mq, sarà il centro virtuale dell'intero sito e costituirà il luogo in cui il mondo e Italia simbolicamente si incontreranno

"Questa è un'Expo  con la mano leggera, e dopo qualche mese sparirà", ha detto durante la presentazione l'architetto Richard Burdett, che ha supervisionato il progetto insieme a Stefano Boeri e Jaques Herzog, spiegando che gli edifici saranno progettati per essere smontati, riutilizzati o riciclati, e non c'è quindi il rischio che la manifestazione lasci dietro di sé cattedrali nel deserto

"Sarà perseguita la massima efficienza energetica, dalla riduzione dei rifiuti non riciclabili, all'alta percentuale di raccolta differenziata per il riciclo, alla valorizzazione energetica, dalla riduzione dei consumi, all'utilizzo dell'acqua di falda, all'energia elettrica verde e autoprodotta all'interno del sito", si spiega nel progetto

Secondo Herzog ci si allontana "dallo schema delle esposizioni mondiali", con una Expo "monumentale ma in modo poetico, usando la natura"